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Napoli, da eroe a mistero: il male oscuro di Higuain

Le condizioni dell'attaccante argentino tengono banco in casa della formazione partenopea

NAPOLI INFORTUNIO HIGUAIN / NAPOLI - Quanto è breve il passo da hombre del partido a hombre del mistero.
Gonzalo Higuaìn e quel male oscuro che da diverse settimane lo tiene in panca, con ripercussioni mica da poco sul morale (e sulle prestazioni) del Napoli.
Il ko contro la Roma e quello contro l’Arsenal portano in calce la firma dei presenti, ma anche e soprattutto quella degli assenti.
Chissà come sarebbe andata se c'era lui.
Ma forse, piuttosto che il se, bisognerebbe iniziare a farsi domande sul perché.

MALATO IMMAGINARIO – Una mezza spiegazione l'ha data De Nicola, il medico sociale del Napoli: Higuain sta benino fisicamente, un po' meno mentalmente.
Paure per un vecchio infortunio che non gli consentono di scendere in campo a cuor leggero.
Sente male proprio lì e quindi teme ricadute.
Con il Mondiale alle porte, poi, la situazione si fa ancora più intricata.
Ci tiene un sacco, Gonzalo, e non vuole calcare la mano.
Ok, ma chi lo spiega ai tifosi del Napoli, che lo hanno assunto a nuovo idolo dopo il Matador Cavani, uno che giocava anche su una gamba sola? Urge una soluzione, e subito, prima di incrinare un rapporto ancora troppo fresco per considerarsi solido.
 

LA CURA – Il primo medico in questo caso è sicuramente Rafa Benitez.
Il Pipita va recuperato con un raffinato lavoro psicologico prima ancora che fisico.
Serve fiducia e pazienza, sì, ma fino a un certo punto.
Il bastone e la carota, la carezza e il pugno duro.
Forzare i tempi senza bruciare le tappe.
Il Mondiale non può e non deve essere un alibi, perché prima c’è il Napoli, c’è il campionato, c’è la Champions e ci sono quei 40 milioni del suo cartellino.
Li ha pagati De Laurentiis, non Sabella.
E vanno onorati così come vanno onorati i tifosi che lo hanno accolto come un re, in quel caldissimo giorno di luglio.
Ecco perché sarà meglio vincere le paure e tornare in campo: Higuaìn è troppo importante per questa squadra, lo ha dimostrato quando ha giocato ma ancor di più quando è rimasto fuori.

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