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Calciomercato > Football Killed Tancredi > ESCLUSIVO Pinto (UEFA): "Ecco perché Serbia-Albania poteva disputarsi a Belgrado"

ESCLUSIVO Pinto (UEFA): "Ecco perché Serbia-Albania poteva disputarsi a Belgrado"

Oggi il verdetto dopo la sospensione del match per gli incidenti causati dall'arrivo in campo di un drone


Serbia-Albania (Getty Images)
ESCLUSIVO
Tancredi Palmeri

24/10/2014 09:30

ESCLUSIVO SERBIA ALBANIA DRONE INCIDENTI UEFA / ROMA - Oggi è il 'D-Day' per Serbia e Albania. L'Uefa dovrebbe infatti raggiungere una decisione sul verdetto a carico delle due squadre. Ricordiamo che le due Federazioni sono sotto inchiesta rispettivamente per 1) la Serbia: lancio di petardi, incidenti tra il pubblico, invasione di campo, insufficiente organizzazione, e uso di laser puntatori; mentre 2) l'Albania per: rifiuto di proseguire l'incontro, e illecita esposizione di uno striscione (la bandiera della Grande Albania appesa a un drone).

É fisiologico attendersi una sentenza esemplare, forse persino storica, tanto più che l'Uefa è ulteriormente preoccupata dalla recrudescenza di episodi di ordine pubblico legati ad avvenimenti politici, come dimostrato non ultimo dai 40 minuti di sospensione per l'invasione di campo a Bratislava durante Slovan-Sparta Praga di Europa League. Praticamente sicura una dura sanzione per la Serbia per le insufficienze organizzative e per l'invasione di campo, la cui posizione potrebbe essere alleggerita dall'atteggiamento costruttivo dei propri giocatori in campo, ma in verità rischia molto anche l'Albania, non solo squalifiche per i giocatori coinvolti negli incidenti ma anche per la federazione per i capi d'imputazione sopra elencati.

Molti hanno accusato l'Uefa di superficialità nel lasciare che si disputasse la partita a Belgrado. Ma, a onor del vero, nessuno né alla vigilia del sorteggio, né subito dopo, né tanto meno in concomitanza della partita, aveva minimamente segnalato la dimensione di un tale pericolo. Inoltre, il precedente più recente di Serbia-Croazia - ovviamente teso ma svoltosi in assoluta sicurezza - deponeva a favore di un nullaosta al possibile accoppiamento nel gruppo e alla conseguente disputa. A prescindere dalle opinioni personali ci sono dei criteri oggettivi che per l'Uefa sono propedeutici alla disputa di una partita in una determinata sede. Criteri applicati con assoluta rigorosità, e questi criteri erano stati tutti ampiamente rispettati dall'evento.

Questo è quanto ha spiegato il capo ufficio stampa dell'Uefa, Pedro Pinto, in esclusiva a Calciomercato.it: "I fattori presi in considerazione quando si decide di sbarrare un particolare sorteggio sono:
- Nel caso una delle federazioni coinvolte abbia espressamente fatto richiesta in tal maniera;
 - Se c'è un conflitto in corso tra i due paesi;
 - Se esistono o no relazioni diplomatiche intercorrenti tra i due paesi.

Sulla base di questi criteri - ha proseguito Pinto in esclusiva ai nostri microfoni - la questione viene analizzata dal Comitato Esecutivo dell'Uefa. Nel caso di Serbia e Albania, nessuna delle due federazioni aveva formulato tale richiesta, non c'è un conflitto in corso tra i due paesi, ed esistono relazioni diplomatiche (non solo: a fine ottobre era in programmazione la visita di Stato del premier albanese, dunque a testimonianza corroborante di come le premesse fossero tutt'altro che proibitive, ndr). Per questo motivo non c'era alcuna ragione per vietare che le due squadre potessero essere sorteggiate insieme. Non solo. Ciò nonostante, uno volta effettuato il sorteggio, le federazioni di Serbia e Albania di comune accordo avevano deciso come misura preventiva che nessuna delle due si sarebbe avvalsa del proprio pubblico nella rispettiva trasferta. Un accordo tra le due federazioni che era stato supportato e accolto pienamente dall'Uefa stessa".

 Questi i fatti precedenti alla gara. Ora, si attende solo il verdetto.




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