Le ultime sui bianconeri e sul futuro del tecnico salentino nella nuova puntata di TIAMOCALCIOMERCATO, programma in onda sul nostro canale Youtube
Grande puntata di TIAMOCALCIOMERCATO, programma in onda sul nostro canale Youtube. Con i nostri Carlo Roscito e Riccardo Meloni abbiamo parlato tanto di Juventus, tra presente e soprattutto futuro prossimo. Centrale la questione panchina, con l’all-in dei bianconeri per Antonio Conte.
Sono anni che il tecnico salentino ambisce a tornare a Torino, in quella Juve della quale è stato capitano ed è, ancora oggi, super tifoso. La proprietà, su spinta anche di Giorgio Chiellini, è partita all’assalto di Conte che sembra davvero destinato a dire addio al Napoli dopo appena una stagione. E, quasi sicuramente, con uno Scudetto in tasca, il sesto della sua carriera contando la Premier vinta col Chelsea.
Meloni e Roscito mettono anche in evidenza le dichiarazioni di Conte alla vigilia della sfida col Cagliari: “(…) L’ultima partita che può chiudere un’esperienza nuova”. Dichiarazioni che, aggiunte alle altre delle ultime settimane, sono quasi una prova. La prova del divorzio con il club azzurro di Aurelio De Laurentiis, che stavolta non si lascerà trovare impreparato come con Spalletti.
Allegri al posto di Conte undici anni dopo
La scelta del patron dei partenopei è Massimiliano Allegri, come Calciomercato.it scrive ormai da qualche mese. La storia può così ripetersi: Allegri al posto di Conte, come accadde alla Juve nel 2014, quando il leccese abbandonò la nave il primo giorno di ritiro.
Allegri al posto di Conte undici anni dopo (AnsaFoto) – Calciomercato.it
Allegri è in lizza anche per la panchina del Milan, che è poi la sua destinazione preferita. È un nome stimato dal nuovo Ds Tare, al pari di Vincenzo Italiano fresco di storica vittoria della Coppa Italia alla guida del Bologna.
Al Milan è stato riaccostato pure lo stesso Antonio Conte, il quale l’anno scorso si propose senza successo. Ma il futuro del salentino appare ben indirizzato, appare a tinte bianconere…
Sono settimane decisive in casa Inter, dal campo al mercato: 90 milioni per Simone Inzaghi e non solo. Gli ultimi aggiornamenti
Sono settimane decisive anche per il valzer delle panchine. Nelle ultime ore è stata confermata anche l’anticipazione di Calciomercato.it: l’Arabia Saudita tenta Simone Inzaghi e l’Al-Hilal, in particolare, sarebbe pronto a ricoprire d’oro l’allenatore nerazzurro.
Arrivano conferme totali sull’indiscrezione lanciata nelle scorse settimane da Calciomercato.it sull’interesse dell’Al-Hilal per l’allenatore dell’Inter. La prima offerta è arrivata nei giorni scorsi ed è una proposta molto importante, che avrebbe scatenato delle riflessioni da parte del tecnico, ora totalmente concentrato sugli obiettivi della sua squadra in Italia ed in Europa.
A Milano, fronte Inter, in pochi hanno dubbi: il rinnovo resta la priorità dell’allenatore, considerando anche il legame con tifosi e società. I colloqui per il prolungamento del contratto in scadenza nel 2026 proseguiranno quindi in un clima di fiducia e ottimismo. Sul tavolo, un accordo fino al 2027 con opzione per un’altra stagione a cifre ancora più alte rispetto a quelle attuali, circa 6,5 milioni a stagione con bonus. Ma non solo il futuro di Inzaghi. In un nuovo appuntamento sul nostro canale Youtube, con la nostra direttrice Eleonora Trotta abbiamo analizzato tutti i possibili sviluppi di mercato in casa nerazzurra.
Calciomercato Inter, Inzaghi e non solo: che cosa sta succedendo
“Contando gli innesti, a prescindere da Zalewski che è già fatto, serviranno dieci acquisti all’Inter… forse otto“: così Eleonora Trotta ha parlato della prossima sessione di calciomercato estivo dell’Inter che si preannuncia piuttosto infuocata. A prescindere dalla tentazione Arabia Saudita per Simone Inzaghi.
All’Inter, infatti, serviranno almeno altri due attaccanti al posto dei partenti Arnautovic e Correa e due difensori, soprattutto in caso di partenza di Bisseck. Porte girevoli anche a centrocampo, dove tutto ruota attorno alla possibile cessione di Frattesi. Il club nerazzurro, insomma, si prepara ad una mini-rivoluzione soprattutto per quanto riguarda le riserve e la profondità della rosa. Inzaghi, per rinnovare, vuole garanzie.
Altra rivoluzione in vista per la Juventus, che spera di riuscire a ripartire da Conte. Al quale vuole regalare un nuovo Lukaku in attacco
La stagione della Juventus è stata un fallimento. La rivoluzione della scorsa estate aveva stravolto la rosa bianconera e affidato la guida tecnica Thiago Motta, poi esonerato per far posto a Tudor. Difficile che il tecnico croato, chiamato a raggiungere la qualificazione in Champions nell’ultima giornata di Serie A, possa restare al suo posto. E’ tempo di ripartire con un nuovo allenatore e con un nuovo centravanti. Attenzione ai nomi di Antonio Conte e Viktor Gyokeres.
Viktor Gyokeres (foto Ansa) – Calciomercato.it
Non è un mistero che il tecnico salentino farebbe volentieri ritorno a Torino, dove ha vinto tanto sia da capitano che da allenatore. Prima, però, c’è da completare l’opera a Napoli, con la conquista del quarto scudetto della storia dei partenopei che sembra ormai solo una formalità. Poi ci sarà da capire se troverà un accordo con la Juve, non tanto economico, quanto sul progetto e sugli investimenti in tema di mercato.
La Vecchia Signora ha bisogno di un nuovo centravanti. In questi giorni si sta parlando tanto di Victor Osimhen, ma secondo le indiscrezioni raccolte da Calciomercato.it, il primo obiettivo risponde al nome di Viktor Gyokeres. Il nigeriano del Napoli (ora in prestito al Galatasaray) ha una clausola rescissoria fissata a 75 milioni ma valida solo per l’estero. Alla Juventus ne chiederebbero 80-90. Per lo svedese, lo Sporting CP chiede 100 milioni per averne almeno 80. Stesso prezzo, ma c’è una bella differenza. Senza dimenticare la concorrenza del Psg e di tutti i top club della Premier League inglese.
Calciomercato Juventus, si lavora al post Vlahovic: intanto Kolo Muani…
Se da un lato Osimhen ha un ingaggio da 10 milioni di euro che di certo non ha intenzione di abbassarsi, dall’altro Gyokeres guadagna circa un quarto: 2,4 milioni lordi. Una bella differenza per due centravanti che hanno in comune l’anno di nascita 1998. In ogni caso la Juventus avrà bisogno di rifare l’attacco, vista la volontà di cedere Vlahovic, a prescindere da chi sarà il prossimo allenatore.
Ovviamente gli uomini mercato bianconeri valutano anche altre piste. Si prospetta un derby d’Italia con l’Inter per provare a prendere il canadese Jonathan David in scadenza di contratto con il Lille. Inoltre non si perde di vista nemmeno Ademola Lookman, sebbene il bomber dell’Atalanta abbia caratteristiche diverse. E Kolo Muani? Il suo impatto in Serie A era stato ottimo e inizialmente il suo riscatto pareva scontato. Ma le cose sono cambiate e la Juve spera di convincere il Paris Saint-Germain a rinnovare il prestito per un’altra stagione senza obbligo di riscatto.
L’ex portiere bianconero, attuale Capo Delegazione della Nazionale italiana, si è così espresso sul possibile riapprodo a Torino del tecnico del Napoli
L’inviato di Calciomercato.it, Francesco Iucca, ha raccolto le dichiarazioni di Gigi Buffon all’evento per l’inserimento nella Walk of Fame.
L’ex portiere e capitano della Juventus, attualmente Capo Delegazione della Nazionale italiana, ha risposto anche in merito alle incessanti voci che danno Antonio Conte verso il ritorno sulla panchina bianconera.
“È normale che allenatori come Conte da marzo in poi vengano accostati alle panchine
più prestigiose come a quelle che hanno una certa necessità. Io, però, non do nulla per scontato. Secondo me non ha ancora deciso nulla e pensato ad altro se non a portare a termine
questa impresa”.
Conte alla Juve, Buffon esce allo scoperto – Calciomercato.it
A proposito del duello Scudetto, con l’ultimo atto che andrà in scena domani sera, Buffon ha riservato grandi elogi all’Inter e a Simone Inzaghi: “Domenica scorsa è stato lo spartiacque del finale. È stato ed è un campionato avvincente, se dovesse esserci un’altra sorpresona finale sarebbe incredibile. Come ha detto Conte, il Napoli ha l’osso in bocca e farà fatica a farselo sfuggire.
Detto ciò, volevo fare i complimenti a Inzaghi e l’Inter, perché hanno fatto una stagione strepitosa a prescindere dall’esito del campionato e della finale di Champions. Ma in quella ho fiducia perché Inzaghi ha dimostrato in questi anni di saper preparare soprattutto le sfide secche, anche quando non è favorito le prepara in maniera incredibile e spesso sovverte i pronostici”.
Oggi nella leggenda in eterno. “Sono grandi soddisfazioni, ma come dico sempre e penso, per non staccare i piedi da terra non c’è da prendersi troppo sul serio – ha detto Buffon – Sono riconoscimenti grandi ma non mi sento così speciale, ho fatto solo lo sport e la disciplina che mi piaceva fare, mi sono divertito e mi hanno pure pagato, ora ritiro dei premi che meno male gli altri pensano siano meritati”.
Ma c’è grande sacrificio dietro tutto questo: “Qualcosa dietro sicuramente ci devi mettere e ce l’ho messo, ma la verità è che ogni momento di questo mio percorso è stato un momenti di grande gioia, cercare un centro esistenziale o delle soddisfazioni e prove. Mettersi sempre dei limiti da poter superare e verificare se c’erano davvero o sei riuscito a superarli. È stato questo lo sport, mettermi alla prova”.
Forse è stato questo il segreto di Buffon, non sentirsi troppo speciale e fare ciò che gli piace. “Sì, probabilmente è una delle motivazioni per cui ho giocato per così tanti anni ad alti livelli, alla fine non sentivo il peso mai di niente, della fatica, delle responsabilità e questo alcune volte si è anche visto (ride, ndr). Ma se c’è un modo per essere longevi nello sport penso sia questo”.
Essere diventato un idolo che effetto fa? “Io non mi sento così, mi sento uno che ha avuto le doti e la bravura, la determinazione e la fortuna di fare questa carriera. Non so che valutazione fare degli idoli, spesso quando li conosci sono delle delusioni, preferisco essere un punto di riferimento sportivo per il ruolo del portiere. Ma idolatrare delle persone si rischia di fare il loro male.
Bello che il campionato se lo giochino due italiani come Inzaghi e Conte. “Sì, è la cosa migliore ma non ho mai avuto dubbi sul valore e lo spessore degli allenatori italiani, sono un fiore all’occhiello”.
Ora la Nazionale dopo un calendario così compresso. “Sì, lo è ma è così per tutti. Le difficoltà che dobbiamo superare noi le devono superare anche gli altri, anche questa è una prova”.
Cosa manca alla tua carriera? “Non mi manca niente, sono stato felice di qualsiasi vittoria e le sconfitte che ho avuto sono state giuste e meritate perché in quei momenti non sono o siamo stati abbastanza bravi e gli altri sono stati migliori. Niente da dire, rivivrei e rifarei tutto con grande felicità”.
Cosa manca alla tua carriera? “Non mi manca niente, sono stato felice di qualsiasi vittoria e le sconfitte che ho avuto sono state giuste e meritate perché in quei momenti non sono o siamo stati abbastanza bravi e gli altri sono stati migliori. Niente da dire, rivivrei e rifarei tutto con grande felicità”, ha concluso Buffon.
Le ultimissime anche sulla panchina rossonera nel programma MILANZONE in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it
Nuova grande puntata di MILAN ZONE, approfondimento a 360° gradi sui rossoneri in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it. Ospite Francesco Letizia, giornalista di ‘Sportitalia’ al seguito del club di Gerry Cardinale.
TIFOSI – “La pazienza da parte di tutti è finita – ha esordito Letizia – Capisco i tifosi. Il primo giudice è il campo e il campo ormai ha dato il suo verdetto. Quando a dicembre, gennaio, ma anche a marzo eri ancora in tempo per arrivare a giocarti la Champions e arrivare quarto era secondo me prematuro contestare. Oggi non c’è più margine.
Non mi sembra ci siano germogli per dire che gli errori siano stati capiti. Questa secondo me è la cosa che preoccupa di più. C’è malcontento di tante cose che mischiate insieme fanno un’insalata velenosa”.
MILANISMO – “Errore sia anche e soprattutto quello. Si può sopravvivere senza Maldini, il problema è come è andato avanti il Milan senza Maldini. Non è detto che non si poteva essere milanisti anche senza Maldini, ma questo Milan non è stato milanista.
Disastrosa gestione della comunicazione, voce in capitolo di chi ha vissuto il Milan a tutti i livelli trattati tutti allo stesso modo, come se fossero tutti persone di passaggio. Non c’è stata considerazione o rispetto per ogni componente: né per l’ex dirigente o l’ex giocatore, né per i tifosi né per i giornalisti di lunga data”.
Letizia: “Furlani deve fare mea culpa e creare un ambiente che abbia milanismo”
Futuro Milan: le ultime (AnsaFoto) – Calciomercato.it
COSA FARE – “Ci sono tanti problemi a diversi livelli. Il macroproblema della proprietà, con Cardinale deve fare quello che i tifosi gli cantano da settimane. Ma non cambi la politica di RedBird. Piano piano scendi fino al microproblema.
Adesso è momento di sfogo e nervoso. Dai primi giorni del nuovo Milan bisognerà trovare un nuovo per ritornare. Furlani deve fare in primis mea culpa e poi creare un ambiente che abbia milanismo e qualcosa di positivo.
Tutto passa da un allenatore che faccia giocare a calcio la sua squadra. Ci sono poi giocatori che hanno dato tutto, il Milan deve ricostruire da provinciale, prendere da esempio Bologna e Atalanta, il prossimo anno il Milan deve pensare ad arrivare quarto, no allo scudetto. Un allenatore maestro di calcio, giocatori giovani e motivati sono quegli aspetti che servono e creare un ambiente positivo”.
“Conte non mi risulta vicino al Milan. Apprezzerei se arrivasse un tecnico che crea gioco: Italiano, De Zerbi o Thiago Motta”
“Il gruppo sarebbe anche rianimabile, ma lo era più lo scorso anno – ha sottolineato Letizia a MILAN ZONE – Se guardiamo il Napoli, la base è stata privata di due giocatori chiave come Osimhen e Kvaratskhelia, che al Milan potrebbero essere Theo e Maignan. Inoltre Conte – sempre più diretto alla Juve, ndr – non mi risulta vicino al Milan e siccome Conte ce n’è uno solo allora diventa difficile rianimare.
Oggi siamo arrivati al punto in cui uno o due big sono da sacrificare o qualcun altro dei big è sacrificabile. Tra i primi Theo e Maignan, altri come Pulisic, Reijnders o Leao sono giocatori che terrei ma che qualora partissero per un’offerta alta capirei la decisione.
Chi mi renderebbe felice in panchina? Capirei la logica e la apprezzerei, avendo una parvenza di speranza, se arrivasse un tecnico che crea gioco, come Italiano, De Zerbi o Thiago Motta“.
DA CHI RIPARTIRE – “Pulisic, Reijnders e Leao. Capirei se li vendessero a fronte di un’offerta forte, anche se non condividerei la scelta. Da loro bisogna ripartire. E poi da Gabbia, che rappresenta il Milan, Alex Jimenez, che ha margini importanti, Pavlovic a me piace molto, Fofana ha fatto una stagione ottima, con passaggi a vuoto ma nel complesso ha disputato una stagione più che positiva e poi Gimenez.
Fatte le considerazioni rinnoverei anche Jovic, che se deve fare la terza punta non ne vedo di più forti. Al di là dei nomi sarà importante far scegliere i giocatori all’allenatore nuovo”, ha concluso Letizia.
A ‘TiAmoCalciomercato’, il punto della situazione in casa rossonera: dall’allenatore ai possibili rinforzi, è già sfida con i ‘cugini’
Ci avviciniamo agli ultimi novanta minuti di campionato, ma c’è qualche squadra che è già proiettata al domani. E’ il Milan, fuori da tutto, che deve a questo punto entrare in azione per un calciomercato fondamentale per ripartire.
Della situazione dei rossoneri, abbiamo parlato in un approfondimento su ‘TiAmoCalciomercato’, in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it, con Lorenzo Polimanti e con il nostro direttore Eleonora Trotta. Come già anticipato sulle nostre pagine, il Milan ha l’accordo con Tare, alternativa già libera che non era la prima scelta. Fino all’ultimo, il Diavolo voleva D’Amico dell’Atalanta, ma ora ha dovuto ripiegare sull’ex Lazio.
Ora, caccia al nuovo allenatore. Sarri non può essere escluso totalmente, nonostante le frizioni con Tare, il calciomercato può essere sempre imprevedibile. Molti tifosi sono rimasti legati ad Allegri, che come profilo a Tare piacerebbe molto. Però, come Calciomercato.it racconta da tempo, Allegri è la prima scelta di De Laurentiis per il dopo Conte. E dopo diversi incontri, il livornese ha dato la sua disponibilità al Napoli. Il primo nome per la panchina del Milan è Vincenzo Italiano, il cui futuro però, dopo il primo incontro con la dirigenza del Bologna, è ancora da definire. I rossoblù vogliono rinnovargli il contratto, continuare con lui e provvedere anche a un adeguamento dello stipendio, le parti dovranno riaggiornarsi.
Milan, Italiano primo nome per la panchina: avanti tutta per Castro e Beukema, Inter, sfidata
Dal destino di Italiano, può dipendere oltretutto quello di diversi giocatori importanti del Bologna, che hanno mercato. Ferguson ha richieste dal Napoli, anche Orsolini è molto ambito, così come Beukema. Il Milan è vigile su di lui, come su Ndoye. Quest’ultimo, a oggi, vale almeno 40-45 milioni di euro, è seguito anche dall’Inter e dalla Juventus. Da capire se il Bologna avrà la forza di trattenere molti di questi giocatori, oppure dovrà vendere e finanziarsi con tali soldi un nuovo ciclo.
Di certo, Italiano vuole adeguate garanzie tecniche per rimanere e non sarebbe contento di un’eventuale smantellamento della squadra. C’è anche Castro, nel mirino dell’Inter e di diversi altri club, la valutazione è di almeno 35 milioni di euro. Forse, per il Milan può costare tanto in questo momento. Ma tra i due club ci sono contatti stretti da anni, vedremo come si svilupperanno i possibili dialoghi tra Tare e Sartori.
A ‘TiAmoCalciomercato’, sul canale Youtube di Calciomercato.it, il punto sulla situazione del talento argentino che ha incantato in Serie A e a cui pensano nerazzurri e ‘Blancos’
Il Real ha le idee molto chiare sul calciomercato. Dopo l’ingaggio di Xabi Alonso e l’acquisto di Huijsen, il club sta concretamente ragionando sul rientro di Nico Paz.
Il fantasista argentino, con cittadinanza spagnola, è considerato un patrimonio del club e l’allenatore spagnolo lo considera già pronto per la prima squadra. Per riportarlo alla base, al Real basta esercitare la recompra fissata quest’anno sui 9 milioni di euro e valida a partire dal primo luglio. Il calciatore classe 2004 ha sempre parlato molto bene del Como e di Cesc Fabregas, con cui vanta un ottimo rapporto. La chiamata del Real non può lasciarlo ovviamente indifferente, ma i lombardi potrebbero fare un nuovo tentativo per tenerlo un’altra stagione.
Sulla sua situazione di mercato, ne abbiamo parlato, ai microfoni di ‘TiAmoCalciomercato’, sul canale Youtube di Calciomercato.it, con Fernando Tavero di ‘As’. “Avevano già capito al Real Madrid che c’era del potenziale su Nico Paz e il giocatore ha soddisfatto le aspettative – ha spiegato il giornalista – Paz ha ‘rotto’ la Serie A, è stato uno dei migliori sorprendendo un po’ tutti. I ‘Blancos’ vogliono attivare la recompra già questa estate e la sua situazione è già sul tavolo degli uffici del Real Madrid. Una nuova cessione? Il Real Madrid riprende Nico Paz per tenerlo in rosa, la sua valutazione è di cinquanta milioni di euro. L’argentino è un calciatore che piace molto anche a Xabi Alonso. L’Inter è ormai fuori dai giochi”.
Poi sul suo ambientamento a Como, Tavero ha proseguito: “Quando Nico Paz è arrivato non l’ha fatto semplicemente per giocare in Serie A, ma proprio per il progetto del club lombardo con alla guida un allenatore come Cesc Fabregas. Il Como sembra anch’esso ormai tagliato fuori dalla possibilità di acquistare Nico Paz anche se Pablo, padre del calciatore, vorrebbe che Nico continuasse ancora in Serie A con la squadra di Fabregas. Il Real Madrid ha tre opzioni di recompra, una ogni anno, a otto, nove e dieci milioni, ma è quasi scontato che Nico Paz torni al Real Madrid questa estate”. Infine, sul ruolo: “In casa Real Madrid vorrebbero abbassare un po’ di più Nico Paz rispetto a come sta giocando ora, anche perché i ‘Blancos’ sono sulle tracce di un altro centrocampista incursore con dei gol”.
In Serie A si prepara il domino delle panchine e a sbloccare tutto può essere in primis Conte: la verità su di lui e gli altri big
Con l’ultima giornata di campionato all’orizzonte, si profila la fine della stagione calcistica, più o meno per tutti. In Italia infatti Inter e Juventus dovranno poi proseguire con il primo storico Mondiale per Club che durerà fino a metà luglio. Un appuntamento importante, che condizionerà alcune tempistiche ma difficilmente cambierà le scelte delle società. In ogni caso, tornando alla Serie A, tanti club sicuramente si presenteranno il prossimo anno con un nuovo allenatore.
A partire dalla Roma, che in queste ore è stata sollecitata con la suggestione Klopp apparsa su alcuni organi di stampa. “Ne sono arrivate diverse di smentite. Prima l’agente di Klopp, poi quella della Roma ai cronisti e allo stesso quotidiano che ha lanciato la notizia dell’accordo. A noi è arrivata la smentita della Roma e non solo. Conoscendo i Friedkin, la loro volontà di stupire e fare spettacolo, magari un tentativo o una chiacchierata può esserci stata ma non ci risulta un accordo con Klopp”, le parole della direttrice di Calciomercato.it Eleonora Trottaal nostro canale Youtube.
Di certo non si può comunque escludere un colpo di scena, ma a oggi “quello che sappiamo è che la Roma vuole un allenatore pragmatico, concreto, in grado di costruire. Fonti vicine a Klopp dicono vuole continuare alla Red Bull”. C’è poi il nodo Gasperini: “Sta parlando con l’Atalanta di un eventuale rinnovo, ma ci sono perplessità da parte di tutti, sia Percassi che Gasperini. La Roma resta in attesa, ha già avuto due rifiuti dal tecnico. Lui era ed è tra i primi nomi di Ranieri, che vuole un tecnico top”.
Domino allenatori, Allegri tratta col Napoli e Conte verso la Juve. Variabile Tare
Dalla Roma alla Juve e il Napoli: “Con Allegri – continua Eleonora Trotta – c’è stato un solo contatto con i giallorossi e poi il silenzio. Anche se è stato a Roma. Domino panchine? Il Napoli può dare il là. Immaginiamo che già all’inizio della prossima settimana Conte possa salutare, per poi trovare un accordo con la Juventus. E intanto il Napoli tratta Allegri da più di un mese, vuol dire che già sapevano di questa separazione. I contatti proseguono”.
Per gli azzurri si è parlato anche di Vieira, che ha lasciato la porta aperta al Genoa ma ha molte richieste dall’estero e dall’Italia. Poi Farioli: “Ha offerte dalla Premier, dalla Serie A, magari ci hanno pensato a Firenze e a Milano, ma al Milan la prima scelta è sempre Italiano che però tratta il rinnovo col Bologna. L’opzione Braga è stata rifiutata”.
E si torna su Allegri: “Direbbe sì al Napoli perché è una squadra competitiva, un progetto ambizioso, fa la Champions e poi ha un ottimo rapporto con De Laurentiis, oltre alla presenza di Manna che per Allegri rappresenta un ds serio, di fiducia, un rapporto che non ha avuto a Torino con Giuntoli. Per Allegri è fondamentale un direttore sportivo ‘vicino'”.
Occhio però sempre al Milan: “Sicuramente sceglieranno un ds vicino alla proprietà per strategie e visioni, e che possa avere rapporti con un allenatore individuato da loro – continua Eleonora Trotta sul canale Youtube di Calciomercato.it -. Tare torna in pole position, ha avuto in passato rapporti ottimi con Allegri su cui però è molto avanti il Napoli. Italiano sta trattando il rinnovo, Sarri non ha un buon rapporto con Tare, ma sogna di allenare il Milan. Ci aspettiamo delle novità sostanziali la prossima settimana“.
Dall’Arabia Saudita ribalzano con forza i rumors sul corteggiamento del club saudita per Inzaghi per rimpiazzare Jorge Jesus in panchina dopo la separazione dall’allenatore portoghese. L’Al-Hilal è a caccia di un tecnico di primo piano per il prossimo Mondiale per Club negli Stati Uniti e Inzaghi è in cima alla lista dei desideri del presidente Fahad Bin Saad Bin Nafel.
Il numero uno dell’Al-Hilal è intenzionato a convincere Inzaghi a sposare la causa del sodalizio arabo, stracciando il contratto con l’Inter e declinando l’offerta di rinnovo dei nerazzurri per il nuovo accordo oltre il 2026.
Inter, Inzaghi tentato da Arabia e Premier: il tecnico ha una priorità per il futuro
Sul piatto c’è un ingaggio triennale da oltre 20 milioni di euro netti a stagione, con l’Al-Hilal che vorrebbe Inzaghi già a partire dal primo giugno dopo la finale di Champions League dell’Inter contro il Paris Saint-Germain.
L’obiettivo di Fahad Bin Saad Bin Nafel è chiaro: portare Inzaghi in panchina già per Mondiale per Club, vetrina di grande importanza per la squadra saudita. Il presidente dell’Al-Hilal – come documentato in esclusiva da Calciomercato.it – a metà aprile era sbarcato in prima persona a Milano per sondare il terreno per l’allenatore piacentino.Dall’Inter arrivano le naturali smentite su un possibile divorzio con Inzaghi, vista la volontà del club nerazzurro di arrivare presto a dama per il rinnovo di contratto dell’ex tecnico della Lazio.
Inzaghi inoltre piace alle grandi di Premier League, con Paratici che potrebbe proporlo per la panchina del Tottenham in caso di ritorno del dirigente ex Juve a Londra. Al momento, però, l’allenatore emiliano non sarebbe convinto (anche per motivi familiari) di intraprendere un’avventura all’estero, con la volontà (e la priorità) nonostante alcune riflessioni di proseguire il matrimonio con l’Inter, attualmente in scadenza nel giugno 2026.
Inzaghi in silenzio stampa per il penalty che può costare lo scudetto. Proteste di Udinese e Milan nei match contro Juventus e Roma: tutti gli errori arbitrali
La 37esima e penultima giornata del campionato di Serie A è andata in archivio senza aver ancora emesso i verdetti per quanto riguarda lo scudetto, il quarto posto Champions e la retrocessione. Ma soprattutto ha portato con sé tante polemiche arbitrali, con l’Inter che ha scelto di non far parlare i suoi tesserati dopo la direzione di gara di Chiffi nel match pareggiato contro la Lazio.
L’arbitro Chiffi in Inter Lazio (foto Ansa) – Calciomercato.it
Le proteste nerazzurre si concentrano sul calcio di rigore decretato in favore dei capitolini per il tocco di mano di Bisseck. In campo il fischietto di Padova fa segno che è tutto regolare, ma cambia idea dopo essere stato richiamato al Var. Il difensore tedesco ha le braccia dietro la schiena, abbastanza aderenti al corpo (anche il gomito è largo), ma quello che lo rende punibile è l’extra movimento del suo braccio verso il pallone. Era già successo in Lecce-Inter con Baschirotto, ma in quel caso il Var non intervenne.
Nella stessa partita, richiesti altri due penalty: il primo dall’Inter per una spinta di Rovella proprio su Bisseck. Il mediano della Nazionale rischia, perché poggia entrambe le mani sulla schiena dell’avversario, ma per Chiffi l’entità non è sufficiente per fischiare la massima punizione. Il Var avalla la decisione e lo avrebbe fatto anche in caso di rigore. Il secondo reclamato dalla Lazio per un contatto tra Dimarco e Castellanos: sembra più spalla contro spalla che contro schiena e di nuovo l’arbitro fa proseguire.
Doveri toglie il rigore al Napoli: fallo in APP. Dubbi sul gol di Nico Gonzalez
Nell’altra sfida scudetto, il Napoli protesta subito per un tocco di mano in area di Balogh sul cross di Politano. Ma il difensore del Parma prende il pallone con il braccio che sta poggiando a terra e quindi non è punibile. Doveri dà invece rigore per il fallo di Lovik, che ferma irregolarmente Neres. Ad inizio azione, però, il Var pesca un fallo di Simeone su Circati che cancella il tiro dagli 11 metri.
L’arbitro Doveri in Parma Napoli (foto Ansa) – Calciomercato.it
Dubbi sul primo gol della Juventus contro l’Udinese: Nico Gonzalez si frappone tra il pallone e Solet che cade a terra. L’azione si sviluppa e lo stesso arriva all’attaccante argentino che segna privo di marcatura. Polemiche anche in Roma-Milan: espulso Santi Gimenez per una gomitata su Mancini che in effetti c’è, anche se non di grossa entità. Il problema è che un episodio praticamente identico era capitato a parti invertire ai rossoneri appena mercoledì scorso nella finale di Coppa Italia contro il Bologna. In quel caso il fallo fu di Beukema su Gabbia, ma il Var non intervenne.
Le ultime in casa nerazzurra: tra presente e futuro. Nel corso del programma di Calciomercato.it si parla della sfida contro i biancocelesti e di mercato
Si giocheranno domenica sera le due sfide Scudetto: l’Inter di Simone Inzaghi, dopo il pareggio del Napoli contro il Torino, è tornata a credere con decisione alla conquista del titolo. Gli azzurri, adesso, infatti, sono lì ad un solo punto.
Anche per questo è vietato pensare alla finale di Champions League, ancora troppo lontana. Il tecnico dei nerazzurri così è intenzionato a puntare sui suoi migliori giocatori, per provare a mettere pressione ad Antonio Conte e ai suoi uomini, che saranno impegnati sul terreno di gioco di Parma, prima di chiudere in casa contro il Cagliari.
In casa Napoli, quindi, si vive la trasferta in Emilia-Romagna come l’ultimo vero grande ostacolo, ma non è più possibile giocarsi jolly, dopo l’amaro pareggio casalingo contro il Genoa. Tutto, dunque, continua ad essere nelle mani di Romelu Lukaku e compagni.
Inter, tra Lazio e mercato: il punto della situazione
Ma l’Inter e Simone Inzaghi non faranno regali e contro la Lazio andrà in campo la formazione tipo, o quasi. L’unico assente, infatti, sarà Lautaro Martinez, che sta lavorando in maniera personalizzata per poter esserci al 100% contro il Psg il prossimo 31 maggio. Verosimilmente farà le prove per Monaco, nel prossimo match contro il Como di Cesc Fabregas. Diversamente dall’argentino, recuperano fin da subito Pavard, Mkhitaryane e Frattesi.
La Lazio, invece, non ci arriva al massimo alla sfida di San Siro. Saranno diversi gli assenti e tra questi peseranno certamente quelle di Zaccagni e Pellegrini, che saranno squalificati. Inoltre, potrebbe non esserci anche Isaksen, per un problema muscolare. Il punto della situazione sulle due squadre è stato fatto a Ti Amo Calciomercato, programma YouTube, di Calciomercato.it. Nel corso della puntata si è parlato, ovviamente, di calciomercato e di nuovi possibili intrecci tra le due squadre.
Le attenzioni dell’Inter saranno, infatti, puntate su Gila, che tanto piace a Beppe Marotta. Il centrale è visto come il rinforzo ideale per migliorare il reparto difensivo: il calciatore è stato spesso monitorato dagli osservatori nerazzurri. L’ostacolo è rappresentato dall’alto prezzo, con la Lazio che vorrebbe tanti soldi, almeno 40 milioni di euro. I biancocelesti devono riconoscere il 50% al Real Madrid, un dettaglio non da poco in ottica cessione
Tiene sempre banco il futuro alla Continassa del centravanti serbo, destinato a lasciare la ‘Vecchia Signora’ nel mercato estivo
La Juventus cambierà ancora pelle nella prossima stagione, specialmente nel reparto offensivo dove appare sempre più scontata la partenza di Dusan Vlahovic. Le trattative per il rinnovo del bomber serbo sono presto naufragate, con il numero 9 che contro l’Udinese potrebbe disputare così la sua ultima partita all’Allianz Stadium davanti ai tifosi bianconeri.
Sul conto dell’ex Fiorentina si è espresso Stefano Lanzo, intervenuto ai microfoni di ‘Juve Zone’ sul canale You Tube di Calciomercato.it: “Possibile scambio? Credo che le operazioni saranno separate e la questione Vlahovic viaggi un po’ per contro proprio. Il giocatore entra nell’ultimo anno di contratto e nella prossima stagione andrebbe a guadagnare 12 milioni. È un ingaggio pesante e anche per questo per la Juve non sarà facile trovare una sistemazione al serbo. La Juventus non ha comunque particolari pretese sul prezzo del cartellino e a livello di ammortamento basterebbero volendo 15 milioni di euro. É vero che il valore di Vlahovic è più alto, però considerando l’ingaggio e la situazione di contratto non sarà semplice trovare una soluzione che accontenti tutte le parti in causa”, spiega il giornalista di ‘Tuttosport’.
Calciomercato Juventus, da Osimhen a Lucca: cambia l’attacco per la prossima stagione
Lanzo si sofferma successivamente sul sostituto di Vlahovic nell’attacco della Juve: “Ci sono diverse variabili e possono succedere ancora tante cose. Sicuramente la qualificazione in Champions League sposterebbe tanto, sia dal punto di vista economico che di appeal verso la Juventus. La proprietà anche in caso di Europa League ha dimostrato di venire in soccorso della dirigenza, però cambierebbe molto disputare la Champions o non giocarla il prossimo anno”.
Diversi i nomi nel mirino della dirigenza bianconera: “Osimhen è un pallino di Giuntoli e la Juve un tentativo lo farà, mentre piace molto anche Retegui dell’Atalanta. Inoltre occhio a Hojlund, che può lasciare il Manchester United. Sono tutti obiettivi possibili, magari con formule e interlocutori diversi. Anche perché un conto è trattare con il Napoli per Osimhen, un altro con lo United per Hojlund“.
La Juventus però lavora per una doppia operazione nel reparto offensivo: “Lucca era già nel mirino a gennaio, poi l’Udinese ha preferito tenerlo per finire il campionato con più serenità. È un giocatore che interessa per le sue caratteristiche e anche per il fatto che sia nel giro della Nazionale. È indubbio che ci sia qualcosa per Lucca. L’Udinese però è una bottega cara, così come il Lecce per Krstovic. Sono due piste da seguire sicuramente come alternative al centravanti titolare”, conclude Lanzo a ‘Juve Zone’.
Alla vigilia delle sfide decisive per lo Scudetto, la Champions League e le retrocessioni, tiene banco il valzer degli allenatori
Oggi Genoa-Atalanta aprirà la penultima giornata del campionato di Serie A, ma domani si giocheranno tutte le partite più importanti che daranno un senso diverso alla classifica attuale a soli 90 minuti dal termine.
In ballo, come detto, lo Scudetto, con il Napoli di Antonio Conte in vantaggio di un punto sull’Inter di Simone Inzaghi. Ma anche la qualificazione alle coppe europee della prossima stagione, Champions League in primis con Juventus, Lazio, Roma, Bologna e, seppur in posizione defilata, anche il Milan impelagate in questa lotta. Last but not least, la corsa per la salvezza.
Ma sono anche giorni di grandi movimenti sulle panchine, molte potrebbero cambiare proprietario in vista della prossima annata. Tanti, infatti, gli allenatori in ballo e moltissime le voci che li riguardano da vicino. In prima fila la posizione dell’attuale mister della capolista, accostato con grande insistenza al suo passato, la Juve che dovrebbe salutare Igor Tudor alla fine del Mondiale per Club.
Conte, però, è stato accostato anche al Milan, che divorzierà da Sergio Conceicao usando la clausola rescissoria presente nel contratto che lega il portoghese ai rossoneri fino al 30 giugno 2026. Un giro di panchine che si preannuncia decisamente interessante.
Juventus gelata: “Conte non sarà il nuovo allenatore”
Tutti gli indizi, però, portano a Torino per il trainer leccese, e sarebbe un ritorno dopo il traumatico addio dell’estate 2014, quando lasciò i bianconeri dopo pochi giorni dell’inizio del ritiro per la preparazione. Ma ad infrangere i sogni di molti tifosi dei piemontesi ci ha pensato il vice direttore di ‘oggisportnotizie.it’.
“Secondo me non sarà Antonio Conte il nuovo allenatore della Juventus, vado in controtendenza perché ho degli elementi per farlo – le parole di Michele De Blasis a ‘Juve Zone‘ sul canale Youtube di Calciomercato.it – Probabilmente rimarrà a Napoli. Un altro che escludo è Igor Tudor, non ci sarà più a guidare la squadra”.
Continua De Blasis: “Il sogno di John Elkann è davvero Zinedine Zidane, lo reputa il profilo ideale per poter riportare la Juve ad alto livello. Non so se sarà quest’anno, ma credo che nelle prossime stagioni questo sogno Elkann lo esaudirà. Non escludo che possa esserci un ritorno di fiamma per Roberto Mancini, lo metto ancora nel nome dei papabili, mentre altri nomi a sorpresa non li reputo possibili”. Infine, impossibile non parlare della possibilità Osimhen dal Napoli: “Bisogna guardare altrove, perché bisognerebbe trattare con De Laurentiis e non è una cosa semplice”.
Il futuro del tecnico del Napoli resta incerto a prescindere dello scudetto: la proprietà lo ha scelto per il nuovo corso
Due partite per la Juventus per decidere il futuro, suo e della panchina. Il destino in questo momento è totalmente nelle mani dei bianconeri, che con due vittorie centrerebbero la Champions League a prescindere dai risultati di Lazio e Roma. Udinese e Venezia non sono due avversari insormontabili, anche se i lagunari in casa sono insidiosissimi e si giocheranno la salvezza.
Tudor invece si giocherà verosimilmente la conferma con queste due ultime partite e ovviamente col Mondiale per Club, anche se la sensazione costante è che non sarà lui l’allenatore della Juventus la prossima stagione. Dei tanti nomi circolati in queste ultime settimane il primo, quello più forte, resta sempre quello di Antonio Conte che può vincere uno storico scudetto col Napoli. Ed è comunque in bilico, soprattutto se non riceverà le adeguate garanzie dalla società sul mercato dopo l’addio a gennaio di Kvaratskhelia non sostituito. “L’ombra di Conte? Io vivo alla giornata, me la godo e soffro allo stesso tempo, senza pensare a quello che accadrà dopo. Non mi sento inferiore a nessuno”, ha detto lo stesso Tudor nella conferenza stampa a due giorni da Juve-Udinese.
Sul canale Youtube di Calciomercato.it abbiamo fatto un punto proprio sul possibile ritorno del mister salentino a Torino: “Il nome di Conte è un nome che arriva dalla proprietà, che vuole avere un uomo fortissimo e lui ha tutte le caratteristiche. Porta competitività, juventinità che serve anche a livello mediatico e ambientale, tiene tutti più tranquilli, e copre le falle nella società che non è fortissima. Se cambia qualcosa in base allo scudetto col Napoli? Non penso che cambi nulla. Se non vince lo scudetto col Napoli Conte esploderà sul mancato arrivo di un sostituto di Kvaratskhelia e lo dirà in ogni modo. Se vincerà lo ribadirà in ogni caso, magari salutando”, le parole del nostro Riccardo Meloni.
Juve, non solo Conte: pronto anche un altro innesto top
Ma la Juventus non sta lavorando solamente sul tavolo Conte e allenatore, ma intende rinforzare in maniera potente anche altri settori del club, ad esempio il comparto medico e atletico. In particolare Antonio Pintus: “È una star in quel ruolo, ha già lavorato con Conte all’Inter anche se non si sono lasciati bene, ci fu un litigio. Lui conosce bene la Juve, è di Torino e potremmo rivederlo lì in estate. Lascerà probabilmente il Real, non seguendo Ancelotti, la sua volontà è tornare in Italia”.
“La Juve – aggiunge Riccardo Meloni – da diversi anni sta ragionando su questo tipo di innesto, scontrandosi però con i tecnici. La Juve vuole creare uno staff atletico fisso a prescindere dai vari allenatori. Lo puoi fare se hai Pintus a capo, uno dei più bravi e famosi al mondo. Un’idea che ha da diversi anni, prima Allegri lo ha rifiutato e lo stesso Thiago Motta”. Infine la chiosa su Conte: “Ora non ci sono contatti in questi giorni, la testa di Conte è totalmente rivolta allo scudetto e alla partita di Parma. Poi tante voci da Napoli e Torino vanno in quella direzione lì”.
L’allenatore del Bologna osannato e apprezzatissimo da tanti club come il Milan, che cerca il successore di Conceicao
Vincenzo Italiano si scrolla di dosso l’etichetta che gli erano costate le tre sconfitte nelle tre finali da allenatore della Fiorentina. All’Olimpico ha guidato il Bologna a una storica Coppa Italia, 51 anni dopo l’ultimo trofeo alzato dai colori rossoblù che sono tornati a festeggiare come forse mai prima d’ora. L’allenatore calabrese sta ricevendo ora i giusti tributi, le celebrazioni, tutti i bolognesi e non solo sono pazzi di lui.
E tutti ovviamente sperano che questo non sia stato il suo commiato. Perché le voci sul suo futuro sono parecchie da diverse settimane, in particolar modo tra Roma e soprattutto Milan che è a caccia del nuovo tecnico da cui ripartire dopo la disfatta firmata proprio da Italiano. Che in questo momento è forse il tecnico più apprezzato e osannato insieme a Inzaghi, tornato in finale di Champions, e Ranieri che come sappiamo smetterà. Ieri nella conferenza stampa postpartita ha parlato anche del rinnovo: “Vedremo cosa si può programmare e cosa pensano il presidente e il direttore. Mi trovo molto bene con questo gruppo di lavoro. Siamo come i Re Magi, dobbiamo portare qualcosa per vincere”.
L’ex Spezia e Fiorentina ha un contratto in scadenza nel 2026, per cui è probabile che a fine stagione si vada in una direzione o nell’altra, ovvero rinnovo o addio. A parlarne al canale Youtube di Calciomercato.it è stato Marcello Giordano, giornalista de ‘Il Resto del Carlino’: “È una storia diversa da Motta, che era in scadenza lo scorso anno. Ci sono già dialoghi in corso con i suoi procuratori per il rinnovo, Italiano sa che il Bologna vuole rinnovare almeno fino al 2027 per non iniziare la stagione con un allenatore in scadenza”.
Italiano e il futuro tra Bologna e Milan: “Non andrà via”
Tante cose lasciano comunque pensare che Italiano abbia il desiderio e la priorità di restare al Bologna: “Io credo che non andrà via questa estate, poi bisogna vedere il domino delle panchine, perché può cambiare tutto – aggiunge Marcello Giordano -. Il Bologna difficilmente, nel caso in cui Italiano dovesse chiedere di andare via, gli direbbe di no. Il Bologna è questa società qui, non ferma le ambizioni dei calciatori e dell’allenatore. Comunque Italiano già guadagna 2,5 milioni e Motta ne guadagnava 1. Anche come cifre sono cambiate cose, c’è un processo”.
Questo risultato è il prodotto della qualità della società e di quella dell’allenatore: “Italiano è stato supportato in tutto, anche per questo si è evoluto. A Bologna gli allenatori possono lavorare, a Motta era stata fatta una squadra con un tipo di giocatori, palleggiatori, a Italiano invece una squadra con terzini di spinta. Poi lui ha fatto un lavoro strepitoso sui giocatori, Ndoye da 2 gol è passato a 9. Italiano è entrato sotto pelle ai giocatori, poi si è fatto seguire, ha svoltato la stagione passando al 4-2-3-1 inventandosi Odgaard trequartista e poi si è inventato mediano Ferguson. E ha avuto la squadra al completo una sola volta in tutto il campionato, contro la Lazio”. Per il Milan, eventualmente, non sarà facile competere.
Dal mercato alla finale Champions col PSG, le ultime sui nerazzurri nella nuova puntata di INTER ZONE programma in onda sul nostro canale Youtube
Nuova ricca puntata di INTER ZONE, programma in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it. L’ospite stavolta è stato Gabriele Borzillo di ‘Radio Nerazzurra’.
La prossima giornata di campionato, che è anche la penultima, sarà probabilmente decisiva in chiave Scudetto. La squadra di Inzaghi è tornata a crederci fortemente dopo il mezzo passo falso del Napoli contro il Genoa.
Ora per gli azzurri la complicata trasferta del ‘Tardini’ contro il Parma dell’ex difensore e allenatore (Primavera) nerazzurro Cristian Chivu. Una trasferta che, come sottolinea Borzillo, Antonio Conte affronterà “senza 7 o 8 titolari”.
Il sogno di Lautaro e compagni resta però la Champions, che si giocheranno a Monaco di Baviera il prossimo 31 maggio: “Il futuro del calcio è la Champions, non lo scudetto o il campionato – ha sottolineato Borzillo – Tra 10 o 15 anni, dello scudetto fregherà a poco”.
PSG-Inter, confronto impari sul mercato: “Hanno speso 100 milioni per due giocatori”
Borzillo si è poi espresso sulle necessità della rosa in ottica mercato: “A centrocampo non ci siamo… Chi è all’altezza di Barella, Mkhitaryan e Calhanoglu? Davanti, se si fanno male i titolari, non ne fanno uno in tre”. Si terrebbe sia Taremi che Zielinski: “L’iraniano non è quello che abbiamo visto. Mi tengo anche il polacco perché non può fare peggio di così…”.
Per quanto riguarda Dumfries, a suo giudizio oggi “è uno dei tre esterni più forti d’Europa, quindi del mondo”.
Psg-Inter e il mercato nerazzurro: le ultime a Inter Zone – Calciomercato.it
“Rischio zero titoli? Comunque vada quest’anno cosa vuoi dire a questa squadra qua? È stata una stagione mostruosa. Mi alzo e applaudo… Noi ci scontriamo con questa gente qui e poi c’è gente che ti dice che se fai la finale di Champions League è un fallimento – ha risposto Borzillo evidenziando poi le differenze con il Paris Saint-Germain, l’avversario in finale di Champions – L’Inter ha speso 12euro e 50, questi qua hanno speso 100 milioni per Barcola e Doue l’altro giorno…”.