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Duecento milioni per 6 colpi all’Inter: svelate anche le richieste di Inzaghi

Copertina Inter mercato Inzaghi

Le ultime di calciomercato sui nerazzurri nella nuova puntata di INTERZONE, programma in onda sul nostro canale Youtube

Una buona parte del suo mercato l’Inter ha intenzione di completarla entro il prossimo luglio, prima insomma dell’inizio del ritiro che avverrà dopo il Mondiale per Club. Marotta e Ausilio si sono già portato avanti con il lavoro chiudendo l’acquisto di Sucic e quasi quello di Luis Henrique. C’è poi il riscatto di Zalewski da 6,5 milioni, praticamente una formalità. Ma non finisce qui…

Ora sta per arrivare il bello.

Vale a dire acquisti di un certo spessore, da almeno 25/30 milioni di euro. Le richieste di Simone Inzaghi, come approfondito nella nuova puntata di INTER ZONE, le conosciamo:

  • un centrale di livello vista l’età avanzata di Acerbi: piacciono i due difensori del Bologna, Lucumì e Beukema;
  •  una mezz’ala/trequartista in grado di saltare l’uomo, con Nico Paz sempre in cima ai pensieri di mister e dirigenza;
  • un vice Calhanoglu di livello superiore ad Asllani, in uscita: piace Ricci ma costa molto, le alternative potrebbero essere Frendrup del Genoa e Nicolussi Caviglia del Venezia;
  • un attaccante barra due dato che andranno via a zero sia Arnautovic che Correa.

A proposito di attacco, il nome più importante rimane quello di Jonathan David che ieri ha ufficialmente detto addio al Lille. Ma il canadese ha chiesto cifre vertiginose e su di lui ci sono tanti club, stranieri come italiani. Più di tutti il Napoli, oggi avanti ai nerazzurri.

Inter, da Asensio a David passando per Zirkzee: un grande attaccante per Inzaghi

Gli altri nomi sono poi quelli di Zirkzee, messo sul mercato dal Manchester United, Bonny del Parma (quotazioni in crescita), Raspadori e Marco Asensio.

Come sottolinea Maurizio Russo a INTER ZONE, programma in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it, lo spagnolo in prestito dal PSG all’Aston Villa “è molto stimato da Inzaghi ed è stato vicino all’Inter nello scorso mercato di gennaio”.

Per l’attacco un altro nome ‘caldo’ è sicuramente quello di Santiago Castro, ma dopo questa stagione il Bologna potrebbe arrivare a chiedere qualcosa come 50 milioni di euro.

Conceicao e nuovo DS Milan: “Come non prenderlo”

Le dichiarazioni in diretta arrivano a margine della finale di Coppa Italia tra emiliani e lombardi

Intervenuto a Zona Rossonera, programma YouTube di Calciomercato.it, Stefano Bressi ha fatto il punto sul Milan.

Sono stati diversi i temi trattati con il giornalista di Pianeta Milan. Si è parlato anche dei rossoblu in chiave mercato: “Chi prenderei dal Bologna? Orsolini, è il più forte che hanno, è italiano e si parla di lui anche in ottica Milan. Può risolvere ogni partita con una singola giocata”

Inevitabilmente si parla di Sergio Conceicao e del suo futuro: “Non bisogna cambiare a tutti i costi. Faccio valutazioni anche su Conte ed è difficile secondo me che lo prendano in considerazione. Se non si trova un’alternativa di primissimo livello mi tengo volentieri Conceicao. Conosce già l’ambiente, nel girone di ritorno ha fatto 30 punti, potenzialmente possono essere 36, una buona media. Il gruppo ora lavora insieme”.

“C’è anche l’altro lato della medaglia però – prosegue Bressi -: questo gruppo come accoglierebbe la permanenza? Credo serva parlare con il gruppo e soprattutto con i senatori. Capire cosa vuole la squadra”.

Milan, dal nuovo Ds a Gerry Cardinale: il punto della situazione

Con Stefano Bressi si affronta poi il discorso relativo al nuovo Direttore sportivo, sul quale non ci sono ancora certezze. Alla fine però una figura che prenda il posto di Antonio D’Ottavio arriverà:

“Mi aspetto il ds, ma non mi aspetto grandi modifiche. Lo ha detto pubblicamente anche Furlani, che ha detto che la società fa il mercato, non il ds. Che manchi una figura è indiscutibile, ma discutere con la squadra se continuare o meno con Conceicao non dovrebbe farlo il nuovo ds, ma chi Conceicao lo ha vissuto. Alla fine credo arriverà, ma non cambieranno tanto le cose. Modesto? Non penso arriverà lui. Se dovesse arrivare lui, sarebbe come non prendere un nuovo ds”

Un’ultima battuta su Gerry Cardinale, grande assente della Finale: “Non credo sia così tanto assurda la sua decisione di non essere a Roma per la finale. I proprietari di Oaktree non si sono mai visti a vedere l’Inter. In questo momento è una scelta. Lui poi ha detto che non dirà nulla finché il Milan non vince, perché ai tifosi importa solo quello”

 

Milan, retroscena Conceicao: la svolta a poche ore dalla finale

Interessanti sviluppi per il futuro del tecnico del Diavolo, i vari intrecci analizzati su ‘TiAmoCalciomercato’

Giornata calcistica con riflettori puntati, ovviamente, sul Milan e sull’impegno in finale di Coppa Italia contro il Bologna. Appuntamento dalla notevole rilevanza sia per i rossoneri che per i felsinei, la vittoria del trofeo varrebbe tantissimo per entrambe le squadre, per motivi differenti.

Una sfida, quella di stasera all’Olimpico, che si annuncia intensissima e ricca di colpi di scena. Con annessi spunti molto interessanti anche extra campo. Su ‘TiAmoCalciomercato’, in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it, con Lorenzo Polimanti e Alessio Lento abbiamo dedicato un approfondimento alla situazione in casa Milan, parlando del futuro di Sergio Conceicao e non solo.

Nelle ultime settimane, la possibilità di una conferma di Conceicao sta crescendo. Anche se la sua posizione rimane comunque in bilico. Dichiarazioni importanti potrebbero arrivare a fine partita, in un verso o nell’altro, da parte del portoghese. Nel frattempo, il club continua a valutare tutte le possibili alternative e ragiona anche in altre direzioni.

Milan, tutti i nomi per il dopo Conceicao: il sogno è Antonio Conte

Sono numerosi, i nomi che stanno circolando per rilevare la panchina rossonera nella prossima stagione. Il sogno di buona parte dell’ambiente sarebbe Antonio Conte, visto come garanzia di poter puntare verso grandi traguardi.

Ci sono in lizza però altri grossi calibri, come Massimiliano Allegri. Altre eventuali alternative porterebbero a Maurizio Sarri o a Roberto De Zerbi. Attenzione, nel ruolo di outsider, all’avversario di stasera, Vincenzo Italiano. Il casting è dunque aperto a diverse soluzioni.

Nel mentre, in casa rossonera un altro tema caldo è quello della ricerca del nuovo direttore sportivo, anche se si tratta di un argomento temporaneamente messo in stand-by. Igli Tare si è proposto per la carica, ma per il momento ancora niente si sblocca su quel versante.

“Parla di se stesso”: Scaroni contrattacca: la replica a Boban | VIDEO CM.IT

Scaroni dopo l'Assemblea di Lega

È arrivata la risposta del presidente del Milan alle pesante critiche rivoltegli dall’ex calciatore e dirigente rossonero

Scaroni replica a muso duro a Zvominir Boban. Il presidente del Milan è stato intercettato dai cronisti, tra cui l’inviato di Calciomercato.it, dopo l’assemblea di Lega tenutasi a Roma.

Scaroni dopo l'Assemblea di Lega
Milan, Scaroni replica a Boban – Calciomercato.it

Proprio il nostro inviato ha chiesto e ottenuto da Scaroni una replica all’attacco diretto dell’ex calciatore e dirigente rossonero: “Io non capisco di calcio? Forse lui… Parla di se stesso“, le dichiarazioni del presidente rossonero mentre si infilava in macchina.

Il tutto a meno di tre ore dalla finale di Coppa Italia, con la squadra di Conceicao attesa dal Bologna di Italiano allo stadio ‘Olimpico’.

Boban contro Scaroni: “Non c’entra nulla col calcio e col Milan”

Ma cosa aveva detto Boban? Intervistato da Andrea Longoni sul suo canale Youtube ‘Milan Hello’, il croato ha rivolto critiche feroci alla proprietà rossonera nonché all’attuale dirigenza. A proposito di Scaroni, l’attuale numero uno della Dinamo Zagabria ha detto che si tratta di “una persona che non dovrebbe mai essere nel calcio. Non c’entra nulla col calcio e col Milan“.

Boban a Milan Hello
Boban all’attacco di Scaroni: “Non c’entra nulla col calcio e col Milan” – Calciomercato.it

Sempre riguardo a Scaroni, Boban ha raccontato un episodio emblematico dei rapporti che intercorrevano tra di loro ai tempi: “Una volta si doveva andare in Lega e lui non riusciva. Eravamo allo stadio, io gli davo del lei perché lo tenevo abbastanza distante, Maldini gli dice: ‘Paolo, per Zvone questo è stato il suo pane negli ultimi anni, ha fatto le istituzioni, conosce la Lega e sa fare queste cose’.

Avevo anche nel contratto questi di doveri di rappresentanza, però non me ne fregava nulla perché dovevamo sistemare altre cose. E Scaroni fa: ‘Ok, allora mandami il tuo curriculum…’. L’ho mandato a quel paese e l’ho buttato via dall’ufficio. Gli ho detto: ‘Che c***oci fai tu nel calcio?’. Mi ha risposto: ‘Perché dovrei sapere quello che hai fatto tu nella vita?'”.

Juventus, Giuntoli a rischio: la richiesta di Chiellini ad Allegri | ESCLUSIVO

Nuova rivoluzione in vista a Torino, il punto su ‘TiAmoCalciomercato’: il futuro del dt e il retroscena sul colloquio tra l’ex difensore e l’ex allenatore

Finale di stagione e futuro legati a doppio filo per la Juventus, le prossime settimane saranno cruciali a dir poco per il mondo bianconero. Con altri cambiamenti importanti all’orizzonte.

Nella trasmissione ‘TiAmoCalciomercato’ in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it abbiamo intervistato Dario Pellegrini di ‘JMania’, con il quale abbiamo toccato vari temi legati al futuro bianconero.

Partendo dall’addio di Calvo e quindi dall’avvio di una probabile nuova rivoluzione nel club, Pellegrini ha spiegato: “Anche Calvo era una parte molto importante a livello dirigenziale e del nuovo ciclo post Agnelli. E’ stato un buon comunicatore, forse l’unico in tutta la Juventus. Ha cercato di compiere una rivoluzione anche in solitaria, non c’era un buon rapporto con Allegri, tramite lui è stato anche scelto Giuntoli. Pare che il suo addio sia una sua decisione, per uno stipendio maggiore proposto dall’Aston Villa, ma nella Juventus dal punto di vista commerciale ci si aspettava di più. E’ stata anche una parabola sfortunata la sua, c’era l’accordo con ITA-Airways ma il governo lo ha fatto saltare. Si tratta di un addio senza troppi rimpianti e anche in vista del Mondiale per Club, un momento intenso dal punto di vista commerciale. La sensazione è che la Juventus voglia ripartire da zero, nessuno può ritenersi al sicuro in tutti i comparti”.

Sul possibile nuovo ruolo di Chiellini, Pellegrini ha affermato: “Sta finendo il suo ‘praticantato’, oggi secondo Elkann è pronto per rappresentare la Juve in varie forme ed essere parte integrante dell’operatività sportiva. Già quest’anno avrebbe fatto comodo all’interno della Continassa, non gli è stato permesso o non è stato possibile. Giuntoli a rischio? Mi viene da pensare che lui e Chiellini siano collegati. Non nel senso che Chiellini sia un direttore sportivo, ma nel recente incontro con Allegri a Livorno gli ha chiesto informazioni su Massara. Giuntoli quest’anno ha giocato quasi tutte le sue carte, ha cercato di rendere la squadra competitiva e di mettere a posto i conti. All’interno della Continassa però ci sono cose che non sono piaciute, non di carattere economico quanto di carattere gestionale. Riguardo a chiunque abbia scelto, non ha avuto la capacità di difenderlo fino in fondo, facendolo magari in maniera tardiva o troppo debole. Non è quello che serve alla Juventus. Altro punto negativo, la figura di Giuntoli non è troppo stimata“.

Juventus, avanti tutta su Conte: “Serve lui in panchina”

La situazione avrà evidentemente degli effetti sulla nuova guida tecnica. Un tema su cui Pellegrini ha le idee chiare: “Le dichiarazioni di Scanavino nei confronti di Tudor sono state quasi draconiane”.

“Non risultano contatti diretti della Juventus con Conte – ha proseguito Pellegrini – ma ci sono stati dei contatti indiretti, per capire le disponibilità delle parti per un eventuale accordo. Conte avrebbe messo la Juventus come sua priorità per la prossima stagione, a Torino si sono resi conto che al netto di pro e contro è lui la medicina necessaria. Dall’entourage di Conte, mi risulta che la settimana scorsa avrebbe dovuto esserci un incontro tra lui e De Laurentiis, che però l’allenatore stesso ha rimandato. La clausola nel contratto col Napoli? Non dovrebbero essercene di troppo invalidanti, ma nulla può essere escluso”.

Per quanto concerne altri fronti di mercato per la Juventus, dal punto di vista del parco giocatori, ecco le linee guida secondo Pellegrini: “Giuntoli pensa che la squadra sia competitiva per lo scudetto con tre o quattro acquisti mirati. Saranno queste le carte che il dirigente si giocherà con la società nel summit prima del Mondiale per Club. Presentarsi a questa riunione con contatti avanzati con Tonali o con Osimhen potrebbe anche aumentare le sue chances di permanenza. Ma con l’addio di Giuntoli, le strategie di mercato cambierebbero in maniera radicale”.

Galliani: “Monza, Fininvest non si defila”. E Marotta consola la Samp | VIDEO CM.IT

Adriano Galliani

Brianzoli e blucerchiati uniti dal dispiacere per la retrocessione, le dichiarazioni degli storici dirigenti

Giornata importantissima a Roma, non solo per quanto accade al Foro Italico ma sta crescendo l’attesa per la finale di Coppa Italia tra Milan e Bologna. Una serata storica per i rossoblù, vitale per i rossoneri perché permettere di qualificarsi almeno per l’Europa League.

Adriano Galliani
Galliani: “Monza, Fininvest non si defila”. E Marotta consola la Samp | VIDEO CM.IT – Calciomercato.it

Nel primo pomeriggio è stato il turno anche della consueta assemblea di Lega Serie A, con Adriano Galliani che si è fermato ai microfoni di Calciomercato.it per commentare dopo tanti mesi la stagione del Monza: “Purtroppo, come sempre, i risultati sportivi hanno cause e concause, nel bene e nel male. D’altra parte, in Italia come nel resto d’Europa, ci sono 11-12 squadre che non retrocedono mai. Si dice che la retrocessione è tre su venti, ma non è così: è tre su nove, perché undici squadre negli ultimi dieci anni non sono mai retrocesse. Quindi ogni anno, se non ti chiami con i nomi che conoscete, hai il 33% di possibilità di retrocedere. Quest’anno è capitato a noi, cercheremo di tornare in A l’anno prossimo con rinnovata lena”.

Poi sulla possibilità che Fininvest si defili: “Defilarsi no. La cessione può succedere, possono arrivare altri soci e via dicendo. Ma altrimenti c’è Fininvest alle spalle: ha sostenuto il Monza in questi anni, per anni non c’era la Serie A ma nemmeno la B. Grazie a Fininvest siamo andati in A per la prima volta, l’anno venturo faremo la B che mancava da vent’anni prima di Fininvest. Io l’ho vissuta da ragazzo, negli anni ’70, quando abbiamo fatto quattro campionati di fila cercando di andare in Serie A. Speriamo l’anno prossimo”. Infine, sulla continuità tecnica e l’allenatore: “Vedremo”.

A proposito di club retrocessi, è un momento tristemente storico per la Sampdoria, con la retrocessione in Serie C. Il grande ex Marotta ha commentato così: “Abbiamo vissuto insieme anni splendidi, con emozioni e grandi risultati, oggi non possiamo che rammaricarci. La retrocessione è un grande dispiacere, la speranza è che possano tornare in Serie A il prima possibile. Penso sia quella la categoria che compete a una società blasonata come la Sampdoria”.

Ranieri e la battuta all’amico Noto (presidente Catanzaro): “Ecco perché non posso più allenare” ESCLUSIVO

Il presidente del Catanzaro Floriano Noto intervistato da Eleonora Trotta, direttrice di Calciomercato.it

Il numero uno del club calabrese intervistato in esclusiva per Calciomercato.it, a margine del premio Maestrelli

La gioia per i play-off con il Catanzaro e la soddisfazione per il premio Maestrelli, ricevuto lunedì a Cassino nella splendida location del teatro Manzoni: sono questi i sentimenti del presidente del club calabrese Floriano Noto, intervistato in esclusiva da Calciomercato.it. Un riconoscimento prestigioso che premia la stagione della squadra, tra le protagoniste del campionato di B, nonostante gli addii della scorsa stagione. “Ringrazio Massimo e Giulio Halasz per il premio, da sempre molto ambito – ha affermato – Siamo contenti per i play off e per la nostra stagione. Siamo partiti in sordina, considerando che il nostro obiettivo era una salvezza tranquilla”.

Il presidente del Catanzaro Floriano Noto intervistato da Eleonora Trotta, direttrice di Calciomercato.it
Ranieri e la battuta all’amico Noto (presidente Catanzaro): “Ecco perché non posso più allenare” ESCLUSIVO – Calciomercato.it

Il numero uno del club è storicamente legato a Claudio Ranieri. Inevitabile, quindi, parlare anche del clamoroso cammino in campionato del tecnico romanista, che tra due giornate lascerà la panchina per ricoprire un altro ruolo.

“Conosco Claudio da tantissimi anni ed ero sicuro che avrebbe riportato la Roma ai vertici – ha raccontato – Lui ha una grandissima dote, quella di riuscire a far esprimere sempre al massimo qualsiasi calciatore. E sarà fondamentale anche come dirigente”. I Friedkin nei mesi scorsi hanno provato a trattenerlo con un’offerta choc, ma lui non ha mai vacillato: è rimasto fermo sulla propria posizione.

“Quando ha lasciato il Cagliari lo scorso anno -continua Noto-, ho provato a convincerlo a chiudere la carriera a Catanzaro. Lui è legatissimo alla nostra società, è stato il capitano, ma mi ha detto chiaramente: ‘Torno solo se mi chiama la Roma‘. Va bene così. Ora credo che voglia stare più tranquillo con la moglie e, come ha detto lui, conoscere il mondo anche da viaggiatore”.

Sul futuro della panchina della Roma, Noto non si sbilancia: “Che tipo di allenatore vorrà per la sua successione? Di questo non ne parliamo mai. So che il tema è molto attuale, un po’ come quello del nuovo Papa.. A proposito: l’altra sera gli ho girato la foto del nuovo pontefice, che in effetti somiglia molto a Claudio. Lui si è messo a ridere dicendo ‘Ora sanno perché smetto di allenare, ho un nuovo compito’. Non parliamo mai del nuovo tecnico. Claudio è una grande persona e un uomo di spessore”.

Dimissioni e nuovo ruolo Chiellini: cosa succede alla Juventus | ESCLUSIVO

Con la direttrice Eleonora Trotta, Giorgio Musso e Flaminia Laurenzi, nuovo appuntamento con Ti Amo Calciomercato.it. Il punto con le ultime news relative al calciomercato bianconero dopo l’ultimo scossone

Sono ore concitate alla Juventus, sia in campo dove l’obiettivo resta la qualificazione Champions, che al di fuori con le dimissioni di Francesco Calvo dal ruolo di Managing Director Revenue che hanno scosso l’ambiente.

Si chiude quindi in questo modo il secondo ciclo del dirigente in quel di Torino dopo tre anni. La prima volta Calvo e la Juve avevano incrociato professionalmente le strade tra il 2011 e il 2015. A due giornate dalla fine di un campionato intenso e costellato di alti e bassi è quindi arrivato l’ennesimo colpo di scena.

La Juve al momento è concentratissima sotto la guida di Tudor nel provare a strappare il pass per la prossima Champions League, mentre al di fuori le cose iniziano già a cambiare. Calvo lascerà peraltro l’Italia, volando in Premier per sposare il nuovo progetto dell’Aston Villa. Uno scossone evidente che dovrebbe portare ad ulteriori cambiamenti in vista della prossima annata.

Nell’approfondimento odierno a TiAmoCalciomercato.it sul nostro canale YouTube abbiamo posto l’accento sul presente e sul prossimo futuro dell’assetto societario bianconero. Nello specifico come ribadito anche dalla direttrice Eleonora Trotta abbiamo raccontato da tempo che anche lo stesso Giuntoli è sotto osservazione perché la proprietà non è contenta delle ultime sessioni di mercato.

La scelta di Tudor è testimonianza di come sia stato ridimensionato. Al contempo Giorgio Chiellini in queste settimane ha acquisito più potere. “In caso di addio di Giuntoli, che ha un contratto pesante, sicuramente il preferito come ds resta Massara“.

Calciomercato Juventus, dal futuro di Giuntoli a quello della panchina: intreccio Conte-Allegri-Napoli

La rivoluzione della Juventus, come anticipato, prosegue sotto ogni punto di vista e dunque lo stesso Chiellini si ritrova ad avere sempre più poteri. 

Di pari passo andrà valutata anche la situazione in panchina, lì dove al netto della qualificazione Champions la situazione di Tudor resta particolare.

A questo proposito “nei piani della Juve c’è anche un ritorno di Conte e viceversa mentre nei piani del Napoli c’è eventualmente Allegri anche se c’è da capire le modalità di addio”.

Serie A, dall’iscrizione ai campionati a fondi e riforme: il presidente Covisoc spiega tutto | ESCLUSIVO

il presidente della covisoc tommaso miele

Le parole di Tommaso Miele a proposito dei problemi di sostenibilità del calcio italiano a margine del Premio Maestrelli

Proprietà straniere e fondi di investimento internazionali, ma anche se non soprattutto la sostenibilità delle società sportive in Italia. Sono questi alcuni degli aspetti più importanti e complessi che caratterizzano il calcio italiano. Un tema a cui viene prestata particolare attenzione anche al Premio Maurizio Maestrelli 2025, prestigiosa rassegna che ormai ogni anno celebra eccellenze nazionali e locali.

il presidente della covisoc tommaso miele
Tommaso Miele, presidente Covisoc – calciomercato.it

Non a caso, nell’ultima edizione che si è svolta nella suggestiva cornice del Teatro Manzoni a Cassino, tra gli ospiti di spicco c’è stato anche Tommaso Miele, presidente della Covisoc (la società che monitora i conti delle squadre di calcio) oltre che magistrato e presidente aggiunto alla Corte dei Conti. In esclusiva a Calciomercato.it le sue parole: “Sono particolarmente felice di ricevere questo premio per due motivi. Uno è che sono del territorio, di Aquino, ho ricevuto altri premi ma sempre in giro per l’Italia. C’è quindi emozione per questo. E poi evidentemente è stato riconosciuto il lavoro di attenzione che la Covisoc svolge nell’accertamento della sostenibilità finanziaria delle società di calcio. Sia all’inizio dell’anno per l’iscrizione ai campionati che nel corso della stagione per l’accertamento dei vari obblighi finanziari delle società, a cominciare dal pagamento degli stipendi, i contributi previdenziali e fiscali. È la mia seconda esperienza nel calcio, 15 anni fa ho fatto il commissario della Lega Pro, è stato entusiasmante”.

Proprio in Lega Pro ci sono stati e ci sono parecchi problemi: a che punto siamo? “Il problema esisteva ai tempi in cui facevo il commissario, nella sostenibilità finanziaria. C’erano società i cui presidenti non avevano alcun problema nell’affrontare un campionato che comportava 2-3 milioni di spese. Oggi esistono grossi problemi, sono venuti fuori anche di recente su segnalazione della Covisoc perché abbiamo individuato società che non pagano gli stipendi, i contributi previdenziali, e su nostra segnalazione si è mossa anche la Procura. Col campionato in corso questo altera tutta la situazione del campionato stesso. Occorre stabilire regole ben precise per l’iscrizione delle società ai campionati. Io mi permetto di suggerire anche che va fatta una selezione a monte, una riforma dei campionati dovrebbe tenere conto di questo. Perché il problema è quello della Lega Pro, dove ci sono problemi di sostenibilità, ma i problemi ci sono anche con le società di Serie A e B. Con le proprietà diffuse tra fondi internazionali vari esistono sempre di più problemi per l’accertamento della reale proprietà e delle dinamiche finanziarie che ci sono a monte nelle varie società. Quindi sicuramente questi sono problemi, che però vanno risolti non in sede di accertamento della Covisoc ma fissando regole ben chiare e precise”.

Covisoc, il presidente Tommaso Miele tra iscrizione ai campionati e fondi stranieri in Serie A

Il presidente Lotito spesso parla di società che anche in Serie A non potrebbero nemmeno iscriversi. “L’accertamento che la Covisoc fa è sulla base delle regole fissate in ambito federale. Anche l’accertamento dei bilanci, tutti certificati, viene fatto in base alle regole previste dalle Noif. I problemi finanziari a monte delle proprietà, le dinamiche dietro le quinte, sfuggono anche alle regole. L’importante per l’iscrizione al campionato è garantire che il bilancio sia certificato e che sia in regola. Poi come ci si arriva sono dinamiche che sfuggono e che non rilevano neppure ai fini dell’iscrizione ai campionati, perché riguardano la situazione finanziaria anche dei proprietari. L’importante per l’iscrizione è che i bilanci siano certificati. Il nostro accertamento poi è finalizzato in base alle regole federali. Poi noi non abbiamo i poteri dell’autorità giudiziaria per accertare la veridicità o meno di quello che viene dichiarato. Però sono tutti bilanci certificati, non abbiamo motivo di mettere in dubbio quello che ci viene esibito.

il presidente della covisoc tommaso miele
Tommaso Miele, presidente Covisoc – calciomercato.it

Ha parlato di fondi e proprietà straniere: qual è la sua visione su questi due aspetti nel calcio moderno e italiano? “Dieci anni fa, quando feci il commissario alla Lega Pro questi fenomeni erano all’inizio, oggi sono la regola. Nulla preclude a fondi di investire nella proprietà di società di calcio. Bisognerebbe stabilire regole un po’ più severe per una questione di trasparenza, ma anche per questione di sostenibilità. Certamente non si può precludere a un fondo internazionale di investire in una società di calcio, che è un patrimonio del fondo. Bene o pericolo? Il mondo si evolve, anche il commercio fa lo stesso. Una società di calcio diventa un prodotto su cui investire, bisogna distinguere regole di natura commerciale e regole di natura sportiva, per questo citavo le Noif, che garantiscano maggiore trasparenze per verificare chi siano gli effetti proprietari delle società di calcio. Perché con i fondi il pericolo che questa trasparenza venga messa in dubbio o affievolirsi il rischio esiste”.

Premio Maestrelli, Giovanni Floris: “Come allenatore della Roma vorrei…” | ESCLUSIVO

Giovanni Floris intervistato da Calciomercato.it

Premio Maestrelli: l’inviata di Calciomercato.it ha intervistato il giornalista e conduttore di ‘Di Martedì’, programma in onda su La 7

Nella cornice del Teatro Manzoni di Cassino, è andata in scena la consegna del Premio dedicato a Maurizio Maestrelli, riconoscimento che viene assegnato a personalità del mondo sportivo che si sono distinte per professionalità e fair play nel loro ambito. Tra i tanti, premiato il noto giornalista di ‘DiMartedì’, Giovanni Floris.

È un’enorme emozione ricevere il Premio Maestrelli – ha dichiarato il giornalista in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it – Il calcio è la mia passione più profonda e prendere un premio legato a questo mondo è una gioia infinita”.

Floris a Calciomercato.it: “Ecco il nuovo allenatore della Roma”

Giovanni Floris ha ottenuto l’abilitazione da allenatore UEFA B e, ad oggi, può allenare fino alla Serie D o fare il collaboratore tecnico. Lo aveva annunciato qualche anno fa ed ora è diventato realtà: “Diventare allenatore era un mio sogno“, ha sottolineato dal palco del Teatro Manzoni di Cassino.

Giovanni Floris intervistato da Calciomercato.it
“Ecco il nuovo allenatore della Roma” – Calciomercato.it

Il giornalista e conduttore televisivo, ai microfoni di Calciomercato.it, ha svelato alcuni dettagli su questo nuovo capitolo della sua vita: “Da chi prendo ispirazione come allenatore? Da nessuno. Devo iniziare, stare buono e ricordarmi che sono un giornalista che ama il calcio”.

Oltre ad amare il calcio, Floris è notoriamente un super tifoso della Roma: “Comunque ti rispondo Ranieri, ha fatto un’impresa già ad ora unica e speriamo bene”.

Infine, con Ranieri che lascerà i giallorossi a fine stagione, Floris ha le idee chiarissime sul profilo giusto per i capitolini per la prossima stagione: “Prossimo allenatore della Roma? Più simile a Ranieri possibile…”.

Premio Maestrelli, premiati di Baroni e Rovella: il messaggio alla “famiglia laziale” | VIDEO CM.IT

Il messaggio di Rovella al Premio Maestrelli

Le parole del tecnico e del centrocampista della Lazio attraverso un videomessaggio: “Un premio non è mai personale ma dentro ci sono tutti quelli visibili e invisibili”

Si è svolta nella suggestiva cornice del Teatro Manzoni Cassino la consegna dei premi dedicati a Maurizio Maestrelli, che dà il via anche alla prestigiosa Lazio Cup, che vede la partecipazione di tante realtà del calcio giovanile internazionale. Tra i tanti premiati di spicco – dal presidente del Catanzaro Floriano Noto all’agente Fifa Michelangelo Minieri – anche Marco Baroni e Niccoló Rovella, che hanno inviato un videomessaggio.

Il messaggio di Rovella al Premio Maestrelli
Premio Maestrelli, premiati di Baroni e Rovella: il messaggio alla “famiglia laziale” – Calciomercato.it

“Specialmente in una squadra di calcio, un premio non è mai personale ma dentro ci sono tutti quelli visibili e invisibili che lavorano e rendono possibile tutto questo. Per questo vorrei ringraziare tutta la famiglia Lazio, ringrazio gli organizzatori e mi scuso sinceramente per non essere stato presente. Vi ringrazio tutti!”, le parole del tecnico biancoceleste reduce dal pareggio contro la Juventus.

“Mi dispiace molto di non poter essere lì alla premiazione, ma sono molto contento e soddisfatto del premio che mi è stato dato, quello della famiglia Maestrelli, e sono molto felice di essere il testimonial. Vi auguro una buona serata!”, il pensiero del centrocampista classe 2001.

Dal rigore chiesto dal Napoli a quello non concesso contro l’Inter: la moviola di Serie A

Moviola Serie A, gli episodi di Napoli-Genoa e Torino-Inter

Dal tocco di mano di Venturino al contatto tra Calhanoglu e Vlasic fino all’espulsione di Kalulu in Lazio-Juventus: tutti gli errori arbitrali

In attesa dei due posticipi di oggi, tra cui spicca il monday night tra Atalanta e Roma, la 36esima e terzultima giornata di Serie A ha già regalato tanti episodi da moviola. Soprattutto nel duello scudetto a distanza tra Napoli e Inter, con rigori concessi e altri reclamati nelle sfide contro Genoa e Torino. Andiamo ad analizzare nel dettaglio l’operato degli arbitri Piccinini e La Penna.

Moviola Serie A, gli episodi di Napoli-Genoa e Torino-Inter
Il contatto tra Calhanoglu e Vlasic (foto Ansa) – Calciomercato.it

Allo stadio ‘Maradona’, subito dopo aver subito il gol del pareggio, la squadra di Conte si è lamentata per il tocco di mano di Venturino nell’area rossoblu. Sul colpo di testa ravvicinato di Di Lorenzo, il centrocampista genoano impatta col braccio sinistro che però è in posizione naturale e abbastanza attaccato al corpo: la discriminante per la punibilità è legata al fatto che ci sia un extra movimento verso il pallone o meno.

Il Var non la rileva e avalla la decisione di campo di lasciar correre. Ingiustificate le proteste degli ospiti sul gol di Lukaku che non fa fallo su Vasquez, mentre rischia tantissimo Billing – già ammonito – per un fallo imprudente sullo stesso difensore messicano.

All’Olimpico Grande Torino’, invece, viene assegnato un rigore per fallo di Milinkovic-Savic su Taremi. Il portiere serbo forse sfiora il pallone, ma non lo toglie dalla disponibilità dell’attaccante iraniano: corretto anche il cartellino giallo e non rosso perché si tratta di intervento genuino. Niente penalty sul contatto tra Calhanoglu e Vlasic: il centrocampista turco riesce a intervenire sulla palla. Dubbi sul gol annullato a Masina: si aiuta con le mani su Asllani, ma l’intensità della spinta appare lieve.

Rosso a Kalulu e gol di Vecino: doppia protesta della Juventus

Nell’anticipo di sabato finito 1-1 tra Lazio e Juventus, i bianconeri protestano due volte. In primo luogo sul rosso diretto a Kalulu, comminato dopo l’intervento del Var, per condotta violenta nei confronti di Castellanos. Le immagini dimostrano che in effetti il colpo c’è stato, anche se sulla schiena e non sul volto: ad Open Var in onda su Dazn, l’AIA ha confermato che l’espulsione è corretta.

Sul gol del pareggio di Vecino in pieno recupero, invece, gli uomini di Tudor lamentano un fallo di Zaccagni su Gatti. Il replay evidenzia un braccio del fantasista capitolino sulla spalla del difensore bianconero, ma ancora una volta spetta all’arbitro di campo Massa stabilire l’entità fallosa o meno del contatto.

Due rigori chiesti anche nell’anticipo del venerdì tra Milan e Bologna. Nel primo tempo c’è una spinta, ma davvero troppo lieve, di Thiaw su Dominguez in area rossonera. Rischia di più Lucumì che colpisce due volte il piede di Gimenez: per Marinelli non è abbastanza per decretare la massima punizione.

Lazio-Juve, la protesta dei tifosi biancocelesti per i torti arbitrali: cori e striscioni contro la Lega e Gravina | VIDEO CM.IT

Corteo tifosi Lazio contro i torti arbitrali

Ieri era arrivato l’annuncio del tifo organizzato con un messaggio ben preciso, diffuso anche oggi: “Marciamo in difesa della nostra squadra”

I tifosi della Lazio non ci stanno. A due ore dal fischio d’inizio del match con la Juve decisivo per la Champions, i sostenitori biancocelesti si sono dati appuntamento alle 16 a Ponte Milvio per manifestare il loro disappunto nei confronti della classe arbitrale e dei torti subiti in questa stagione.

Corteo tifosi Lazio contro i torti arbitrali
Lazio-Juve, la protesta dei tifosi biancocelesti per i torti arbitrali: cori e striscioni contro la Lega e Gravina | VIDEO CM.IT
– Calciomercato.it

Un grande striscione con scritto “Gravina pagliaccio” e tanti altri cartoncini con insulti alla Lega Serie A, oltre ai cori. Questa la protesta dei laziali che poi sono partiti in corteo verso lo stadio Olimpico.

Ieri era arrivato l’annuncio del tifo organizzato con un messaggio ben preciso, diffuso anche oggi: “Marciamo in difesa della nostra Lazio. Siamo stanchi di assistere con una frequenza disarmante a torti arbitrali eclatanti, partite indirizzate con cartellini e mancate chiamate al VAR a convenienza. Chi pensa di vederci immobili davanti alle ingiustizie si sbaglia di grosso.

I tifosi e gli ultras della Lazio, come hanno sempre fatto, faranno rispettare la loro fama! Assisteremo a queste ultime gare di campionato dando il nostro solito sostegno dedicando molta attenzione alla conduzione arbitrale.

Se cercate l’agnello da sacrificare sull’altare del ‘brand da tutelare’ in nome di quel calcio che pensa solo ai milioni senza tener conto di fede e passione, be’ avete sbagliato giornata! Visto che non ci si lamenta dal divano o sui social: ogni singolo tifoso di ogni settore ed ogni gruppo deve partecipare a tutela della Lazio o dei Laziali. Raduno ore 16, Piazza di Ponte Milvio direzione Stadio Olimpico. Partenza ore 16:30. Ci troverete sempre qui a difendere la nostra Lazio a ogni costo. Avanti laziali!”.

Sorpresa Juve, colpo Sane a zero: annuncio in diretta | ESCLUSIVO

Da Osimhen a Tonali, le ultime di calciomercato sui bianconeri nel programma in onda sul nostro canale Youtube

Nuova ricchissima puntata di JUVE ZONE, programma in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it che approfondisce tutte le tematiche legate ai bianconeri. Con Mirko Di Natale abbiamo parlato tanto di mercato, da Vlahovic a Osimhen e Tonali fino a Sane e Frattesi.

Juve, obiettivo Tonali: ‘carta’ Douglas Luiz

Douglas Luiz è il centrocampista con più tecnica a disposizione della Juventus – ha esordito Di Natale – Ha avuto un cammino falcidiato da infortuni, oltre al fatto di non essersi adattato benissimo con il calcio italiano e forse non era quello che voleva Thiago Motta in estate. Adesso ci troviamo a commentare un calciatore che l’anno scorso era ricercato dall’Arsenal e valeva 50 milioni e ora si è deprezzato.

Non lo vedo nella Juventus, non lo vedo né con Tudor né con un altro allenatore. Lo vedo di nuovo in Premier League, tra Newcastle e Nottingham non gli mancano le pretendenti e la Juventus potrebbe tentare di inserirlo in qualche trattativa.

L’obiettivo di mercato di Cristiano Giuntoli è Sandro Tonali e inserirlo nella trattativa col Newcastle può essere un’idea, altrimenti so che il Nottingham Forest già negli scorsi mesi ha avuto dei contatti con persone vicine a Douglas Luiz”.

VLAHOVIC – “La situazione è in alto mare e le chances che possa rinnovare sono ridotte all’osso. Rispetto a quanto è successo con Chiesa, Dusan Vlahovic più volte ha esternato la volontà di rimanere, anche davanti ai tifosi.

Io non vedo oggi nella logica della dirigenza bianconera la volontà di offrire stipendi superiori a quelli di Bremer, cioè 7 milioni a stagione, e quella credo sia la massima offerta che la Juve può fare per Vlahovic. Ho certezze sul fatto che la Juventus aveva in programma un incontro con gli agenti di Vlahovic a dicembre, incontro che non c’è mai stato”.

ATTACCO JUVE – “Una certezza ce l’ho: la dirigenza bianconera durante l’incontro che avrà col PSG a fine stagione proporrà una nuova negoziazione per Kolo Muani e lo farà con un prestito con diritto. L’intenzione è quella di tenerlo.

Victor Osimhen è uno dei sogni proibiti della dirigenza, ma non credo che la Juventus arriverà a trattare col Napoli perché si parla di oltre 75 milioni e di uno stipendio abnorme per il calciatore”.

MANDRAGORA – “Sappiamo benissimo che la Juventus vuole rifare uno zoccolo duro italiano e, nell’osservare questo determinato tipo di calciatori, uno di questi è Rolando Mandragora. È un’idea, quindi non significa che la Juventus ha già fatto offerte al giocatore o alla Fiorentina, ma che la dirigenza sta osservando calciatori in scadenza di contratto nel 2026 come Mandragora.

A livello fisico sembra aver trovato continuità, a 27 anni ha raggiunto la piena maturità e un altro aspetto fondamentale è che con la Fiorentina di rinnovo non se ne è ancora parlato”.

SANE – “La Juventus negli scorsi mesi ha fatto dei sondaggi per Leroy Sané, in scadenza di contratto nel 2026, ma è un’idea che non verrà portata avanti perché Sané sta negoziando un nuovo contratto col Bayern da 10 milioni + 5 di bonus”.

Frattesi e la Juve: “Chiacchierata con l’entourage, ma…”

“Che la dirigenza lo scorso anno abbia fatto una chiacchierata con l’entourage di Frattesi è vero – ha sottolineato Di Natale a JUVE ZONE – ma da qui a fare un’offerta concreta in estate ce ne passa. Dal punto della dirigenza si, si stanno guardando intorno a centrocampo: Tonali, Ederson, Florentino Luis e Frendrup.

Oggi, però, uno come Frattesi con Tudor non ce lo vedo, dovrebbe giocare con un centrocampo a 3, non è spendibile col tecnico croato. Se dovesse arrivare Conte, invece, allora il discorso potrebbe cambiare”, ha concluso Di Natale.

Juve pronta a tutto per Conte: “Sarà imperatore con Osimhen”

Asse caldissimo in estate tra gli azzurri e i bianconeri per il doppio colpo con cui la Vecchia Signora vuole aprire un nuovo ciclo

In queste ultime tre giornate di campionato, oltre a dare tutti i vari verdetti dallo scudetto alla Champions, si capirà molto meglio il destino e il futuro di alcuni allenatori e giocatori che saranno protagonisti assoluti dell’estate calcistica. E in particolare l’asse Napoli-Torino tornerà caldissimo, sponda bianconera ovviamente. Dopo Higuain, infatti, le due società dialogheranno di nuovo per un altro super bomber, ma con la variabile Conte da tenere assolutamente d’occhio.

Partendo da Castelvolturno, ci sarà necessariamente un confronto tra De Laurentiis e il mister, consapevoli che non si può continuare su questa strada, ma bisognerà rinforzare la rosa. E i nomi che si fanno in queste ore vanno nella direzione di una nuova era. Tipo De Bruyne, su cui comunque bisogna andare cauti, si può parlare di un sogno che non è impossibile. La pista c’è ed è concreta, siamo ancora agli inizi e infatti non si è parlato di ingaggio. Ma il calciatore ha aperto al dialogo. Oltre al belga, nel contenuto con i nostri ospiti sul canale Youtube di Calciomercato.it, si è parlato in maniera diffusa di Victor Osimhen e Antonio Conte.

Giuntoli vede nel nigeriano l’attaccante ideale da cui ripartire nei prossimi anni, è un obiettivo forte ma non semplice perché serve un’offerta di quelle importantissime. Ma il bomber ora al Galatasaray non fa parte dei piani del Napoli, la sua cessione può finanziare parecchi altri colpi di livello, come appunto De Bruyne. La richiesta di De Laurentiis però è altissima, non gli basta la clausola di 75 milioni che è valida solo per l’estero. Anzi, non è escluso che il patron azzurro arrivi a chiedere la stessa cifra che la Juve sborsò qualche anno fa per Gonzalo Higuain, circa 90 milioni. Quasi una provocazione.

Non solo Osimhen, la Juve corteggia Conte: “Carta bianca”

La Juventus dovrà valutare tutto, molto dipenderà dall’eventuale qualificazione Champions, anche se la proprietà ha intenzione di immettere liquidità e tenere alta la competitività della squadra a prescindere dal quarto posto che pure resta fondamentale. E poi, oltre a Osimhen, l’altro grande obiettivo bianconero è proprio Antonio Conte. Difficile fare previsioni sulla sua permanenza, perché l’intenzione del tecnico è quella di restare ma alle sue condizioni. E lo stesso vale per De Laurentiis, per cui bisogna trovare un punto di incontro. Non come accaduto per il mercato di gennaio, che tanto ha fatto arrabbiare il mister salentino.

La Juventus sta provando a minare le convinzioni di Conte a Napoli, assicurandogli che se tornerà sarà “l’imperatore maximo” e avrà “carta bianca”. Il progetto giovani verrebbe così messo da parte per diventare più prosaicamente ‘Conte, riportaci lo scudetto, ci affidiamo completamente a te’. Il grande ex è il vero grande piano A, tutto il resto è molto più staccato nelle preferenze della società. Tudor in ogni caso non è l’unico piano B, ma se la giocherebbe anche con altri.

Tudor, futuro segnato alla Juventus: senza Conte c’è un altro piano B

L’allenatore croato atteso da un appuntamento fondamentale, ecco l’orientamento del club torinese sulla posizione del tecnico

Si apre un fine settimana di campionato intensissimo e che potrebbe essere decisivo su vari fronti, con tanti appuntamenti cruciali per la corsa scudetto e per quella alla Champions League. Dopo l’anticipo tra Milan e Bologna, fari puntati sul match del sabato, quello tra Lazio e Juventus, autentico scontro diretto.

Biancocelesti e bianconeri appaiati a quota 63 punti, insieme alla Roma, ogni punto e ogni dettaglio diventano fondamentali. La Juventus ritrova Vlahovic dopo l’infortunio, come annunciato da Igor Tudor in conferenza stampa.

A proposito dell’allenatore, incrocio decisamente particolare per lui, che ritrova la Lazio dopo averla allenata lo scorso anno e va a caccia della prima vittoria in trasferta da allenatore bianconero. Ma è un match che ovviamente può avere una grande importanza non soltanto nell’immediato, ma anche per il futuro del club e del tecnico. Argomento di cui abbiamo parlato su ‘Ti Amo Calciomercato’, in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it, con i nostri Maurizio Russo e Riccardo Meloni.

Juventus, Tudor via anche con la Champions: gli scenari

Al netto del discreto impatto avuto da Tudor nel rilevare la Juventus da Thiago Motta, la sensazione è che le probabilità che Tudor resti a Torino siano davvero minime.

L’allenatore croato chiede il massimo sforzo ai suoi, per raggiungere un traguardo essenziale per il futuro della società, e per provare a conservare la panchina. Senza Champions, l’addio sarebbe scontato. Molto probabile, però, che anche portando la Juve tra le prime quattro la decisione del club sia di stampo diverso. L’idea sarebbe quella di prendere un profilo di prima fascia, continuando a inseguire il sogno Antonio Conte. Se il tecnico salentino restasse al Napoli, in ogni caso, il piano B non sarebbe Tudor, ma un Mister X non ancora reso noto. Soltanto tra qualche settimana sapremo come andrà effettivamente a finire, in campo e fuori.

Lautaro, attacco frontale dopo Inter-Barcellona: “È una vergogna” | ESCLUSIVO

Il capitano nerazzurro tra i protagonisti dell’ultima puntata di INTERZONE: “Questa cosa non è assolutamente vera, è stato uno scandalo”

Nuova ricchissima puntata di INTER ZONE, programma in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it. Tanti gli argomenti trattati dall’ospite Filippo Tramontana, giornalista di ‘TeleLombardia’ di fede nerazzurra, tutti ovviamente legati all’epica sfida col Barcellona finita in trionfo per la squadra allenata da Simone Inzaghi.

Si parte da uno degli assoluti protagonisti del big match di martedì sera, Francesco Acerbi, autore al 93′ della rete che ha regalato il 3-3 quando ormai non ci credeva più nessuno. Un gol da bomber di razza, realizzato di destro lui che è mancino.

“Cosa gli vuoi dire a uno come Acerbi? Guardavo la sua faccia dopo il gol del pareggio, era concentratissimo nonostante tutto, voleva prendersi la finale, è quello il bello”, le parole di Tramontana a INTER ZONE.

Tramontana è poi andando contro chi dice ancora adesso che l’Inter ha sbagliato a puntare su tutti i trofei in ballo: “Sei una squadra di altissimo livello, hai comunque tanti giocatori, ma ovviamente non esiste che entri in campo per perdere e scegli le competizioni. Sulla Coppa Italia magari posso dare un pochino più ragione ai tifosi, soprattutto con la tipologia di Champions che c’era quest’anno”.

Da qui a fine campionato, anche se lo Scudetto è ancora possibile, giustamente Inzaghi preserverà il più che potrà i suoi big in vista della finale col PSG: “L’ultimo atto della Champions ti dà tantissimo, poterci riprovare era davvero importante, alcuni sono all’ultima possibilità e già col Torino sicuramente giocherà chi, contro il Barcellona, non c’era, a parte Frattesi. Col Torino sarà come a Verona – ha sottolineato – mentre con le altre dipende da ciò che succederà, nessuno darà nulla per scontato”.

Tramontana: “Lautaro? Una vergogna non averlo visto tra i primi 3 del Pallone d’Oro. Frattesi si sta rendendo conto che…”

Tornando sui singoli, Tramontana ha risposto a muso duro su Lautaro, uno dei simboli dell’epica sfida coi blaugrana: “Questa cosa che non segna nei big match non è assolutamente vera. Parliamo di uno che ha vinto la Coppa America da capocannoniere. Per me è una vergogna non aver visto Lautaro fra i primi tre del Pallone d’Oro, è stato uno scandalo vederlo settimo”.

Conclusione su Frattesi, sicuro partente in estate. Almeno fino al 4-3 che ha regalato la finale di Monaco di Baviera: “L’Inter non ha mai pensato di liberarsi di lui, è stata più una cosa del procuratore e del giocatore che voleva essere più presente in campo. Detto questo, credo che anche il ragazzo si stia rendendo conto che l’Inter è un ambiente molto sano e ti dà possibilità di vivere notti come quelle di Champions. Se fossi in lui ci penserei molto bene”.

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