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L'Editoriale di Marchetti - La Germania vince, non per caso. Dove possiamo 'rubare' qualcosa?

Consueto appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di Sky Sport 24

EDITORIALE MARCHETTI GERMANIA MONDIALE / MILANO - Ora tutti a studiare il modello teutonico.
La finale di Champions League tutta tedesca di due anni fa, il Bayern Monaco da sempre una delle squadre di riferimento al livello europeo, la Nazionale che centra sempre l'obiettivo, che negli ultimi quattro Mondiali è sempre arrivata in semifinale.
Mai la Germania era stata così forte, così tecnica.
Ma forse fin quassù non ci è arrivata per caso.
Che i tedeschi abbiano sempre preso il calcio (come tutte le cose) in maniera estremamente seria non c'è dubbio.
Ma in tempi di crisi la programmazione paga.
E i risultati non si vedono nel breve periodo, ma nel lungo.

La Germania ora ha in casa la più grande generazione di talenti mai vista.
Sarà un caso? Forse sì (il talento non puoi prevederlo), ma la Federazione e il movimento calcio erano preparati ad accoglierlo.
Quasi tutti i calciatori neo campioni del mondo sono passati per il Bayern Monaco.
E questa è programmazione.
Il Bayern è un vero colosso, il top del top.
Setaccia costantemente tutta la Germania e ha la capacità di formare i giocatori, oltre che di scoprirli.
Se non li prende da piccoli, li compra da grandi.
Semplice.
Ci sono anche gli errori (vedi Hummels e Kroos, praticamente perso) che poi fanno le fortune di altre squadre.
Ma il sistema regge.
Regge anche nel Borussia Dortmund che utilizza un modello simile a quello dell'Udinese ma con lo stesso concetto: ce li cresciamo noi.
A parte i 'vecchietti' terribili (Klose, Lahm e Schweinsteiger) i protagonisti hanno tutti 25 anni più o meno.
E qui si innestano i nuovi campioni, quelli che poi di fatti la finale l'hanno decisa.

In Germania,  quanto al calciomercato, non ci sono limitazioni di stranieri, neanche di extracomunitari.
Il problema l'hanno risolto in maniera diversa: obbligano le società ad avere un numero fisso di giocatori tedeschi e un numero minimo di giocatorio provenienti dal proprio settore giovanile.
Un po' come le liste Champions ma con numeri decisamente superiori.
Questo invita naturalmente le squadre ad investire sul futuro.
La Bundesliga fino a qualche anno fa era un campionato poco appetibile, anche a livello televisivo.
Ora invece ricava più di quello italiano (nella cessione dei diritti all'estero) e ha gli stadi sempre pieni.
Quindici anni fa il Borussia era tecnicamente fallito, ora è una squadra e una società di riferimento.
Ci vuole tempo per ricostruire, regole certe, volontà di impegno.

Questa è la Nazionale tedesca più multietnica di sempre, al passo con i tempi: polacchi, ghanesi, turchi, ex ddr.
Blocco Bayern (inevitabile) e idee chiare, senza snaturare la propria indole.
Gli 'stranieri' di Germania giocano nel Real Madrid, nel Chelsea, nell'Arsenal.
Gli unici che escono dal coro sono Klose e Mustafi.
La storia e il futuro.
Lazio e Sampdoria.
Un piccolo esempio, per ripartire (anche) da loro.
In Italia abbiamo tante qualità e lo abbiamo sempre fatto vedere.
In più Gary Lineker ha dimostrato ancora una volta di avere ragione: il calcio è quello sport che si gioca undici contro undici e poi alla fine vincono i tedeschi.
Ma, per nostra fortuna, manca una postilla, a guardare la storia...

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