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Calciomercato > Milan > Milan, Honda se la prende con i tifosi: "In Giappone non succede mai!"

Milan, Honda se la prende con i tifosi: "In Giappone non succede mai!"

Il trequartista nipponico stanco dei fischi ad ogni sconfitta


Keisuke Honda ©Getty Images

05/10/2016 14:53

MILAN HONDA TIFOSI FISCHI / MILANO - Non ci sta Honda, è stanco di sentire fischi piovere giù dagli spalti di 'San Siro' al primo errore e dopo ogni sconfitta: il trequartista giapponese dal ritiro della propria Nazionale punta il dito contro i tifosi rossoneri e le sue dichiarazioni sono destinate a destare polemica tra le news Milan

Al termine dell'allenamento di martedì, il calciatore si è fermato a parlare con i giornalisti e ha affermato: "In Giappone non si fischia mai, a Milano se ne sentono fin troppi. La cosa veramente sbagliata è che quando stai perdendo ti abbandonano completamente, non si sente il loro amore. Appena poi si vince, ti trattano come una famiglia. Ma quindi è solo una questione di vittoria o sconfitta? Credo sia questa la ragione per cui non solo il Milan, ma anche la Nazionale italiana, si trovano nella situazione attuale. Sono ossessioneati dai risultati e questo approccio funziona se si ha talento e si può sopperire alla pressione".

Honda continua il suo ragionamento: "Se non hai talento, non puoi avere questo atteggiamento altrimento quello che stai facendo è aspettare soltanto il prossimo Maldini o Gattuso. Se vuoi uscire dall'angolo lavorando con quello che hai, non può semplicemente rimproverare i calciatori". 

Per il giapponese la differenza tra il suo Paese e l'Italia è netta: "L'atmosfera che si respira negli stadi qui e in Italia è diversa come il giorno e la notte". Honda al momento è fuori dai piani di Montella e ha collezionato appena due presenze per 18 minuti totali in campo: un utilizzo che potrebbe preludere ad un addio del calciatore alla maglia rossonera già nel calciomercato di gennaio. Il giapponese è arrivato nel 2014 a Milano ma non è mai riuscito a farsi apprezzare da tifosi e critiche: ora queste sue parole potrebbero rendere ancora più complicato il rapporto con una piazza che non è mai riuscito ad accendere. 

B.D.S.

 




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