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Calciomercato > News > VIDEO - Speciale 'Road to Brasil': la doppietta italiana del 1938

VIDEO - Speciale 'Road to Brasil': la doppietta italiana del 1938

Rubrica di Calciomercato.it che ripercorre la storia dei Mondiali di calcio dal debutto del 1930 in Uruguay fino alla vittoria spagnola del 2010


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La finalissima del mondiale 1938 (Getty Images)
L'Italia campione del mondo 1938 (Getty Images)
Un tiro di Ferrari (Getty Images)
Meazza e Sarosi (Getty Images)
Jonathan Terreni

26/11/2013 17:10

VIDEO SPECIALE ROAD TO BRASIL / ROMA - 'Road to Brasil' è la nuova rubrica di Calciomercato.it che vi accompagnerà in attesa del prossimo Mondiale carioca ripercorrendo la storia della massima competizione a livello di Nazionali dal suo debutto nel 1930 fino alla vittoria della Spagna nell'edizione 2010. Partite, eventi, classifiche, e curiosità analizzate al dettaglio in ogni numero in uscita il martedì. Nel secondo capitolo il mondiale 1938, secondo centro azzurro.

DOPPIETTA AZZURRA - La coppa dei veleni, del malumore e delle polemiche. E' la terza edizione del campionato del mondo, secondo successo consecutivo dell'Italia. La massima competizione per squadre nazionali si disputò in Francia dal 4 giugno al 19 giugno 1938 in nove diverà città: Antibes, Bordeaux, Le Havre, Lilla, Marsiglia, Parigi, Reims, Strasburgo, Tolosa. Era previsto anche un ottavo di finale a Lione ma non si giocò a causa dell'Anschluss (Austria vs Svezia). Senza ombra di dubbio gli sviluppi politici che stavano cambiando il mondo con l'avvento del secondo conlitto mondiale si fecero sentire eccome. La FIFA inoltre subì molte critiche per l'assegnazione dell'organizzazione del torneo alla Francia (era stato stabilito che si dovesse organizzare una volta in Europa una volta in Sudamerica), poichè alcune rappresentative extra europee, Argentina e Uruguay in primis, spinsero molto per far tornare la coppa in Sudamerica. La corazzata austriaca dovette rinunciare a causa dell'annessione alla Germania e i migliori giocatori furono aggregati proprio alla rappresentativa tedescha. La Spagna, che stava vivendo un momento difficilissimo a causa della guerra civile, non potè neanche prendere parte alle qualificazioni.

Anche all'Italia non furono risparmiate le critiche, accusata di propaganda nazista sia per i saluti fascisti al momento dell'ingresso in campo sia per le divise di colore nero con le quali affontò il match dei quarti contro la Francia, padrone di casa. I cannoni della guerra erano già pronti a far fuoco; anche il ct Vittorio Pozzo venne accusato di essere sostenitore e burattino del regime (tesi poi smentite dal fatto che non solo Pozzo non aveva la tessera del partito ma fu fautore anche di iniziative filo-partigiane) e così si ritrovò ad averre tutto il mondo contro. Ma ci pensarono la sua capacità e la sua competenza a rovesciare gli schemi. Pozzo portò l'Italia al secondo successo consecutivo in un clima di fuoco, costruendo attorno a sé un gruppo formidabile di atleti formato da sudore e qualità, ribaltando i pronostici anche quattro anni dopo il primo exploit. L'immagine suggestiva del clima che si respirava in quei giorni ci viene fornita da Gianni Brera, che commentò così la vittoria ai supplementari contro la matricola Norvegia: "Fu una figuraccia. Dagli spalti di Marsiglia, non meno di diecimila antifascisti fischiavano spietatamente gli azzurri, colpevoli di vincere male per un regime antidemocratico". Dopo questa edizione il campionato del mondo si ferma per tornare solo nel 1950.

IL TORNEO - Alle qualificazioni presero parte 37 squadre, che avrebbero dovuto contendersi 16 posti disponibili per la fase finale. La Francia, padrona di casa, e l'Italia, campione in carica, furono qualificate automaticamente per la prima volta.

Tabellone Qualificazioni:

GRUPPO 1: GERMANIA 6, SVEZIA 4, Estonia 2, Finlandia 0

GRUPPO 2: NORVEGIA 3, Irlanda 1

GRUPPO 3: POLONIA 2, Jugoslavia 2

GRUPPO 4: ROMANIA, Egitto (ritirato)

GRUPPO 5: SVIZZERA 2, Portogallo 0

GRUPPO 6: Grecia 4, Palestina 0 (spareggio UNGHERIA-Grecia 11-1)

GRUPPO 7: CECOSLOVACCHIA 3, Bulgaria 1

GRUPPO 8: Lettonia 4, Lituania 0 (spareggio AUSTRIA-Lettonia 2-1)

GRUPPO 9: PAESI BASSI 3, BELGIO 3, Lussemburgo 0

GRUPPO 10: BRASILE, Argentina (ritirata)

GRUPPO 11: CUBA, Stati Uniti, Colombia, Costa Rica, Messico, El Salvadro, Guinea Olandese (ritirati)

GRUPPO 12: INDIE ORIENTALI OLANDESI, Giappone (ritirato)

OTTAVI DI FINALE: FRANCIA-Belgio 3-1; ITALIA-Norvegia 2-1 (Ferraris, Brustad, Piola); BRASILE-Polonia 6-5; CECOSLOVACCHIA-Paesi Bassi 3-0; Germania-SVIZZERA 2-4; UNGHERIA-Indie Orientali Olandesi 6-0; SVEZIA-Austria (Austria ritirata); CUBA-Romania 2-1

QUARTI DI FINALE:Francia-ITALIA 1-3 (Colaussi, Heisserer, Piola 2); BRASILE-Cecoslovacchia 2-1; Svizzera-UNGHERIA 0-2; SVEZIA-Cuba 8-0

SEMIFINALE: ITALIA-Brasile 2-1 (Colaussi, Meazza, Romeu); UNGHERIA-Svezia 5-1

FINALE TERZO POSTO: BRASILE-Svezia 4-2

FINALE

ITALIA-UNGHERIA 4-2 (Colaussi 6', Titkos 8', Piola 16', Colaussi 35', Sarosi 70', Piola 82')

Una classica del calcio di quegli anni. La finale si gioca nel nuovo sobborgo parigino di Colombes davanti a 50.000 spettatori. Colaussi porta in vantaggio l’Italia su cross di Biavati trasformato in assist da Piola. L’Ungheria, priva dell'infortunato Turay, pareggia due minuti dopo grazie ad una bellissima azione di Sarosi conclusa da Titkos. Ma l’Italia ha in mano il pallino del gioco. Splendido il raddoppio che porta la firma di Piola: palla scaricata a Ferrari, allungo sulla destra per Andreolo che mette al centro dopo un doppio dribbling per Piola. Il centravanti stoppa e infila all’incrocio dei pali. Venti minuti dopo il tiro a effetto di Colaussi batte Szabo ma la gara non è chiusa. Nella ripresa, prima il palo di Biavati, poi Sarosi dal limite accorcia le distanze. Chiude la partita ancora Piola a dieci minuti da termine trasformando l’ennesimo traversone di Biavati con un tiro nell’angolo basso.

ITALIA (2-3-4-1): Olivieri; Foni, Rava; Serantoni, Andreolo, Locatelli; Biavatti, Meazza, Ferrari, Colaussi, Piola. All.: Pozzo.

UNGHERIA (2-3-4-1): Szabo; Polgar, Biro; Szalay, Szucs, Lazar; Sas, Vincze, Zsengeller, Titkos, Sarosi. All.: Schaffer.

Arbitro: Capdeville (Fra)

I 22 AZZURRI: Andreolo, Bertoni, Biavati, Ceresoli, Chizzo, Colaussi, Donati, Ferrari, Ferraris, Foni, Genta, Locatelli, Masetti, Meazza, Monzeglio, Olivieri, Olmi, Pasinati, Perazzolo, Piola, Rava, Serantoni.

CLASSIFICA MARCATORI: 7 Leonidas (Bra); 5 Piola (Ita), Sarosi e Zsengeller (Ung); 4 Colaussi (Ita), Wilimowski (Pol); 3 Peracio e Romeu (Bra), Keller e Nyberg (Sve), Abegglen (Svi)

CURIOSITA' - Il Brasile, sicuro di approdare in finale, non volle dopo la sconfitta con l'Italia, cedere i biglietti aerei proprio agli italiani, costretti nonstante gli invani colloqui a raggiungere Parigi in treno. Meazza segnò il rigore contro il Brasile tenendosi con la mano i calzoncini a causa della rottura dell'elastico. Dopo il ritiro dell'Austria il posto fu offerto all'Inghilterra, che però rifiutò (aveva scelto anche di non partecipare alle qualificazioni). Media spettatori: 21.000 per incontro.

VIDEO - La finalissima Italia-Ungheria

 

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