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Calciomercato > Estero > Calciomercato Chelsea, Mourinho: "I tifosi inglesi non odiano, gli spagnoli si. E quando smette

Calciomercato Chelsea, Mourinho: "I tifosi inglesi non odiano, gli spagnoli si. E quando smettero'..."

Lo 'Special One' ha parlato anche della pausa delle Nazionali, di Terry e di Lampard


Jose' Mourinho (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

17/10/2013 16:10

CALCIOMERCATO CHELSEA MOURINHO TIFOSI FUTURO / LONDRA (Inghilterra) - Corposa e importante intervista, quella rilasciata da José Mourinho al 'The Guardian'. L'allenatore del Chelsea ha parlato a margine del rientro dei calciatori dagli impegni con le Nazionali. E proprio su questo tema ha esordito: "Con la pausa delle Nazionali mi sono annoiato: non sono il tipo che dice ai suoi assistenti di allenare i quattro o cinque giocatori rimasti. Non posso e non voglio farlo. Terry? Sta recuperando autostima. Non ha giocato molto nelle ultime stagioni, tra squalifiche, infortuni e allenatori che non credevano in lui. Persino io mi facevo delle domande, ma ora sono felice che stia provando di essere un top player: per un calciatore in età avanzata, come Puyol e Ferdinand, fare il centrale difensivo è l'ideale".

LAMPARD - "Lui come Andrea Pirlo? Certo che può diventarlo. Un calciatore può migliorare a qualsiasi età: io, come allenatore, ho 50 anni e sono in campo dal 2000, ma ogni giorno apprendo nuove cose. Serve una mentalità aperta, e Frankie la ha. Per lui il mio ritorno è stato positivo, perché c'è enorme fiducia reciproca. Siamo amici".

NUCLEO INGLESE - "Tengo molto al nucleo storico della Nazionale di una squadra: l'ho fatto anche in Portogallo, Italia e Spagna. E' importante avere calciatori nel giro della Nazionale del Paese in cui giochi. Non bisogna perdere le caratteristiche del calcio locale. C'è gente che pensa: 'Ah, vogliamo giocare come il Barça o il Bayern'. Ma in primis devi giocare con la cultura calcistica del tuo Paese. Sarebbe triste non avere ricambio generazionale di calciatori inglesi al Chelsea: ne sarei rattristato, perché ogni club ne ha bisogno. Stiamo lavorando sulla nuova generazione: dobbiamo sviluppare grandi giovani dalla nostra Accademia".

FUTURO - "Quando smetterò di allenare spero di poter insegnare quanto so per aiutare le nuove generazioni. Mi è sempre piaciuto parlare con altri allenatori: la mia porta è aperta in ogni momento. Sono felice specialmente di avere qualcosa da insegnare ai giovani, ai bambini. Capisco la loro curiosità, vogliono scoprire ogni dettaglio e farlo loro. Aiutare la Football Association per accrescere il numero di calciatori inglesi in campo? Se vorranno parlarmi, io ci sarò. Nell'immediato, però, l'Inghilterra ha già calciatori a sufficienza per fare una buona Nazionale. Ci sono già alcuni dei migliori al mondo. Poi per i prossimi 3-4 anni sarà un altro discorso".

FRECCIATA SPAGNOLA - "Non penso che alla Premier League, o all'Inghilterra io sia mancato. Questo è un Paese troppo forte perché senta la mancanza di un singolo. Io sicuramente amo trovarmi qui: mi sento a casa con la passione dei tifosi del Chelsea, così come quella dei nostri avversari. Se i tifosi ospiti cantano 'Vaff*** Mourinho', io non la prendo come ostilità aggressiva. E' meglio così piuttosto che mi ignorino. Invece in Paesi come la Spagna ti chiamano figlio di p***, e lì senti che c'è odio vero, sentito. L'ostilità inglese è diversa. Essere qui di nuovo è un piacere".




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