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Calciomercato > Roma > VIDEO CM.IT - Calciomercato Roma, Sabatini: "Lamela e' stato aggredito da un club italiano!

VIDEO CM.IT - Calciomercato Roma, Sabatini: "Lamela e' stato aggredito da un club italiano!"

Il direttore sportivo giallorosso incontra i giornalisti per la prima volta dopo la chiusura della sessione estiva


Walter Sabatini (Calciomercato.it)
dagli inviati Eleonora Trotta e Daniele Trecca / S.D.

13/09/2013 12:25

CALCIOMERCATO ROMA CONFERENZA STAMPA SABATINI LIVE / ROMA - Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, incontra i giornalisti in sala stampa e parla pubblicamente per la prima volta dalla chiusura della sessione estiva di calciomercato.

26 MAGGIO - "Nessuno mi ha obbligato a vendere. Venivamo dal 26 maggio e non è stato facile fare mercato. Abbiamo dovuto ricostruire quello che restava di noi ed è stato un mercato con difficoltà, però è stato concluso in maniera soddisfacente, siamo sicuri di aver costruito una squadra competitiva. L'ho detto anche l'anno scorso ma devo continuare a dirlo perchè sono in buona fede. Quest'anno, accogliendo tante osservazioni fatte da voi, abbiamo lavorato insieme in qualche modo. Sono state fatte scelte diverse da quelle solite in altre circostanze".

LAMELA - "Quello di oggi è un calcio dinamico perchè tutti i giorni propone sollecitazioni e circostanze che non potevi prevedere il giorno prima. Abbiamo fatto le nostre valutazioni, ma non pensavamo all'inizio di poter o voler cedere Erik, poi col tempo sono intervenuti fattori nuovi ed abbiamo preso in considerazione questa eventualità. La sua cessione ci ha portato alla sofferenza, non solo mia ma condivisa. Era cambiato l'ambiente intorno a lui visto anche l'offerta che gli è stata fatta da una società ed un'offerta che non volevamo e non potevamo pareggiare. Era difficile rinegoziare un contratto a quelle condizioni. Questo è il fattore imprevisto che si è concetizzato ed ha cambiato non la testa di Lamela, ma i desideri delle persone intorno a lui. Piuttostro che fare una battaglia imporbabile da vincere, abbiamo accettato un'offerta. Se l'avessimo messa i piedi prima avremmo venduto il giocatore a prezzo maggiore. E' una scelta".

ROSA 2013/2014 - "E' una Roma forte e diversa dall'anno scorso. L'anno scorso abbiamo pensato che il talento da solo bastasse per imprimere una strada da fare e farlo brillantemente perchè il talento nella Roma c'era e molto. Abbiamo dovuto con molta attenzione guardare al fatto che non si concretizzava nulla di importante, con la squadra che non sarebbe decollata. Non siamo riusciti a farlo ed abbiamo cambiato ancora".

RINNOVO - "Ho firmato il contratto quando mi è stata sottoposto. E' un mio modo di essere firmare un contratto annuale, lasciando la società libera di fare scelte libere dalla mia. Ho firmato quel contratto poco prima del 26 maggio, forse sarebbe cambiato qualcosa non avendolo firmato?".

NUOVA FILOSOFIA - "Ho pensato di essere incompatibile con la nuova idea della società sul mercato, ma non ravviso nelle scelte fatte una dismissione di un'idea. Sono entrati ragazzi esperti come Maicon e anche ragazzi del '90 come Ljajic e Strootman, ragazzi di età media come Benatia e Gervinho. Non penso ci sia stata una scelta netta. Siamo ancora noi, ci sono giocatori giovani come Destro, Romagnoli, Florenzi... Non la vedo come una totale dismissione di quello che è stato fatto. Abbiamo solo messo caratteristiche precise nella squadra, come la personalità, oltre alla qualità tecnica dei calciatori che attiene al loro carisma e alla loro forza di vincere le partite. Credo che questo sta creando, anzi sicuramente sta creando una diversa dinamica interna. C'è una relazione forte tra nuovi e vecchi e questo serve molto. Se prendiamo Maicon, sappiamo che entrando o uscendo dallo spogliatotio incute timore a compagni ed avversari. Volevamo gente piu presente ed abituata a vincere e ci siamo riusciti. Poi tutti usufruiranno di questa scelta, soprattutto i romani che saranno più protetti".

ADDIO BALDINI - "Il fatto che il Tottenham ha preso alcuni giocatori che trattavamo non è un ratto perchè Franco si è comportato bene. Sapeva che erano calciatori che stavamo trattando e si è inserito solo su quelli liberi. Siamo stati leali entrambi. Non ho provato nessun fastidio, lui fa un bel lavoro lontano da qui con una bella azienda. Il difensore della Steaua è andato lì, abbiamo fatto solo cose reali che tutti possono fare. Mi sento piu libero. E' un grande amico con il quale ho condiviso decisioni e abbiamo sopportato l'uno le decisioni dell'altro. Vivo meglio quando sto solo, anche quando sono a tavola non voglio la destra occupata perchè voglio una via di fuga. Non concerne quindi Baldini, ma anche lui sta meglio senza di me, si è rigenerato. Se non c'era Baldini, Lamela andava da qualcun altro, ma non escludo lo stesso il Tottenham. Baldini ha fatto una scelta condivisa con presidente ed allenatore, forse lui ha reso agevole la trattativa. Noi l'abbiamo messo in vendita tardi Lamela, quando non c'erano i presupposti, Lamela poteva andare via a prezzo più alto".

FUTURO SOCIETA' - "Abbiamo molto patrimonio a Trigoria, come Pjanic, Destro e altri giocatori come Florenzi e speriamo Jedvaj e Romagnoli. Anche Strootman che è un investimento potente, molto importante. Ometto di dire Dodò, visto che ci credo solo io, ma vi convincerò strada facendo. Per il finanziamento vedremo, dipenderà dal risultato finale della squadra, è quello che muove gli equilibri. Se la domanda è finalizzata a capire se la Roma è oppure è già società venditrice, la risposta è no. Noi lavoriamo con l'obiettivo, per ora mancato, di essere competitivi. In tutto questo concorre anche il monte-ingaggi e dobbiamo guardarlo insieme perchè è un problema che esiste e cercheremo di adattarci. Lamela è stato messo in vendita quando la Roma ha capito che un pari livello poteva essere acquisito a migliori condizioni. Non è una dismissione pr soldi, ma tecnica. La Roma ha ancora giocatori di patrimonio e ce ne ha parecchi, come Pjanic con il quale dovremmo mettere a posto le beghe di contratto.

GARCIA - "E' una scelta, non una rivincita. Una scelta fatta dopo aver scandagliato il mercato. Ho trovato un uomo che ha ritmo nel far le cose, ha idee e le porterà avanti senza invadere i territori. Se vuole fare qualcosa la farà. Quando io gli ho chiesto che rapporto vuole avere con la squadra, lui mi ha guardato con gli occhi sbarrati e mi ha detto 'Io amo la mia squadra', ma non c'è nulla di patetico. E' una cosa che ha detto perchè un grande allenatore deve avere questo sentimento per poterla capire. Ho avuto la fortuna di capire che cosa voleva dire, ovvero seguirla in tutto e per tutto. Sa i problemi di tutti: li segue con attenzione eccessiva e sa cosa fare e dire con loro. Sa quanti soldi togliere se sbagliano. Sa come parlare con un ragazzo e sta portando a consolidare l'idea della squadra".

OBIETTIVO STAGIONALE - "Sono costretto a dire una cosa che mi condannerà al pubblico: la squadra ha risorse per gareggiare per le prime posizioni. La Roma può e deve perseguire la Champions League. Non lo dico a caso, ma lo dico perchè vedo i calciatori. Senza offendere nessuno, io so che se un giocatore come Maicon rientra negli spogliatoi inca..ato, non è la stessa cosa se ci rientra un giocatore dello scorso anno di cui non faccio nome. Mi dispiace tirare in ballo i giocatori. Così come se lo fa uno come Strootman che domina in una nazionale molto complessa, significa che è un ragazzo che sa che lo stare zitto costituisce un messaggio, ha le sue certezze e le trasferisce in campo. Dico che competeremo per la Champions".

BILANCIO - "Le entrate e le uscite sui numeri: c'è un numero positivo tra dare ed avere però dopo mi è successo che gli stipendi sono andati su, non sono numeri che si possono controllare. C'è un saldo positivo di mercato e ci sono state operazioni pirotecniche ma noi siamo troppo tristi per celebrare le nostre cose. Se compri a 3 e vendi a 31 devi stappare lo spumante. La Roma ha fatto cose importanti, ma non cambio stato d'animo perchè sono triste per altri motivi. Con i giocatori che sono entrati siamo andati su col monte salariale".

ATTACCANTE - "Saremmo incompiuti cedendo Borriello e senza comprare nessuno. Il problema di Borriello era che voleva fortuna al Genoa perchè loro gli garantivano la maglia e la Roma non può farlo. Dopo si è instaurata una possibilità del triplo giro, abbiamo tentato perché volevo portare Quagliarella alla Roma, ma poi si è fermato tutto. Non ritengo la Roma incompleta perchè l'allenatore gioca con tre punte mobili. Tra questi attaccanti penso che la nostra soluzione la troviamo. Borriello è un ottimo calciatore e ci darà un gran contributo. E' ancora un problema perchè sa giocare a calcio, ma non trova collocazione anche per come si pone e per le idee degli allenatori non trova la tranquillità se era un asino non era un problema. Ora si sta attivando con grande impegno, e ci ha chiesto lo spalmamento dell'ingaggio. Noi lo aspettiamo".

REAZIONE AL GOL DI DE ROSSI - "Stavo ringraziando il dio del calcio, so che pensavate 'Sabatini lo sta cedendo'. Quando Daniele fa un gol così per fortuna il dio del calcio è tornato. Io le partite le gioco, non sono spettatore che guarda le partite in televisione. Era una sofferenza risolta".

NUOVA MENTALITA' - "E' stata una necessità il cambio di mentalità perchè è difficile valutare lo scorso anno. Prima del 26 maggio avevamo fatto un buon recupero, con segnali di crescita di alcuni calciatori. Poi quella partita ci ha smascherati come inadeguati rispetto ad una cosa così importante ed abbiamo capito che ci vuole gente che ha vissuto esperienze, gente che sa affrontare queste partite ed abbiamo fatto questa scelta. Altrimenti al posto di Maicon avrei preso Wallace, ma fortunatamente sono stato costretto a prendere Maicon con il quale abbiamo un patto d'onore nei comportamenti".

INTERCETTAZIONE - "Quell'intercettazione è una vergogna, ma non la ricordo bene. E' cambiata una cosa che non è marginale ma puo sembrarlo. Lamela è stato aggredito da una società italiana che gli ha fatto un'offerta faraonica, da 3,5 milioni netti. Quando questo è successo noi avevamo perso il giocatore e non sarebbe stato più quello di prima. Noi volevamo aumentargli lo stipendio di poco. Lamela soffriva la questione, mentre gli altri lo spingevano ad una negoziazione con noi. Quando questo è successo ho detto al giocatore che la Roma poteva aumentare lo stipendio, lui non era molto contento e lo vedevo anche nel lavoro. Ho pensato di non poterlo recuperare definitivamente ed ho acceso una cosa che non avrei fatto: la cessione. Nessun giocatore infelice scende bene in campo. Questa è stata la causa scatenante che non edulcora il mio dolore per la cessione, ma poi ci sono meccanismi nuovi. Il calcio è dinamico: magari mentre stai cedendo ti arriva un altro giocatore da poter prendere, cioè Ljajic. Il calcio è di tutti e tutti possono cambiare il calcio".

TETTO INGAGGI - "Immancabilmente se i giovani funzionano devi rinegoziare. La Roma deve avere una linea di stipendi, che quest'anno è già sforata. Il primo anno avevo trovato circa 95 milioni di tetto salariale e siamo andati sotto di 7-8 e l'anno dopo siamo andati ancora sotto e quest'anno siamo andati un po' sopra. La Roma ha chiaro un percorso da fare che porterà l'azienda ad affrontare il problema stadio e la società impone i conti a posto. Al momento dobbiamo ripianare una perdita di 30 milioni l'anno. Non è che butteremo via tutti i calciatori per ripianare. Ci sono giocatori che rappresentano il patrimonio. Bisogna entrare nei cicli ed essere fortunati. Metti insieme qualche campione e li fai crescere. Nel calcio non dobbiamo avere paura anche a misurarci con chi è più grande di noi".

FIDUCIA - "Sono totalmente convinto di questo progetto. Nessuno mi ha obbligato a vendere. La società mi ha dato un numero entro il quale lavorare, avrei potuto acquistare giocatori a meno, o vendere. Sono io che sono convinto di quello che devo fare. Maicon non c'entra nella vicenda. Perchè ho detto che ci sono partite importanti. Ho detto che io non avrei preso Maicon se il derby andava in un'altra maniera. La squadra era in crescita e la vittoria in coppa ci avrebbe dato la possibilità di poter rischiare. Quella sconfitta e la maniera in cui è maturata ci ha imposto di dover cambiare qualcosa per essere la Roma dei romanisti. Abbiamo fatto scelte diverse. Il mio non era un sogno ma un'utopia. La squadra andrà in campo con giovani e meno giovani e deve riscattare un impegno. Riscattare l'ansia di tutti noi".

ALLEGRI - "Ho già detto che nel calcio succedono tante cose che cambiano. Non abbiamo iniziato con Allegri, ma con un gruppo di allenatori, tra cui lui, per poi arrivare a Garcia di cui siamo contenti".

LJAJIC - Walter Sabatini ha poi confermato l'esistenza di una clausola rescissoria nel contratto di Ljajic.



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