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Calciomercato > Roma > Pasquale Sensibile sulla Roma

Pasquale Sensibile sulla Roma

L'ex direttore sportivo della Sampdoria intervistato in esclusiva dai microfoni di Calciomercato.it


Walter Sabatini (Getty Images)
Federico Scarponi

14/06/2013 17:07

CALCIOMERCATO ROMA ESCLUSIVO SENSIBILE / ROMA - "Finora non ho ricevuto alcuna telefonata e credo, a questo punto, che sia piuttosto difficile che riesca a lavorare dall'inizio della stagione perché mi sembra che praticamente tutte le società, abbiano ormai già colmanto i vari 'buchi' che avevano nell'organico". Così si è espresso - in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it - l'ex direttore sportivo della Sampdoria, Pasquale Sensibile, in merito ad un suo imminente ritorno in pista.

Nelle scorse settimane, il noto dirigente è stato accostato alla Roma: "So che si è parlato di un interesse da parte dei giallorossi in seguito all'addio di Baldini, specie per via della mia amicizia con Walter Sabatini. Io e Walter non ci sentiamo da 12 giorni ed è la prima volta che accade da quando ci conosciamo. Ho percepito che doveva affrontare una grandissima mole di lavoro e mi sono rispettosamente defilato per lasciarlo tranquillo. Già questo dovrebbe dirla lunga. Ribadisco comunque che di proposte da parte della Roma, non ne ho ricevute anche se, chiaramente, mi piacerebbe lavorare per un club così importante e farlo al fianco di Walter non sarebbe un passo indietro ma un'ulteriore possibilità di crescita nel mio cammino professionale. Vorrei però una volta per tutte chiarire che se mai dovessi ricevere una chiamata dal club giallorosso, di certo non sarebbe per via dell'amicizia che mi lega a Sabatini ma unicamente perché il mio profilo è risultato essere quello più adatto a ricoprire un ruolo vacante nell'organigramma societario".

DUE ANNI FISIOLOGICI DI TRANSIZIONE - Sensibile ha poi detto la sua sugli ultimi due difficili anni del club di Trigoria: "Molte critiche si sono levate nei confronti della Roma e dei suoi dirigenti, di altissimo livello, per i risultati ottenuti in questo biennio. La verità - ha proseguito l'ex ds del Novara - è che l'Italia non è un Paese abituato al cambiamento e ci dimentichiamo che questo club ne ha subiti di radicali. C'è stato l'addio dei Sensi e il passaggio nelle mani di una proprietà straniera, la prima nella storia che viene ad operare in Serie A. Ovviamente c'è bisogno di un naturale periodo di adattamento, visto che certe dinamiche non possono essere comprese immediatamente da chi non si è mai confrontato con il nostro campionato. Se si pensa che sia tutto da buttare quello che si è fatto in questi due anni, si commette un grandissimo errore. La Roma è un'ottima squadra e sono convinto che sia destinata a segnare un'epoca nei prossimi anni".    




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