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Milan, destino segnato per Conceicao: caccia aperta al nuovo allenatore

Il Milan di Sergio Conceicao non decolla, rossoneri pronti ad un nuovo avvicendamento in panchina: è già iniziata la ricerca del nuovo tecnico, tutte le opzioni

Il Diavolo vede l’inferno, e mai come stavolta non è una frase fatta, tutt’altro. Stagione davvero durissima per il Milan, uscito dall’Europa e in difficoltà in campionato. Assai lontano dagli standard che ci si auspicava il club rossonero. E nemmeno il cambio in panchina tra Fonseca e Conceicao ha sortito l’effetto sperato.

 

L’impatto immediato dell’ex Porto era stato incoraggiante, con la sorprendente vittoria in Supercoppa. Dopo, però, il Milan ha proseguito nell’andazzo claudicante della prima parte di stagione. E adesso, dopo aver abbandonato la Champions League, rischia seriamente di non farvi ritorno il prossimo anno. Ecco perché la posizione di Conceicao appare già segnata.

Il Milan ha già delle riflessioni in corso per il prossimo inquilino della panchina. Ne abbiamo parlato su ‘TiAmoCalciomercato’ in onda su Youtube, con Alessio Lento e Carlo Roscito, vagliando tutte le possibili opzioni dei rossoneri in merito alla figura del nuovo allenatore.

Il Milan del dopo Conceicao: Klopp, Conte, Allegri e non solo

Per Conceicao probabilmente decisiva in negativo la sconfitta di sabato con il Torino, che rischia di aver allontanato in maniera irrimediabile il quarto posto. Comunque dovesse finire la stagione, per i rossoneri, la sensazione è che la società possa esercitare a fine stagione la clausola per dire addio a Conceicao, in anticipo sulla scadenza del contratto a giugno 2026.

 

Passiamo quindi ai nomi che potrebbero rimpiazzare il tecnico lusitano. Su Calciomercato.it, abbiamo già parlato della suggestione Klopp per il Milan, pista non impossibile ma che appare complicata in questo momento, per l’attuale manager del gruppo Red Bull. Potrebbero esserci invece maggiori possibilità di vedere a Milanello Antonio Conte e Roberto De Zerbi, che potrebbero lasciare Napoli e Marsiglia, loro attuali domicili. Sullo sfondo, ci sono anche altri allenatori, che potrebbero essere tentati da un progetto come quello rossonero, se gli arrivasse una proposta: non vanno scartate le candidature dei vari Xavi, Allegri, Mancini e Sarri, tutti in attesa di una chiamata da una big per ripartire.

Da Conte a Thiago Motta e Conceicao: si scatena il valzer delle panchine

Gasperini, Conte, Palladino, Ranieri, Thiago Motta, Sergio Conceicao

Le panchine di Juventus, Milan, Napoli e di altre big nell’incertezza più totale: le ultime sulla posizione di Thiago Motta, Conte, Conceicao e di altri tecnici

La stagione calcistica sta entrando nel vivo, con gli ultimi mesi che saranno determinanti per gli esiti in campionato e nelle coppe. In Serie A, specialmente, verdetti tutti aperti e incerti, in un torneo contrassegnato finora da un grande equilibrio. Ciò che accadrà sarà fondamentale per definire anche il futuro di praticamente tutte le big.

Gasperini, Conte, Palladino, Ranieri, Thiago Motta, Sergio Conceicao
Da Conte a Thiago Motta e Conceicao: si scatena il valzer delle panchine – Calciomercato.it

 

Allenatori in discussione e che potrebbero lasciare le rispettive panchine, con tensioni, rumours, ribaltoni, colpi di scena all’orizzonte. Un panorama piuttosto variegato e che coinvolge diversi protagonisti. Ne abbiamo parlato a ‘Ti Amo Calciomercato’ in onda su Youtube, con Alessio Lento e Carlo Roscito, analizzando i possibili scenari che potrebbero delinearsi da qui a fine stagione per quanto concerne la guida tecnica delle formazioni più accreditate del nostro campionato.

Serie A, rivoluzione allenatori: tutti gli intrecci per Thiago Motta, Conte, Gasperini

Nel nostro punto sugli allenatori, soltanto Simone Inzaghi all’Inter appare un po’ più sereno, in questo momento. Per tutti gli altri, c’è molto da vedere. Gasperini, Conte, Palladino, Thiago Motta, Ranieri, Sergio Conceicao, sono in bilico e alcuni con il destino legato tra loro.

 

Le recenti dichiarazioni hanno messo nell’occhio del ciclone soprattutto Gasperini e Conte, che per motivi diversi potrebbero lasciare Atalanta e Napoli. Per il primo, si preannuncia la fine di un ciclo, per il secondo pesano le divergenze con De Laurentiis e con la società sul mercato. Proprio il tecnico bergamasco potrebbe essere un candidato per la panchina azzurra. Mentre l’ex Ct della Nazionale potrebbe diventarlo per il Milan, dove i risultati di Sergio Conceicao non convincono.

Il nome di Gasperini è caldo anche per la Roma, dove Ranieri a fine anno passerà dietro la scrivania. Sulla lista dei giallorossi, ci sono, però, anche Ancelotti e Allegri. Nel frattempo, alla Juventus, Thiago Motta prova ad aprire una striscia vincente ma a sua volta non è certo della permanenza: l’arrivo in Champions, probabilmente, decisivo per l’italobrasiliano. In crisi aperta invece Palladino alla Fiorentina, con tre ko consecutivi che ne mettono in discussione la posizione.

Theo Hernandez al capolinea: fuori dai piani dopo la multa

L’analisi sul futuro di Theo Hernandez, destinato a lasciare il Milan dopo il patatrac in Champions League: la società lo mette definitivamente ai margini

Sergio Conceicao ci ha messo la faccia, ieri sera, dopo l’uscita del Milan dalla Champions League, difendendo i suoi giocatori e prendendosi le responsabilità per l’eliminazione. Intendendo evitare la crocifissione in pubblica piazza dei singoli, in particolar modo Theo Hernandez. Ma è innegabile che l’espulsione del francese abbia cambiato l’inerzia della gara e indirizzato il doppio confronto a favore del Feyenoord.

 

Un cartellino rosso arrivato per una doppia ammonizione a dir poco evitabile, prima per una trattenuta a metà campo alla fine del primo tempo, quindi per una simulazione sanzionata in maniera impietosa dall’arbitro Marciniak. Una serata da dimenticare per Hernandez, l’ennesima di una stagione decisamente sotto tono per lui, ma che rischia di essere la più nera in assoluto e di contribuire a scrivere la parola fine sul rapporto tra il giocatore e i rossoneri. Se già negli ultimi tempi sussistevano dei dubbi sulla permanenza del laterale mancino al Milan, con un rinnovo di contratto per Hernandez ancora lontano dalla fumata bianca, quanto accaduto a San Siro con il Feyenoord può segnare una svolta definitiva in negativo.

Milan, decisione presa su Theo Hernandez: a luglio sarà addio

Abbiamo trattato il tema nel corso della trasmissione ‘TiAmoCalciomercato’, in onda sul nostro canale Youtube, con Lorenzo Polimanti ed Alessio Lento. Tratteggiando i contorni di quello che si annuncia come un lungo e inevitabile addio.

 

L’eliminazione dall’Europa pesa per la maggior parte sulle spalle di Hernandez, una brutta botta per il prestigio e per le casse del Milan. Si conferma il trend di una stagione in cui ci sono tanti picchi in negativo e un notevole nervosismo a caratterizzare le sue prestazioni. E le vicende contrattuali non possono non avere la loro influenza.

La deadline che si può ipotizzare è quella del mese di aprile. Senza rinnovo a quel punto, si andrebbe inevitabilmente a una cessione in estate. Anche perché il Milan aveva preso in considerazione l’offerta del Como a gennaio. Sembra essere scattato qualcosa ad avvicinare sempre di più l’addio, Hernandez continuerà a giocare (dopo aver ricevuto una forte multa, come indicato nelle preferenze dei votanti del sondaggio indetto su Calciomercato.it) per non far deprezzare ulteriormente il suo cartellino e anche perché il Milan non ha alternative. Ma la partenza pare segnata. A meno di non ipotizzare un rinnovo ponte, ma non è l’idea del Diavolo in questo momento. Le cifre di una possibile cessione non dovrebbero andare oltre i 30-35 milioni di euro.

Chiesto il rinvio a giudizio per De Laurentiis, Avv. La Francesca: “C’è il precedente della Juventus” | ESCLUSIVO

Il presidente del Napoli De Laurentiis sotto inchiesta per falso in bilancio, gli scenari per la giustizia sportiva e il parallelo con la vicenda plusvalenze della Juventus

Ritornano d’attualità, oggi, le questioni giudiziarie intrecciate con il mondo calcistico e in particolare per l’ennesimo caso plusvalenze. A conclusione dell’inchiesta che stava portando avanti da tempo, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, accusato di falso in bilancio per le operazioni Osimhen e Manolas, tra il 2019 e il 2021.

 

L’Avvocato Michele La Francesca, esperto di questioni giuridiche applicate al calcio per il sito ‘Ius101.it’, è intervenuto ai microfoni di ‘TiAmoCalciomercato’, in onda sul nostro canale Youtube, per parlare della vicenda, rilasciando interessanti dichiarazioni su quelli che potrebbero essere gli sviluppi della vicenda in sede di giustizia sportiva, dove finora il club azzurro non ha ricevuto alcun addebito.

“Abbiamo già un precedente che ci può aiutare a capire cosa potrebbe succedere, il precedente è quello della Juventus, il caso plusvalenze della Juventus – ha spiegato – Chiaro che ci possono essere dei risvolti, bisogna vedere Chiné (il Procuratore FIGC, ndr) cosa intenderà fare. Laddove sussistano degli elementi diversi e nuovi non ancora presi in considerazione dalla procura sportiva, e mi sembra che possano esserci sulla base di questa richiesta di rinvio a giudizio, allora Chinè potrebbe aprire nuovamente il fascicolo e svolgere le indagini necessarie ed eventualmente giungere a deferimenti del presidente del Napoli ma anche del club per responsabilità diretta. Il precedente Juventus ci dice che ci potrebbero essere dei punti di penalizzazione, ma siamo ancora in una fase iniziale e quindi sbilanciarsi è sempre complicato, però quella potrebbe essere la strada. Vedremo cosa succederà”.

Alla Juve vennero inflitti 10 punti di penalizzazione, ma la situazione era più grave e alla fine il club bianconero decise di patteggiare. Qualora al Napoli fossero decurtati 3 punti si troverebbe dietro l’Inter in classifica di uno, mentre se fossero 6, scenderebbe al terzo posto dietro all’Atalanta.

Inter e Suning, La Francesca: “Nessun problema di continuità aziendale”

Con l’Avvocato La Francesca, abbiamo poi trattato i temi relativi all’Inter e alle vicende di alcune holding dell’ex gruppo proprietario Suning.

 

“Le holding in questione, tra cui la Suning Holding Group, quella nel cui portafoglio era ricompresa l’Inter, hanno chiesto degli accordi di ristrutturazione del debito – ha spiegato – Almeno secondo la legislazione italiana, non siamo di fronte a un fallimento vero e proprio. Si punta a un risanamento della società tramite un accordo con i creditori. Non sappiamo, però, se in Cina questo equivalga al fallimento oppure no. A prescindere da questo, però, l’Inter non ha mai avuto problemi di continuità aziendale. C’è un motivo che molti fanno fatica a comprendere. Chi doveva garantire la continuità aziendale per l’Inter era la controllante lussemburghese Grand Tower. Si è detto, relativamente al prestito di Oaktree, che la continuità aziendale di Suning poteva non essere garantita, non essendo stato ripagato il prestito stesso. Ma c’è un errore di fondo. In Grand Tower, c’era la liquidità necessaria per far fronte alle necessità dell’Inter. E non era Grand Tower a dover rimborsare il prestito ad Oaktree, bensì Suning”.

La Francesca porta, per far comprendere meglio la sua argomentazione, l’esempio del Milan. “Nel 2018, i rossoneri avevano avuto un problema serio, dovendo ricapitalizzare per 32 milioni di euro – ha aggiunto – In quel caso, si trattava di una mossa necessaria per la garanzia della continuità aziendale. Ma l’allora proprietario del Milan, Mr. Li, non aveva la possibilità di approntare tale liquidità. Il CDA del Milan allora chiese aiuto al creditore pignoratizio, che era il fondo Elliott. Ed è un po’ quello che è accaduto all’Inter con Oaktree. Elliott, sulla base degli accordi con Li, immise nella controllante del club, la Rossoneri Sport Investment, la liquidità necessaria per l’aumento di capitale, per garantire quindi la continuità aziendale. All’epoca, nessuno ebbe da ridire, come giustamente doveva essere. Non c’è nessun problema giuridico da questo punto di vista”.

Sul processo Prisma, sul caso sponsor per la Juventus e sui rischi per il club bianconero, La Francesca ha quindi dichiarato: “Dal punto di vista sportivo, per il processo Prisma qualche risvolto potrebbe esserci. Il patteggiamento e la sentenza di carattere sportivo hanno preso in esame dei fatti risalenti fino al 2021, mentre la Procura di Roma analizza anche il bilancio fino al 2022, che non è stato ricompreso dalla giustizia sportiva. A mio avviso, però, non si dovrebbe arrivare a una ulteriore penalizzazione ma a sanzioni minime di carattere pecuniarie. Serve comunque la necessaria verifica giudiziaria. Il caso sponsor potrebbe invece essere un problema serio per la Juventus. La legge 231 prevede la responsabilità in proprio del club dal punto di vista amministrativo, tra le sanzioni c’è quella del divieto di pubblicizzare beni e servizi fino a due anni. La sanzione potrebbe essere evitata, però, in presenza di condotte riparatorie, come ad esempio il risarcimento del Fisco, che sarebbe già avvenuto, o la messa a disposizione dello Stato del profitto del reato, cioè del danno arrecato all’Agenzia delle Entrate. Oppure, ma qui si entra in una verifica più attenta e approfondita da parte del giudice, per quanto riguarda il Modello di Organizzazione Gestionale, atto a prevenire condotte illecite e risolvere le problematiche precedenti”.

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