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Atalanta-Milan, Gattuso: "Donnarumma non è tranquillo. Silva? Deve farsi aiutare"

Le parole del tecnico rossonero alla vigilia del match

ATALANTA MILAN GATTUSO / Due finali per cancellare la botta della finale di Coppa Italia persa per 4-0 con la Juventus e tornare in Europa. Il Milan si gioca la conferma in Europa League in questi 180' finali di stagione. Domani, subito un ostacolo importante contro una diretta concorrente come l'Atalanta. Alla vigilia del match di Bergamo, il tecnico rossonero Gennaro Gattuso fa il punto sulle ultime news Milan in conferenza stampa. Ecco le parole raccolte da Calciomercato.it.

REAZIONE - "Sicuramente c'è tanta delusione, si è toccata con mano nello spogliatoio all'Olimpico. C'erano tanti tifosi, la delusione era per i nostri tifosi per non aver vinto la finale di Coppa Italia. Però da parte mia c'è stata tanta lucidità perché sapevo da prima della partita che abbiamo 180' di fuoco contro due squadre che stanno bene fisicamente. Alla squadra ho detto che bisognava accantonare la delusione perché ci stiamo giocando ancora tanto. Fa parte dello sport, l'ho vissuta sulla mia pelle da calciatore. Abbiamo il dovere di farli tirare su e riuscire a raggiungere l'obiettivo Europa League diretta".

BOBAN - "È venuto ieri per presentare un progetto di cui oggi avete scritto sui giornali. È un progetto per me straordinario, sono rimasto molto colpito. Mondiale per club ogni quattro anni, squadre incredibili, penso possa valorizzare ancora il calcio".

ATALANTA - "L'Atalanta non è la squadra più in forma ora del campionato, ma tutto l'anno. È da due anni che non sbaglia la partita, fanno pressione a tutto campo, giocano bene, e dobbiamo ripartire dal cuore dei primi 55' giocati con la Juventus. Era la partita che dovevamo fare e dobbiamo fare la stessa partita. La tipologia di gioco è totalmente diversa, dobbiamo fare attenzione sempre. Bisogna giocare tecnicamente bene e con grande veemenza. Mi dite che non abbiamo struttura fisica, ma dobbiamo farlo".

COPPA ITALIA - "In questi giorni si è lavorato sulla testa dei ragazzi, di non pensarci perché non porta a nulla. Sono sconfitte che bruciano, che lasciano i segni soprattutto per chi ha commesso qualche errore. Il primo responsabile sono io, gli errori fanno parte del gioco. Ci vuole grande disponibilità e farsi trovare sempre pronti ed incoraggiarli".

DONNARUMMA - "Ieri ha voluto parlare alle telecamere, ci ha messo la faccia e si è preso le responsabilità. È un dato di fatto che ha commesso due errori, ma fa parte dello sport. Quando uno sbaglia ci vuole del tempo nella vita per farsi perdonare, mentre lo sport è bello perché ti puoi rifare già la domenica dopo".

ANDRE SILVA - "Gioca poco? Sapete tutti cosa penso di lui. Ha grande tecnica e talento, però in questo momento deve migliorare tanto perché quando ti viene data la possibilità bisogna sfruttarla. Ora parlate di lui, per un periodo parlavate di Cutrone, poi di Kalinic. Deve fare molto molto di più. I calciatori devono farsi anche aiutare. Se ti chiudi e ti alleni in un certo modo perché pensi di giocare poco, invece quando hai voglia di giocare bisogna dimostrarlo prima in allenamento".

ALLENAMENTO - "Da 4-5 mesi a questa parte si vede che è cambiato qualcosa e mi piace tutto questo. Ma andiamo ad analizzare anche le partite. Contro la Juventus si vedeva che eravamo un po' timorosi, ma è normale. Da parte mia questo è contemplato. Però quando dico che questa squadra ha grandi margini di miglioramento, lo dico perché lo penso ed è vero. Ho visto grande disponibilità dei ragazzi, per allenarsi di più, fare lavori personalizzati".

FORMAZIONI B - "Sono d'accordissimo. Si parla di un qualcosa di già visto, 21 anni fa c'era già quando ero ai Rangers. Lo trovo qualcosa di straordinario, l'importante è metterla bene. Perché mandare i giovani in Serie B o Serie C? Penso che la cosa più giusta e corretta sia tenere i giovani interessanti nella seconda squadra. L'importante è riuscire a far rimanere il valore dei campionati di B e C invariato.

Penso sia un qualcosa di buono per il nostro calcio".

FORMAZIONE - "Se non si cambia modulo e si resta sul 4-3-3, c'è bisogno di determinati giocatori in campo. Tante volte le scelte degli uomini in campo vengono fatte per le caratteristiche che hanno, non per la fiducia che ho in loro o meno".

DONNARUMMA E MERCATO- "Non sono io che decido chi va e chi viene, c'è la società che ci pensa. Tante volte il valore del calciatore si quantifica in base a quello che guadagna, ma voi dimenticate che un anno fa aveva 18 anni. Ci ha messo anche un po' del suo, ma poi tutte le voci, le chiacchiere... Se non hai la mente lucida, è difficile giocare a calcio. Se sta facendo qualche errore in più è perché non è tranquillo. Pochi giorni prima della finale di Coppa Italia ho sentito parlare di incontro col Psg, una cosa incredibile. Lui sta pagando tutto questo. Io ho fatto il calciatore per 20 anni. Quando avevo un problema a casa non rendevo come volevo in campo".

EUROPA LEAGUE - "Facile o difficile senza la Coppa Italia? Una via di mezzo. Siamo nel mezzo. Io avrei fatto di tutto per vincere la Coppa Italia, ma so pregi e difetti di questa squadra, e da un mese mi domando 'se non dovessimo vincere?'. La difficoltà più grande è come arriviamo a questi 180'. E il mio pensiero più grande era quello là, non se vincere la coppa. Dobbiamo farli arrivare con grande tranquillità e voglia di far bene".

COME SI ARRIVA AL FINALE - "Ieri abbiamo toccato con mano quello di buono fatto per 55' contro la Juventus. Dopo le partite di questo campionato si somigliano tantissimo. Vedi l'Arsenal, l'andata con la Juventus... A  Londra potevamo avere la scusa dell'arbitro, però erano partite in cui dovevamo fare sempre di più e invece siamo tornati a casa con scoppole importanti. Quindi dobbiamo chiederci perché succede questo. Riuscire a lavorare di più sulla concentrazione, sugli errori di ognuno di noi, dobbiamo andare alla ricerca di commettere meno errori. Abbiamo toccato con mano che quando si commettono degli errori, dobbiamo farne meno possibile".

EUROPA O NON EUROPA - "Se è meglio una stagione con o senza le coppe per ripartire? Io sto dibattito non me lo sono mai fatto. Non fasciamoci la testa, pensiamo a queste partite, ma sicuramente preferisco andare in Europa che giocare una partita a settimana".

JUVENTUS - "Abbiamo beccato una Juve che non faceva una partita così da due mesi. Anch'io avevo la sensazione che ogni volta che andavamo avanti davamo la sensazione di creare qualcosa, però ogni volta che venivano loro sentivo che potevano creare qualcosa. Non è un caso che vincono da sette anni e sono più avanti a livello tecnico. Noi per lunghi tratti ce la siamo giocata. Noi dobbiamo fare di tutto per avvicinarci a loro. Secondo me in queste due partite della mia gestione contro loro, per lunghi tratti ce la siamo giocata. La mia paura era che ne prendevamo 7-8. Invece 4 non sono pochi, ma per tutti gli errori che abbiamo combinato... La Juventus non si è fermata, ha grande mentalità ed è giusto. La mia squadra invece ha continuato, è rimasta là, potevamo fare uno o due gol". 

COLPE - "Qua il primo responsabile sono io. A me il fatto che sono inadeguato o meno non mi interessa. Io so cosa ho portato, so gli errori che ho commesso e so il perché di quando un giocatore non si esprime al massimo. Non ci dobbiamo dimenticare che tanti giocatori che scendono in campo, fino a pochi mesi fa stavano nelle giovanili. Poi vedremo tra 7-8 mesi o un anno se sono migliorati o no. Non tutti si esprimono subito al meglio. Voi avete vissuto van Basten, Gullit, Maldini, Costacurta, avete vissuto un'epoca diversa e non potete fare il paragone. Il Milan resterà sempre grande e tornerà ad esserlo, ma in questo momento non lo siamo. Se sarò io a rimetterci, pazienza. Allegri ha detto che sono testone, pazienza. Continuerò a fare sto lavoro, ci metterò di più. In questo momento è toccare con mano cose negative ma anche cose buone. Secondo me il 4-0 con la Juventus è stato un risultato bugiardo, direte che sono ebete se lo dico, abbiamo preso 4 pappine ma non meritavamo perché abbiamo fatto tante cose buone e non è da buttar via. Dopo se fate il paragone col Milan di 15 anni fa, hai ragione tu. Prima il Milan alla Coppa Italia non ci pensava nemmeno, pensava alla Champions League, e anche la Juventus ha avuto un periodo di transizione".

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