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Calciomercato > Napoli > Napoli, De Laurentiis: "Non siamo arroganti. Basta paragoni Sarri-Benitez"

Napoli, De Laurentiis: "Non siamo arroganti. Basta paragoni Sarri-Benitez"

Il presidente degli azzurri ha parlato del momento della formazione di Sarri e di altro


Aurelio De Laurentiis ©Getty Images
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

05/11/2015 15:45

NAPOLI DE LAURENTIIS SARRI / NAPOLI - Ha fatto il punto sulle news Napoli il presidente Aurelio De Laurentiis: il patron azzurro è intervenuto a 'Kiss Kiss Napoli' parlando a 360 grandi del momento della formazione di Sarri, tralasciando però le notizie di calciomercato

EUROPA LEAGUE - "E' una partita importante per archiviare la gara e così da mandare in campo nelle prossime partite chi ha giocato ieri. Paragoni con Benitez? Sono antipatici, Sarri è un grande conoscitore della tecnicalità e del conoscere le persone e metterle in campo facendole fare il suo gioco".

SQUADRA UMILE E ARROGANTE - "No, l'arroganza la vedo come qualcosa di negativo, di poco propositivo. Direi più un Napoli arrembante, determinato, cosciente del proprio valore". 

MIGLIOR NAPOLI - "Finalmente ci sono dei registi: ne volevo uno, ne abbiamo trovati due. Quando leggo che si sta cercando di far rientrare Pirlo, penso che c'è una mancanza di registi. Va bene così, ma vedere come è importante trovare un ruolo non sempre facile". 

JORGINHO - "Gli auguro di essere convocato in Nazionale, lo merita. Conte ha l'abitudine di giocare a cinque e non so se Jorginho possa essere utile, anche se nella Juventus aveva Pirlo".

SARRI - "E' una persona umile e tosta allo stesso tempo. Si sa porre in maniera liberale ma anche responsabile nei confronti del prossimo. Ha tutta la mia stima e per quel poco che lo conosco mi è sembrata una bella persona, è nel calcio è raro. Dobbiamo smetterla di mitizzare quelli che appaiono di più. dobbiamo guardare dietro di noi, altrimenti le Serie C e D non servono a nulla. Sono campionati finanziati dalla A e quindi la A deve trarne i frutti. Fare esperienze nelle serie minori è un fatto positivo. Vorrei vedere in Serie C e D giocassero solo calciatori italiani con non più di 24 anni. Chi arriva dalle serie minori non è uno sfigato, devono essere rispettati". 




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