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Calciomercato > Primo Piano > Milan, Abate: "Se vincevamo secondo scudetto forse Ibra e Thiago Silva..."

Milan, Abate: "Se vincevamo secondo scudetto forse Ibra e Thiago Silva..."

Il laterale rossonero ha analizzato le ultime stagioni della squadra


Ignazio Abate ©(Getty Images)
Matteo Zappalà (@matteobegbie)

23/11/2014 12:47

MILAN ABATE IBRAHIMOVIC THIAGO SILVA ALLEGRI LEONARDO ANCELOTTI INZAGHI / MILANO - Intervistato da 'Forza Milan!', il laterale rossonero Ignazio Abate ha parlato delle ultime stagioni rossonere: dall'addio di Ancelotti a Leonardo, arrivando anche ad Allegri, Inzaghi e le ultime news Milan.

SENSO DI APPARTENENZA - "La passione è tanta, io provengo dal settore giovanile e appartengo a questa società da diciotto anni. Ho fatto tutta la trafila con l’obiettivo di arrivare in prima squadra, il fatto di averlo centrato ha sviluppato un senso di appartenenza superiore a quello di un giocatore arrivato da fuori. È normale innamorarsi di questa società, di questa città e di questi colori, però credo che chi comincia qui fin da ragazzini come me e Mattia (De Sciglio, ndr) abbia un amore incondizionato per questa maglia"

ANCELOTTI - "Non è bello vedere San Siro semivuoto. Mi ricordo quando facevo il raccattapalle per la squadra di Ancelotti, a quei tempi lo stadio era veramente strapieno. Io però ho cominciato a giocare con Leonardo allenatore e anche allora lo stadio era semivuoto, poi è tornato e riempirsi quando abbiamo ricominciato a vincere trofei. Sta a noi riconquistare i tifosi, credo che siamo sulla strada giusta. Già contro la Juventus, alla terza partita di quest’anno, si è rivisto il 'San Siro' dei tempi belli".

LEONARDO E ALLEGRI - "Quando è partito Ancelotti è andato via veramente un pilastro dello spogliatoio, avevano vinto tutto e di più e quindi voltare pagina non era sicuramente facile. Con Leonardo abbiamo fatto un buonissimo anno, la stagione dopo però siamo nuovamente ripartiti da zero con Allegri. Mi ricordo che all'inizio stentavamo, non avevamo disputato un buon precampionato. Poi però begli ultimi giorni di mercato arrivarono Ibra e Robinho e questo portò un entusiasmo incredibile. Con il nuovo allenatore è arrivato lo Scudetto al termine della prima stagione e in generale con Allegri abbiamo vissuto tre anni molto buoni. Quest'anno ripartiamo con un allenatore che sa veramente cosa significhi stare in questa società, molto bravo nel trasmettere a un gruppo dei valori che magari l'anno scorso si erano un po' persi".

INZAGHI - "La testa è una componente importante, direi fondamentale. L'abbiamo visto in queste prime giornate con Inzaghi, riuscito a rigenerare un gruppo che l'anno scorso, a detta di alcuni, sembrava non fosse all'altezza. Non penso che Pippo in due-tre mesi abbia stravolto la squadra a livello fisico, piuttosto ha lavorato tanto sulla testa di ciascuno di noi. Questa è la dimostrazione che le motivazioni nel calcio sono fondamentali".

I RIMPIANTI PIU' GRANDI - "Non essere riusciti a confermarci Campioni d'Italia con Allegri. Avevamo sicuramente le potenzialità per fare il bis, chissà che cosa sarebbe successo se l'avessimo centrato. Forse Thiago Silva e Ibrahimovic non se ne sarebbero andati, avendo la possibilità di ottenere la seconda stella. Ci siamo giocati tutto in quella maledetta settimana contro Bologna e Fiorentina, quando abbiamo preso un solo punto su sei. Un altro rimpianto è legato all'eliminazione in Champions League nei quarti contro il Barcellona, per un rigore che fece molto discutere. Peccato, perché avremmo meritato di passare noi".




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