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Calciomercato > News > Speciale Calciomercato, da Attilio Ferraris a Pazzini-Cassano: il mercato che fu a Milano, Torino e

Speciale Calciomercato, da Attilio Ferraris a Pazzini-Cassano: il mercato che fu a Milano, Torino e Roma

Alcuni dei trasferimenti diretti piu' importanti della storia all'ombra di Madonnina, Mole e Colosseo


Giampaolo Pazzini e Antonio Cassano
Hervé Sacchi

11/06/2013 13:17

SPECIALE CALCIOMERCATO SCAMBI MERCATO INTER MILAN JUVENTUS TORINO ROMA LAZIO / ROMA - Cuore e ragione. Due fattori che, anche nel calciomercato, possono dare vita ad una serie di 'incidenti'. Un acquisto si può sbagliare, le cessioni meno. Anche perché poi, di mezzo, c'è una coscienza che risulta essere un po' come una lingua che batte dove il dente duole. Direttori sportivi e presidenti dei club di A, spesso, hanno dovuto cedere. Ai soldi, ai rischi di avere un giocatore in rosa che non avrebbe messo in serie due partite di fila. Capita anche che lo stesso giocatore si impunti per andare in quella squadra che, cuore e ragione, sanno essere la scelta sbagliata. Eppure di affari così, insomma di colpi gobbi, ce ne sono stati. Ecco alcuni dei trasferimenti diretti che hanno fatto maggior scalpore nella storia della serie A

MILAN-INTER - Nonostante una rivalità ultrasecolare, le due squadre milanesi hanno spesso architettato scambi di un certo livello. Una tradizione partita già negli anni '40 quando Giuseppe Meazza lasciò l'Ambrosiana Inter dopo 13 anni di carriera per approdare al Milan. Percorso inverso lo fece Fulvio Collovati nel 1982. Il difensore azzurro sopportò la prima retrocessione, non la seconda. Il passaggio all'Inter coinvolse nell'affare, oltre a Pasinato e Canuti, anche Aldo Serena che fece la spola tra la sponda nerazzurra e quella rossonera in più occasioni.
C'è chi non si fece mezzi problemi a oltrepassare il Naviglio, anzi. Maurizio Ganz, dopo due anni di nerazzurro, visse da protagonista lo scudetto rossoneri del 1999. Tra i trasferimenti più dolenti della gestione Moratti ci sono sicuramente quelli riguardanti Pirlo e Seedorf, agli inizi del nuovo millennio. Loro costituiscono due degli scambi più eclatanti, sia per i giudizi che hanno portato alle rispettive cessioni che per gli sviluppi di carriera. Ma gli affari non finirono lì, anzi. Perché nel giro di quegli anni, sempre a cavallo del 2000 e del 2003, arrivarono in rossonero anche Simic, Brocchi, Taribo West e Domoraud, mentre all'Inter finirono personaggi più o meno dimenticati come Guglielminpietro, Brncic, Coco e Umit Davala. Un 'ménage' a due, atto più a salvaguardare i bilanci che per mere scelte tecniche. Un caso più unico che raro è quello di Thomas Helveg: il cartellino dell'esterno danese fu dato all'Inter in cambio del succitato Domoraud. Uno dei pupilli di Zaccheroni rimase però in prestito in rossonero per due stagioni, coronate dal successo in Champions League a Manchester.
Tra gli ultimi passaggi diretti ricordiamo anche quelli di Christian Vieri e Amantino Mancini. Celebre è stato anche il doppio prestito di Hernan Crespo che, conclusa la prima esperienza interista, passò al Chelsea. Il club inglese, nel 2004, lo diede in prestito al Milan col quale rischiò di vincere una Champions League. Non riscattato dai rossoneri, l'attaccante argentino tornò al Chelsea che lo rigirò ai nerazzurri pochi mesi dopo. Storia recente è, invece, l'incrocio tra Giampaolo Pazzini e Antonio Cassano.

JUVENTUS-TORINO - Attenzione ad Angelo Ogbonna. Il difensore granata, che piace alla Juventus, potrebbe riarroventare l'asse di mercato tra le due squadre di Torino. Il caso Federico Balzaretti non costituisce un vero e proprio scambio. Cresciuto e maturato nel Toro, l'attuale difensore romanista venne sacrificato in seguito a fallimento e retrocessione del club. Libero dal vincolo contrattuale si accasò alla Juventus, senza dunque una vera e propria trattativa tra i club. Le due dirigenze, invece, trovarono accordo nell'estate 1995 per Gianluca Pessotto, non certo una bandiera dopo un solo anno di militanza in granata.
In passato passarono dalla maglia granata a quella bianconera anche Luca Fusi e Robert Jarni, entrambi nel 1994. Trasferimento simile al caso Crespo-Chelsea-Milan-Inter è stato quello di Christian Abbiati: prestato dal Milan alla Juventus nel 2005, il portiere rimase a Torino anche la stagione successiva, vestendo però la maglia granata. Caso analogo per quanto riguarda Aldo Serena, capace di vestire le maglie di Torino e Juventus grazie alla regia dell'Inter nelle stagioni 1984 e 1985.
Il percorso inverso venne fatto solamente da due giocatori: Pasquale Bruno nel 1990 e Cristian Pasquato, in prestito per sei mesi, nel 2012.

ROMA-LAZIO - Sarà per la rivalità molto accesa tra le due tifoserie, ma anche i club della Capitale non hanno mai accennato grossi trasferimenti. Specie negli ultimi anni. La storia ricorda pochi casi: uno dei più noti è quello di Arne Selmosson che, negli anni '50, fu capace di segnare nel derby capitolino con entrambe le maglie. Altro episodio particolarmente sui generis è quello di Carlo Perrone, il quale disputò cinque stagioni totali con la Lazio, intervallate da una annata in giallorosso. Per trovare il trasferimento forse più scomodo bisogna tornare al 1934 quando Attilio Ferraris passò dalla Roma, di cui fu capitano, alla Lazio per la cifra di 150 mila lire.




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