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Napoli, l'uomo Ancelotti: il 'leader calmo' per tornare a vincere

Alla scoperta della persona dietro un allenatore così vincente

NAPOLI ANCELOTTI / Sembra ormai cosa fatta per l’arrivo di Carlo Ancelotti al Napoli di Aurelio De Laurentiis. Sicuramente un personaggio differente dal vulcanico Sarri, un leader differente, e i motivi vanno ricercati nella sua persona, oltre che nel suo curriculum. Il 'Carletto nazionale' nasce nel 1959 a Reggiolo, un paesino con meno di 10mila anime in provincia di Reggio Emilia. Vive in provincia, dove il calcio è una delle occasioni principali per avere la possibilità di vedere oltre le 'colonne d’ercole' della campagna.

Chissà se la calma delle sue origini abbia influito sul personaggio Ancelotti, mai sopra le righe, né da calciatore né da tecnico, e chissà se serva proprio la sua tranquillità per districarsi fra l’irrequietezza e la fame di vittorie della piazza di Napoli.

Napoli, Ancelotti e la cultura alla base del successo

Nel suo libro, scritto a 4 mani con Alessandro Alciato e denominato proprio ‘Il leader calmo’, Ancelotti, a proposito della sua esperienza trionfale al Milan, parla di come la cultura sia l’unica via per un successo duraturo. Ma che tipo di cultura? La cultura della semplicità, la cultura e la bravura di mettere al centro le persone e non gli affari. "Ovunque io vada resto sempre me stesso" è una delle frasi più iconiche della sua autobiografia, e spiega quanto conti per il suo lavoro mettere al centro del progetto la squadra, intesa come famiglia.

Un po’ come succede in provincia, dove le squadre di calcio sono composte da amici e vicini. E’ questo l’ambiente che l’ex allenatore del Real cerca di ricreare in ogni suo incarico. Senza mai montarsi la testa, senza mai eccedere. Un palmàres da far rabbrividire chiunque, tra cui tre Champions League, due Mondiali per Club e lo storico ‘double’ con il Chelsea, per citarne alcuni. Ma tutto, sempre con la semplicità di quel sopracciglio alzato e senza fasti, preferendo una partita a carte con gli amici alla luce dei riflettori.

Giorgio Trobbiani

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