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Napoli-Sampdoria, Sarri: "Loro unici a giocare a calcio al San Paolo"

Il tecnico azzurro commenta la vittoria contro i blucerchiati

NAPOLI SAMPDORIA SARRI / Napoli che batte la Sampdoria al termine di una gara tiratissima e si conferma al primo posto. Maurizio Sarri, tecnico azzurro, commenta così al termine del match: "Partita piena di episodi non favorevoli - ha dichiarato a 'Premium Sport' - Abbiamo preso un gol su punizione da 35 metri, abbiamo subito un rigore e un'espulsione. Poteva essere una montagna da scalare, la squadra ha reagito bene. Primo tempo a ritmi folli, nel secondo tempo sia il Napoli che la Sampdoriahanno pagato. Loro sono gli unici ad essere venuti al San Paolo a giocare a calcio, contro squadre del genere concedere qualcosa si paga caro. Hamsik è sempre stato straordinario e un'arma in più per noi, non si mette in discussione per tre-quattro gare sottotono perché poi ti ripaga con tutte le qualità che ha, non è mai stato assolutamente un problema. Oggi ha fatto la storia. Allan per noi è importantissimo, l'intensità e l'aggressività che mette sono fondamentali. Sorprende la sua crescita in termini di qualità.

A centrocampo per fortuna oltre a lui abbiamo tante soluzioni. Mertens ha fatto un paio di partite in cui era spento, ora sta tornando alla grande. Mi interessa poco se segni o meno, anche se per lui poteva essere importante sbloccarsi oggi. Ha dato due assist, non sono preoccupato delle sue condizioni, il gol arriverà presto. Juventus-Roma? Stasera vedrò mia madre dopo due mesi, se fosse stato per me comunque avremmo fatto allenamento..."

SOSTA INVERNALE - Sarri ha poi aggiunto in conferenza stampa: "Come tutte le squadre, abbiamo avuto dieci giorni in cui c’è mancata la brillantezza, nel nostro modo di giocare è una cosa che paghi. Ma continuiamo a fare la nostra strada. Le critiche? Non mi fanno né caldo né freddo. Come non ascolto gli elogi, non ascolto le critiche. Cerco di non ascoltare quello che si dice. Fosse per me giocherei il 26, anche il primo gennaio, è giusto farlo quando la gente ha più tempo. La sosta di gennaio è fisiologica, anche se non capisco perché l’Assocalciatori richieda le vacanze a gennaio e non provi a diminuire il numero stagionale di partite. Per il 2018 posso solo promettere il nostro impegno, così come fatto fin qui. Promettere risultati sarebbe da folli, ma questi ragazzi ti fanno andare a casa sereno per l’impegno messo in campo".

Dall'inviato Gennaro Arpaia

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