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Calciomercato > Roma > Roma, Sabatini: "Marquinhos mio miglior colpo, Yanga-Mbiwa cessione più dolorosa. E Ibarbo..."

Roma, Sabatini: "Marquinhos mio miglior colpo, Yanga-Mbiwa cessione più dolorosa. E Ibarbo..."

L'ex ds giallorosso ha ripercorso i suoi anni nella Capitale


Walter Sabatini © Getty Images

12/01/2017 23:35

ROMA SABATINI DESTRO IBARBO PJANIC / Lunga e interessante intervista concessa da Walter Sabatini alla trasmissione "8° scudetto" in onda su 'Rete 7'. Una chiacchierata rivelatoria dove l'ex ds giallorosso ha svelato diversi aneddoti legati al calciomercato Roma e non solo. Calciomercato.it vi offre le sue parole: 

IDEA BOLOGNA LA SCORSA ESTATE - "Era un'ipotesi molto bella, ma il Bologna aveva e ha bisogno di immediatezza ed io non l'avrei garantita. Avrei lavorato in chiaroscuro lavorando un po' per la Roma e un po' per il Bologna. Era importante garantire anche la trasparenza: io non sarei stato presente al 100%. Con molto rammarico ho rifiutato. Oggi sono molto dispiaciuto, visto anche il mio epilogo a Roma un po' deprimente. Ho insistito per andar via perché c'erano solo questi presupposti. Sono un tifoso della Roma e lo sarò per sempre, ma sono anche un grande simpatizzante del Bologna. Futuro in rossoblu? Spero per loro di no (ride ndr): io sono un casinista. Quanto tempo ci vorrà per far diventare grande il Bologna? Oggi è difficile perché la concorrenza dei fatturati e delle squadre metropolitane rende difficile il lavoro delle società di profilo medio. La città rappresenta qualcosa di importante. Se 10 anni sono sufficienti per far diventare il Bologna una grande? Io faccio pensieri trimestrali, sono anni che penso alla mia vita in termini di trimestri”.

DESTRO - "Ha un carattere particolare: è un po’ permaloso e quindi questo si configura in campo nelle situazioni più imprevedibili. Per il resto è un giocatore forte che vede la porta. La squadra deve aiutarlo ma lui deve imprimere alle sue prestazioni una verve maggiore. Se sia più dotato di Belotti o Pavoletti? Non ha nulla da invidiare a questi calciatori però Belotti gioca, ad esempio, con più rabbia e cattiveria. È un po' troppo aristocratico".

PETKOVIC - "L'ho seguito a inizio anno perché Cosmi mi disse che per caratteristiche tecniche poteva giocare con la Roma".

SADIQ - "Sadiq è forte. L'operazione con il Bologna l'ho fatta io. Appena abbiamo concluso l'operazione il giocatore si è procurato una banale contusione. Ho dato mandato al mio medico di fargli la risonanza prima della partenza. Le analisi furono tutte negative. Il medico del Bologna fu informato e fece anche lui esami, che si rivelarono negativi. Il giocatore quando ha iniziato ad allenarsi a Bologna ha lamentato dei forti dolori e successivamente si è palesato un corpuscolo vagante precedentemente non rilevato da alcuna delle due risonanze. Mi dispiace per il Bologna e per il ragazzo. Aveva disputato una bella parte di campionato. È un giocatore esteticamente inguardabile ma questo lo rende anche imprevedibile. Se sia compatibile con Destro? Sì, possono tranquillamente giocare insieme".

CALCIOMERCATO FINESTRA INVERNALE - "L'ho sempre vissuto con intensità e stress. Il calcio è sofferenza. Non dovrebbe essere così, mi contestano questo modo di pensare al calcio. Nelle sessioni di gennaio a volte siamo riusciti a portare quei correttivi. La Roma l'anno scorso è stata fortunata perché ha preso Perotti ed El Shaarawy. La definisco fortuna perché essa è un'attitudine. Vuol dire che siamo stati bravi".

COLPO PIU' BELLO - "Ce ne sono tanti e mi dispiace sceglierne uno. Il più spettacolare è stato Marquinhos perché era un ragazzino che arrivò a Roma per 3 milioni e fu rivenduto dopo un anno a una cifra iperbolica. La mia cessione più dolorosa? È stata la cessione di Yanga-Mbiwa. Mi sono trovato a disagio. L'ho preso dal Newcastle con una formula particolare: avrebbe dovuto fare 20 partite per essere acquistato obbligatoriamente. Ne ha fatte più di 20 per necessità e per bravura. Era diventato il beniamino di tutti dopo il gol alla Lazio, però avevo esigenza di recuperare i 10 milioni del suo cartellino e ho ricevuto l'offerta del Lione. Ricordo ancora oggi il suo sguardo muto, senza odio. Sono stato male, non sapevo cosa dirgli. Sapevo di fargli un torto".

PLUSVALENZE - "Quante ne ho fatte? Non lo so, qualcuno dice 200, alcuni 280. Il far plusvalenze è una prerogative di chi fa il mio lavoro".

PJANIC-JUVE - "È stata un’operazione da fare perché ci sono sempre aspetti salariali da guardare. Quando il giocatore si aspetta di aumentare il proprio salario pone la società nell'ottica di riflettere".

EMERSON PALMIERI - "Il mercato di gennaio ti consente di migliorare la stagione in corso e anche quella dell'anno successiva. Faccio l'esempio di Palmieri, preso a gennaio dalla Roma. Lui è stato considerato un reietto per mesi e ora sta crescendo a dismisura e sta diventando un terzino di spessore. Contribuirà alle prestazioni della Roma e in futuro sarà un uomo mercato. Il calcio riserva soprese. Palmieri non giocava nel Palermo. Nel calcio serve fiducia. Qualche volta la fiducia non basta ed ecco che ci vuole fede".

OSVALDO - "È un fenomeno. È stato uno dei rammarichi che ho avuto perché era fortissimo. Ha fatto cose bellissima a Roma ma viveva un'ambivalente concezione della vita. Pensava di essere un uomo maledetto. La sua bellezza lo rendeva un personaggio difficile da assimilare al ruolo da calciatore ma al livello tecnico era incredibile".

IBARBO - "A Roma raccontano di aver speso 8 milioni per Ibarbo, invece ho speso due milioni e ne ho ricavati 2. Ha fatto la partita della vita contro la Lazio e in quella partita siamo arrivati in Champions. È stato un grandissimo acquisto".

D.G.




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