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Calciomercato > Lazio > Lazio, Peruzzi: "Amo questa società". Poi ricorda: "Vi svelo come sono diventato portiere..."

Lazio, Peruzzi: "Amo questa società". Poi ricorda: "Vi svelo come sono diventato portiere..."

Il club manager biancoceleste ha rilasciato una lunga intervista dove parla di passato, presente e futuro


Angelo Peruzzi ©Getty Images

27/08/2016 11:11

LAZIO PERUZZI / ROMA - Angelo Peruzzi è stato, senza ombra di dubbio, uno dei portieri più forti della storia del calcio italiano. E pensare che deve il suo successo alla maestra delle elementari: "All'inizio mi piaceva fare gol e fare il regista. Mi piaceva fare i lanci lunghi, mostrare i tocchi di classe. Ma presto scoprii che non bastava l’estro, bisognava anche correre. Non il mio genere preferito. Capitò che dovessimo giocare una partita delle quinte elementari della mia scuola. La maestra, non sapendo chi schierare in porta, ci fece fare una prova: chi sapeva saltare tanto alto da toccare la traversa della porta avrebbe indossato il numero uno. Fui l'unico. Me ne ricordai, di quel salto e di quella maestra, quando vinsi la Champions", ha ricordato Peruzzi nella lunga intervista concessa al 'Corriere dello Sport'.

Una lunga chiacchierata dove ritorna anche sulla squalifica per doping che prese ad inizio carriera: "La verità è che quella maledetta pillola me la diede un compagno di squadra, uno a me molto vicino. Stavo ritornando da un infortunio e mi assicurò che con quella non avrei avuto ricadute muscolari. Fu un’ingenuità giovanile, una stupidaggine grave. Nel processo penale fui prosciolto, in quello sportivo mi condannarono ad un anno e hanno fatto bene. Non ho mai protestato".

Oggi la sua nuova carriera lo vede indossare i panni di club manager nella Lazio, la sua ultima squadra da calciatore: "La lazialità per me è un atteggiamento soggettivo. Io amo questa società, la squadra, i tifosi. Ho giocato sette anni con questa maglia, abbiamo conquistato una Supercoppa e una Coppa Italia. Una squadra fortissima che non ha vinto quanto avrebbe dovuto. Oggi lavoro per fare il bene dei colori biancazzurri. Lo faccio con il mio carattere e con la misura di un uomo che ama in primo luogo il calcio. Il mio primo tifo è per questo sport meraviglioso".

Conclusione dedicata ai giovani portieri: "Per me i migliori sono, ovviamente, Donnarumma, Perin e Sportiello".

D.G. 




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