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Calciomercato > Italia > Italia, De Rossi: "Non abbiamo stelle ma Conte". Poi la polemica su Roma e giornalisti

Italia, De Rossi: "Non abbiamo stelle ma Conte". Poi la polemica su Roma e giornalisti

Il centrocampista della Nazionale: "Bisogna avere equilibrio nelle critiche"


Daniele De Rossi © Getty Images
Maurizio Russo

20/06/2016 15:02

ITALIA IRLANDA DE ROSSI CONFERENZA / MONTPELLIER (Francia) - "E' sbagliato dire che quella contro l'Irlanda è una partita inutile. Non serve per il girone ma è molto importante per il gruppo: è importante che tutti si rendano partecipi e che abbiano le loro soddisfazioni". Pensieri e parole di Daniele De Rossi. Il centrocampista della Nazionale italiana parla in conferenza stampa nell'antivigilia dell'ultimo match del girone di Euro 2016. Il numero 16 azzurro ha parlato di tutte le news Italia e non solo: "Bisogna avere il giusto equilibrio nel criticare una squadra. Non abbiamo quelle individualità riconosciute a livello internazionale come Hazard o Ibrahimovic, ma abbiamo altre qualità che altri magari non hanno come la compattezza e il gruppo. Altro nostro punto di forza è il livellamento tra titolari e ricambi, mentre altre hanno le stelle in campo ma in panchina non ci sono giocatori all'altezza. Siamo partiti senza le luce dei riflettori addosso, ora invece si sono accorti di noi. Raggi sindaco? Non sono sorpreso, era nell'aria. In bocca al lupo a lei e al suo staff, a Roma c'è bisogno di ottimismo e di un cambio radicale per risalire rapidamente dopo un momento di difficoltà. Conte? Non voglio essere ruffiano, ma lui vuol dire equilibrio e concentrazione che spesso vale più di un calciatore che sa fare una rovesciata: è un vantaggio rispetto alle altre Nazionali e agli altri allenatori. Non possiamo sentire la nostalgia perché siamo sempre insieme, del suo futuro non ci interessa, lo sapevamo già. Mi avrebbe sorpreso se fosse rimasto tanto, è un 'animale da campo'. E' giusto che quando Messi o Ronaldo fanno un gran gol se ne parli tanto perché loro hanno un credito e ne fanno 50 l'anno, mentre a me o Eder magari capita una volta ogni tanto. I frutti del lavoro a Coverciano si stanno vedendo in campo: nel secondo tempo corriamo sempre molto, nella seconda partita con la Svezia abbiamo fatto un po' più fatica perché faceva caldo. Le mie sostituzioni? Non ho chiesto il cambio in nessuna circostanza, sono valutazioni dell'allenatore. So che ci sono giocatori importanti in panchina, rispettiamo come sempre le sue scelte".

"Che passeggiavo alla Roma lo dicevi tu - la risposta stizzita di De Rossi ad un giornalista - Sono stato infortunato tre volte: un allenatore deve fare certe valutazioni quando deve consegnare una lista che non si può cambiare. Ma di certo il mister non poteva convocarmi quando ero stirato. Quando la Roma vince senza di me si tende a dire 'E' fatta, ce lo siamo tolti di torno' - la battuta del giallorosso in tema di calciomercato - Io ho fatto buone partite in giallorosso quest'anno, migliori anche di quelle che ho fatto qui, poi a volte sono rimasto in panchina perché si vinceva e non c'era bisogno di me. Ma qui vengo giudicato per i risultati... A Roma sto benissimo e con l'età sono migliorato: ho capito che a volte chi giudica non sa nemmeno discernere un pallone da una noce di cocco. Spesso qualcuno parla per incompetenza nel valutare una giocata, una partita o un'annata, ma io non sono uno che prova a vendersi dietro le quinte ai giornalisti come magari fanno altri calciatori. L'Irlanda certamente avrà più motivazioni, storicamente sono una squadra e una tifoseria molto grintosa: 4 anni fa diedero tutto contro di noi anche se erano già eliminati. Non vogliamo fare brutta figura e non faremo regali a nessuno. Il terzetto difensivo con Buffon è il miglior reparto arretrato al mondo, il più omogeo e completo, completamente contagiati dalla mentalità dalla mentalità trascinante del mister. Sono i più carismatici della squadra. Io non sono né Pirlo né Iniesta, anche se mi marcano a uomo 90 minuti come loro: faccio quello che so da mediano davanti alla difesa, mi sento un difensore aggiunto quando c'è da difendere e un attaccante in più quando andiamo all'attacco. Roy Keane ci ha fatto i complimenti? Siamo passati da grande sfiducia intorno alla Nazionale a mire molto alte: non vogliamo toglierci responsabilità, ma dobbiamo anche restare coi piedi per terra. Per essere ricordati però occorre solo vincere: anche il Leicester se non lo avesse fatto sarebbe stato dimenticato magari in un paio di anni".




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