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Calciomercato > Roma > Roma, Spalletti: "Nainggolan in avanti mi piace. Dzeko e Totti? Conta il il terzo tempo"

Roma, Spalletti: "Nainggolan in avanti mi piace. Dzeko e Totti? Conta il il terzo tempo"

Il tecnico giallorosso ha parlato della crescita della propria rosa e non solo


Luciano Spalletti ©Getty Images

05/05/2016 12:22

ROMA SPALLETTI / ROMA - La Roma non demorde e continua a perseguire il sogno del secondo posto. Un piazzamento che permetterebbe ai giallorossi di accedere direttamente alla prossima Champions League. Di questo rush finale e delle ultime news Roma ha parlato mister Luciano Spalletti sulle frequenze di 'Roma Radio'. Queste le sue dichiarazioni riportarte da calciomercato.it

ESPERIMENTO NAINGGOLAN ATTACCANTE - "Siccome Nainggolan è un un combattente, gli piace dare un senso di guerra alla partita. Questo fatto di andare a pressare alto gli avversari gli piace. Si trova a suo agio a fare battute sul pressing, crea difficoltà a loro e un po’ di vantaggio a noi. Andando al di là di El Shaarawy e di Salah, bisogna che rientri velocemente, perché altrimenti si allungano le distanze del centrocampo con De Rossi e Strootman".

CAMBIO MUDOLO - "Noi non abbiamo cambiato tantissimo lo schema di gioco. Siamo rimasti fedeli alla nostra intenzione di mantenere il possesso di palla, di metterci nella posizione di essere più comodi e, fondamentale, essere padroni del gioco della partita. Poi è chiaro che si può scegliere di cambiare le posizioni, ma il pallino del gioco dobbiamo averlo noi".

SFIDA COL CHIEVO, SQUADRA 'ROGNOSA' - "Il nostro calcio è corroso dalle esasperazioni. Il fatto di potersi giocare partite senza tensioni per il risultato ti fa esprimere al meglio. E questo è rischioso quando giochi contro squadre o giocatori che hanno giocato meno e devono far vedere il loro valore per riproporsi per l’anno successivo. In casa del Genoa comunque ci ha vinto solo la Juve prima di noi. Non si poteva andare lì con grande ottimismo".

FATTORE AMBIENTALE 'FERRARIS' - "Io sono stato allenatore della Samp, succede. Poi lì si sta molto a contatto con il pubblico, perché quelli che ti stanno dietro sono come gli assistenti che sono in panchina".

CRESCITA - "La nostra squadra ha fatto passi avanti fondamentali. Ha svoltato quello che deve essere il modo corretto di stare in gruppo ed essere disponibili al risultato. Lo vedo come crescita, è una cosa fondamentale. Li vedo quando si allenano. E’ sempre stato così. Ma dopo il primo periodo questa sensazione di essere contenti dei successi dell’altro è una cosa che si percepisce e si tocca facilmente ed è un risultato importantissimo all'interno di una squadra".

STILE DI GIOCO - "Si gioca la palla. Il difensore deve difendere ma anche iniziare l’azione. Il concetto non è recuperare palla e buttarla via, ma recuperarla e renderla giocabile per il compagno. La preparo affinché il compagno possa ricevere il massimo da quel pallone. E si innesca il meccanismo del possesso palla, passaggini, si tocca la palla spesso e si trova piacere nelle qualità che abbiamo. Il rischio è che in questa continuità di possesso e nell’andare nella metà campo avversaria si venga attratti dal metro in più e si perda equilibrio. E' quello che è successo al Bayern Monaco contro l'Atletico Madrid, che con Griezmann ha messo una palla tra i centrali e ha segnato. Bisogna gestire, essere vogliosi di fare, inventare, ma allo stesso tempo pronti e preparati quando perdi palla a non avere distanze e corridoi per gli avversari. Se vai nella metà campo avversaria rischi di più perché alzi la linea difensiva. E può bastare anche solo una palla messa lì per metterti in difficoltà”.

DIFFICOLTA' LASCIARE TOTTI, DZEKO E STROOTMAN IN PANCHINA - "Noi abbiamo, nel limite del possibile, provato qualcosa in questa metà di campionato e queste hanno dato esito negativo e positivo. La riposta è visibile a tutti. Durante il terzo tempo, il periodo che noi stiamo a Trigoria tutti insieme ed è un tempo importante, succede che si fanno gli allenamenti dove si sviluppano le scelte. Queste devono essere coerenti a ciò che prepariamo. Le formazioni si scelgono lì e devono partire da un esito positivo e se questa è una strada buona per la squadra bisogna adeguarsi, perché bisogna essere bravi a inserire a quella strada lì ed essere bravi a percorrerla al meglio".

PIENONE OLIMPICO COL CHIEVO - "Ci saranno più di 55mila spettatori? Questo fa sempre grande piacere. Il calcio è fatto affinché ci sia la partecipazione del pubblico. Abbiamo parlato sempre progetto, di stadio pieno, non di divisioni. Si deve stare tutti insieme, e se s'impara si sta più comodi. Son convinto che i giocatori restituiranno la goduria di avere il nostro pubblico a sostegno".

NAPOLI - "Dobbiamo pensare a far bene il nostro lavoro. Lo possiamo far bene chiunque ci sia. Quelli che sono rimasti fuori sono entrati dentro e hanno ribaltato la partita. Il gol l'ha fatto El Shaarawy su una ottima palla di Dzeko, Totti ha fatto gol, ha preso punizioni, ha lottato. Il gioco così si fa simpatico. Ma loro sono contenti se non mi vedono e se possono non mi invitano, come è successo ieri al compleanno di Radja (ride, ndr)".

D.G.




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