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Calciomercato > Udinese > Udinese, Di Natale: "Insigne il mio erede, Alexis Sánchez il più forte con cui ho giocato"

Udinese, Di Natale: "Insigne il mio erede, Alexis Sánchez il più forte con cui ho giocato"

L'attaccante friulano si è raccontato a 360°, tra passato, presente e futuro


Di Natale (Getty Images)

09/03/2016 16:33

UDINESE DI NATALE INTERVISTA UNDICI / UDINE - L'esordio in Serie A è arrivato tardi per lui, a 25 anni, ma una volta conquistata Antonio Di Natale non l'ha più mollata: "Adesso però è cambiata la situazione. Ci sono ragazzi che meritano di giocare. A 38 anni come ho io fa sempre piacere giocare, correre, ma è giusto dare spazio ai ragazzi che si mettono in mostra. A Udine ce ne sono tanti di bravi: Duván Zapata, Aguirre, o Perica che sta facendo benissimo. Io in undici anni ne ho visti tanti passare, tanti hanno fatto una grande carriera", ha dichiarato il capitano dell'Udinese nella lunga intervista concessa alla rivista 'Undici'. Di seguito il resto delle sue dichiarazioni:

MANCATO TRASFERIMENTO JUVENTUS - "Non ci penso un attimo a risponderti. Ho fatto una scelta che qualcuno ha definito matta, ma alla fine ho fatto un mio percorso. Se sono arrivato a 208 gol con questa maglia ho fatto la scelta giusta. Lo scorso anno mi cercavano dalla MLS tre squadre, una di New York. Ci sono andato in vacanza, ma non fa per me, tutti hanno troppa fretta".

IL COMPAGNO PIU' FORTE - "Ho avuto tanti grandi calciatori che hanno giocato con me. Quagliarella, Iaquinta, ma quello che è stato il migliore è stato sicuramente Alexis Sánchez. Il più completo di tutti, grazie a una velocità impressionante. Il più forte di tutti. Anche di me? Sì. E lo sta dimostrando all’Arsenal e l’ha dimostrato al Barcellona". 

NUOVO DI NATALE - "Lorenzo Insigne è quello che si avvicina di più a me. Grandissimo giocatore. Ci sentiamo spesso. Quando è venuto a Udine a giocare con il Napoli è entrato nello spogliatoio a cercarmi. E  gliel’ho detto: “Per diventare un campione completo devi incominciare a fare gol, non puoi solo farli fare, ma devi farli tu”. E adesso sta iniziando a segnare con continuità". 

GOL PIU' BELLI - "Sono due, entrambi segnati al Friuli: quello con il Chievo e quello con la Reggina. Un gol difficilissimo, una palla difficile, mi arriva il pallone, lo stoppo, e poi il colpo sotto. Il più importante invece quello contro la Spagna agli Europei 2012 a Danzica. Pensa che prima di arrivare allo stadio mi avvicino a Gigi (Buffon) e glielo dico. 'Se Prandelli mi fa giocare anche due minuti faccio gol'. Me lo sentivo. E così è stata la rivincita su Iker Casillas, contro cui avevo sbagliato il rigore nel 2008". 

SOGNO IN PANCHINA - "L'allenatore che avrei voluto? Nel 2010 volevo affrontare e conoscere Maradona, ma quel Mondiale non andò bene a nessuno dei due. Quando smetterò mi piacerebbe andare a vedere un allenamento di Mourinho".

MOMENTO SERIE A - "Negli ultimi anni la qualità si è abbassata. Quest’anno però è più bello. Ci sono diverse squadre che lottano per lo scudetto, e in zona salvezza, il Verona a parte che è più in difficoltà, le altre se la giocano".

MAGLIA NUMERO 10 - "Non voglio che la 10 dell’Udinese venga tolta dalla società. È bello che qualcuno la possa indossare. Il presidente Pozzo è convinto di farmi continuare come allenatore, vediamo a fine anno cosa succederà parlando anche con Colantuono, vedremo se ci sarà la possibilità di iniziare a stare vicino al mister".

D.G.




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