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Calciomercato > Lazio > Lazio, Parolo: "Crisi? Se ne esce solo col gioco di squadra", Djordjevic: "Il derby..."

Lazio, Parolo: "Crisi? Se ne esce solo col gioco di squadra", Djordjevic: "Il derby..."

I due biancocelesti hanno fatto visita ad un istituto scolastico della Capitale


Parolo e Rosi (Getty Images)

23/02/2016 11:39

LAZIO PAROLO DJORDJEVIC VISITA SCUOLE / ROMA - Prosegue l'appuntamento della 'Lazio nelle scuole', un tour che porta il club biancoceleste a visitare diversi istituti della Capitale. Oggi è stato il turno dell'Istituto Antonio De Curtis dove erano presenti il centrocampista Marco Parolo e la punta Filip Djordjevic. Queste le loro parole riportate da 'lazionews.eu': 

PAROLO - "L’appartenenza alla maglia la percepisci fin da subito, dalla passione che c’è nella gente. Nelle amichevoli pre campionato possono esserci 4-5 mila persone, ma poi il numero aumenta. Ho visto la festa ”Di Padre in Figli0″, c’erano 60 mila persone. Anche in trasferta la gente ci segue e ha voglia di tifare per la Lazio.

L'alimentazione? E’ importante soprattutto più in la con gli anni. Quando sei giovane ti puoi permettere qualche dolce perchè hai un metabolismo diverso. Quando si è vecchi, però, non si può esagerare, altrimenti ci sono le multe da pagare (ride, ndr).

Il mio idolo? Quando ero bambino il mio idolo era Gerrard, ho avuto anche la fortuna di giocarci contro, è stata un’emozione incredibile. E’ importante avere degli idoli e prendere le cose positive. Il gioco di squadra è importantissimo e porta a rendere meglio. E’ come quando sei a scuola e fai un gioco in palestra, se tu aiuti un tuo compagno e lui aiuta te, avete più possibilità di battere gli altri. Anche noi abbiamo problemi ultimamente col gioco di squadra? Si può solo cercare di parlare, risolvendo i problemi con il confronto. Solo così si può capire come crescere, anche con il tuo nemico hai per forza qualcosa in comune.

Il razzismo è una cosa bruttissima, quando succede allo stadio facciamo tutti una figura bruttissima. Il calcio è qualcosa che unisce, uno sport che pratichi in qualsiasi parte nel mondo. Anche nella vita non ci deve essere, ormai siamo una società multietnica e dobbiamo apprezzarci tutti quanti. Perché bisogna ritirarsi a 40 anni? A volte anche prima, perché poi si fa più fatica a stare dietro ai più giovani. Uno cerca di giocare il più possibile, ma ad un certo punto il tuo fisico ti dice basta".

DJORDJEVIC - "La sensazione più bella del calcio è quando fai un gol. L’ho fatto tanti anni fa ed è stato una cosa incredibile. Mi piace la NBA, ma la passione per il calcio c’è da sempre, da quando ero piccolo che giocavo sempre ai giochi di calcio, tipo Football Manager. Conoscevo tutti i giocatori, sia quelli più famosi che quelli meno importanti. Come è vivere il derby da straniero? E’ vero che sono straniero, ma lo sento come tutti gli altri. Sappiamo che questo è uno dei tre più importanti derby del mondo ed è la gara più importante della stagione, siamo tutti concentrati. E’ veramente bello giocarla".

D.G.




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