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Calciomercato > Roma > Roma, Totti: "Se avessi lasciato l’Italia, mi sarei visto in Spagna"

Roma, Totti: "Se avessi lasciato l’Italia, mi sarei visto in Spagna"

Il capitano giallorosso si è rivelato in una lunga intervista


Francesco Totti ©Getty Images
Andrea Della Sala (Twitter: @dellas8427)

08/12/2015 12:42

SERIE A ROMA TOTTI / ROMA -  Le news Roma vedono Rudi Garcia alle prese con alcuni giocatori out per infortuni, tra questi c'è anche il capitano dei gaillorossi Francesco Totti che ha concesso un'intervista al sito ufficiale del club. 

RUOLO - "Ho iniziato come trequartista ai miesi esordi, poi con Capello ho cominciato a essere schierato come prima punta con Cassano e Batistuta e mi sono trovato subito a mio agio. Con Spalletti poi ho definitivamente cambiato ruolo, non avrei mai immaginato di poter fare l'attaccante, ma se potessi tornare indietro probabilmente sceglierei di fare la prima punta fin da subito". 

CUCCHIAIO - "Per me è un colpo normale, è come se calciassi di piatto; la cosa importante è che la palla vada in rete. E' un gesto tecnico diverso, più bello da vedere, ma è una cosa istintiva che faccio anche in mezzo al campo, ma non lo faccio per innervosire l'avversario. Farlo su rigore è una cosa, ma eseguire il cucchiaio dalla distanza è complicato: devi dosare la forza, cercare di capire se il portiere esce dai pali, serve molta intuizione. Mi ricordo la prima volta contro il Parma e Buffon, mentre correvo ci stavo già pensando e poi mi è andata bene, lo feci col sinistro". 

AVVERSARI - "Ho incontrato tanti difensori validi, molti mastini che mi hanno riempito di botte per tutta la partita. Sarebbe scontato dire Vanigli il più tosto, perché dopo un suo intervento mi sono infortunato duramente. Si attaccò a me per tutta la prima parte della partita. Le migliori partite? Roma-Juve 4-0, quella volta con Cassano azzeccammo ogni passaggio, ma anche Roma-Empoli dove feci due gol, uno di testa e uno in pallonetto. Tra i campi più ostici dove ho giocato c'è sicuramente quello della Reggina, dove il terreno era spesso impraticabile. Anche Brescia e Bergamo sono due stadi molto caldi soprattutto per noi romani e Livorno, dove ti massacrano per tutta la partita". 

ESTERO - Totti ha dedicato la sua carriera alla Roma, nonostante non mancassero le offerte sul calciomercato: "Credo che se avessi lasciato l'Italia, mi sarei visto in Spagna. Non solo per il corteggiamento del Real Madrid, ma anche perché il mio stile di gioco è simile a quello spagnolo: più tecnico che fisico, c'è più divertimento e lo dimostrano anche i tifosi: se fai un bel gesto tecnico vieni applaudito. Uscire tra gli applausi del 'Bernabeu' fu una sensazione fantastica". 

ALLENAMENTO - "Credo che l'allenamento sia fondamentale per tenersi in forma e incida al 50% insieme al talento. Bisogna essere bravi a sapersi dosare, sia di testa che col corpo. Io sono molto istintivo, non penso troppo, lavoro molto sull'intesa. Sapendo come gioco io, il compagno si muove di conseguenza. Perrotta in questo era un maestro, ci trovavamo a meraviglia". 

 




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