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Calciomercato > Italia > Belgio-Italia, Buffon: "Banco di prova difficile. C'è unità di intenti grazie a Conte"

Belgio-Italia, Buffon: "Banco di prova difficile. C'è unità di intenti grazie a Conte"

Il capitano della Nazionale ha parlato a 24 ore dall'amichevole


Gianluigi Buffon © Getty Images
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

12/11/2015 19:30

CALCIO AMICHEVOLE BELGIO ITALIA BUFFON / BRUXELES (Belgio) - Gianluigi Buffon è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida amichevole di domani sera tra il Belgio e l'Italia, Nazionale di cui è capitano. Queste le parole dell'estremo difensore azzurro che parte parlando della commemorazione della tragedia dell'Heysel: "Penso ci sia poco da aggiungere, si può solo cercare di migliorarci oltremodo e sdoganare un concetto della derisione delle vittime da parte di tutte le tifoserie. Bisogna educare questi ragazzi in modo che capiscano ciò che è successo e la gravità della cosa che viene fatta per ignoranza e non per cattiveria".

PARTITA - "Noi abbiamo una grande storia e stiamo costruendo qualcosa di importante anche per il presente. Il Belgio è una squadra che stimiamo molto ricca di talenti quasi tutti giovani che giocano insieme da tantissimi anni per il programma stilato anni fa e sicuramente ha le potenzialità per essere una candidata alla vittoria dell'Europeo o del Mondiale 2018. Per quanto riguarda la partita di domani giocando in casa farà il possibile per renderci la vita difficile ma anche per noi è importante e ci teniamo e vogliamo ben figurare in virtù del fatto che lo riteniamo un banco di prova importante".

GRUPPO COESO - "Non so se siamo più coesi o meno, non riesco a percepirlo. Ma quando dico che c'è un'unità di intenti comune e serietà nel lavoro per perfezionare l'automatismo questo fa si che si crei una sintonia migliore ed è imprescindibile la linea dell'allenatore, ci possono essere tanti bravi ragazzi che se non sanno dove andare probabilmente si perdono e disperdono energie nel tragitto. Se c'è qualcuno che dice dove andare è chiaro che è molto più semplice".

PORTIERI BELGI - "Ricordo Pfaff e Preud'homme e ovviamente Courtois che è contemporaneo. Il primo era sicuramente estroso e riusciva ad abbinare alla sana follia ottime abilità in uscita e in reattività: plastico ed elastico. Preud'homme più serioso e lineare nell'interpretare il ruolo, eccelleva nelle uscite alte ed era molto capace ed è stato uno dei primi insieme a Marchegiani ad osare dove gli altri non osavano. Di Courtois c'è poco da dire: ciò che ha fatto in questi 2-3 anni in cui è arrivato nel palcoscenico principale del calcio e quello che stava facendo prima dell'infortunio danno il senso e l'idea di un portiere che non cadrà nel dimenticatoio".

EUROPEO IN VISTA - "Sarà affascinante, popoli e colori che si mischiano come mi capitò nel 1998 quando ho esordito con l'Italia al Mondiale in Francia e ora ci torno. Lì non fui protagonista perché ero il secondo ma non giocai mai ma ho un ricordo bellissimo della partecipazione francese. Sono convinto che sarà un Europeo da ricordare per sentimenti e mi auguro per i risultati".

JUVENTUS - "Penso che c'è da rimanere con i piedi per terra e la nostra classifica dopo svariate giornate dice che siamo settimi per cui non è un caso e proprio perché non credo al caso dobbiamo pensare di domenica in domenica per migliorare le prestazioni di squadre e la classifica, da settimi a sesti a quinti e poi si vedrà".




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