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Calciomercato > Milan > Milan, Mihajlovic: "Con due colpi siamo più che da Champions League"

Milan, Mihajlovic: "Con due colpi siamo più che da Champions League"

Il tecnico: "Non mi arrabbierò mai per un gol sbagliato, ma mi arrabbierò tantissimo se non faranno ciò che è concordato"


Sinisa Mihajlovic (Getty Images)
Marco Di Federico

01/08/2015 10:20

MILAN MIHAJLOVIC TERZO POSTO / SHANGHAI (Cina) - La gara contro il Real Madrid, seppure persa, ha acceso l'entusiasmo dei tifosi. Le ultime news Milan sono infatti molto incoraggianti, con la squadra che sembra lontana parente di quella di Inzaghi. Merito degli innesti sul calciomercato ma soprattutto del lavoro di Sinisa Mihajlovic.

"Il primo bilancio è positivo perché stiamo lavorando bene. Siamo ripartiti da zero cambiando giocatori, modulo, sistema di lavoro. Stiamo mettendo i tasselli giusti al posto giusto sia per quanto riguarda i concetti di gioco sia per quanto riguarda i comportamenti. Non ho paura di prendere rischi e affrontare certe sfide: io vivo per affrontarle e per vincerle. - le parole del serbo alla 'Gazzetta dello Sport' - L'obiettivo da non fallire è arrivare tra i primi tre. Ma, con la squadra che abbiamo, se riusciamo a prendere ancora qualcuno possiamo fare il salto di qualità. Quanti? Uno o due giocatori al massimo. Niente nomi... I giocatori devono capire che si può essere determinanti anche in dieci minuti. E naturalmente si devono allenare bene, altrimenti non giocano di sicuro. Finora non posso lamentarmi di nulla. E se vogliono parlarmi, la mia porta sarà sempre aperta per loro. Io non ho problemi, ma non guardo in faccia a nessuno".
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TATTICA - "In ogni situazione i giocatori devono sapere che cosa fare. Non mi arrabbierò mai per un gol sbagliato, ma mi arrabbierò tantissimo se non faranno ciò che è concordato. Quando scendono in campo, all'80% sanno già che cosa fare, il restante 20% è adattamento all'avversario. Nei momenti di difficoltà non bisogna perdere la testa, ma seguire i propri principi di gioco. Quindi dobbiamo essere organizzati e sapere quello che vogliamo".

COMPORTAMENTO - "Chi è al Milan deve dare il massimo e uscire dal campo a testa alta: è un obbligo. Ed è facile dirlo, molto meno farlo. Quando giocavo, la mia Nazionale era piena di talento ma non vincemmo nulla perché ognuno faceva quello che voleva. Io sono qui per questo: il talento non batterà mai le regole. I giusti comportamenti ti portano alla vittoria, quelli sbagliati ti portano alla sconfitta. E attenzione: questo vale prima di tutto per me. Se io pretendo rispetto e lealtà, devo essere io a darli per primo".




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