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Calciomercato > Notizie > Cosenza piange Gigi Marulla, il simbolo della storia rossoblu

Cosenza piange Gigi Marulla, il simbolo della storia rossoblu

L'ex capitano e bandiera dei Lupi è scomparso ieri all'età di 52 anni


Il gol di Marulla nello spareggio del 1991 (Youtube)
Alessio Lento (@lentuzzo)

20/07/2015 14:20

COSENZA GIGI MARULLA MORTE RICORDO STADIO / COSENZA - Nel mondo del calcio ci sono personaggi (variopinti, discutibili, da prendere ad esempio oppure no e via discorrendo) e persone, uomini veri. Di questi ultimi faceva parte, certamente e senza ombra di dubbio, Luigi Marulla, per tutti Gigi. Bomber di tutti i tempi del Cosenza, undici anni con la casacca rossoblu (intervallati dalle stagioni con Genoa e Avellino), capitano e simbolo della città dei Bruzi e dell'intera provincia.

Se n'è andato ieri pomeriggio, a soli 52 anni, colpito da un infarto nella sua residenza estiva di Cavinia, sul tirreno cosentino, in un'assolata domenica d'estate. Una notizia alla quale abbiamo fatto fatica a credere. Alla quale, forse, non crediamo ancora. Ma resterà per sempre impresso nella memoria e nei ricordi, fatti di lacrime di gioia e di disperazione per i risultati sportivi che si sono susseguiti nella sua lunga militanza con il Cosenza.

Capitano coraggioso, ha incarnato lo spirito battagliero del Cosenza tra la vecchia serie C e la serie B, diventando un'icona del calcio nostrano attraverso i gol, ovviamente, ma anche e soprattutto attraverso il suo modo di intendere lo sport. Valori che si vanno perdendo e che Gigi ha cercato, e ci è riuscito, a trasmettere ai suoi ragazzi. Sì, perché, dopo la conclusione della sua carriera da calciatore, ha dato vita ad un progetto per la crescita del calcio giovanile cosentino attraverso il centro sportivo 'Marca'. Ha messo al servizio la sua esperienza, il suo stile, la sua umiltà trasmettendo tutto il suo essere Marulla in campo e fuori. 

Per me, rossoblu fino al midollo, Gigi Marulla non era un calciatore, era una divinità. In particolare dopo il gol siglato il 26 giugno 1991 allo stadio 'Adriatico' di Pescara alla Salernitana nello spareggio salvezza che consentì al club calabrese di conquistare la permanenza in serie B. Il primo autografo, che conservo ancora gelosamente, di un calciatore che riuscii ad avere fu proprio quello del 'tamburino di Stilo'. Non avevo il piacere di essere un suo amico, ma lo scorso aprile ebbi modo di incontrarlo e di stringergli la mano durante un match tra i suoi ragazzi e un'altra squadra giovanile della provincia. Con la solita semplicità si fermò a chiacchiere con chi lo considera, e così sarà per sempre, un vero eroe moderno. Simbolo di un calcio che non esiste più. Ma soprattutto simbolo di una squadra e dei suoi tifosi.

In queste ore ho avuto la conferma di quanto Marulla fosse importante per Cosenza, la provincia, la Calabria e tutto il movimento calcistico nazionale che si è stretto attorno alla sua famiglia. La città è sotto shock, piombata di nuovo nel dramma: Denis, Massimiliano e adesso Gigi. E' già stava avanzata, attraverso i social network, la proposta di intitolare lo stadio 'San Vito' proprio all'ultima bandiera rossoblu. Dove, ne sono certo, continuerà a riecheggiare il coro per 'IL CAPITANO': "Son contento solo se vedo segnare Marulla. E Marulla segna ancora e la curva s'innamora". 

Ciao Gigi.

 

"Per me non si è mai trattato di una partita di calcio, quando scendevo in campo per me era una missione: difendere la città e i suoi colori. La Cosenza di quegli anni era spettacolare: il calore della gente, lo stadio pieno. Era bellissimo, ti facevano sentire davvero un calciatore. Con i tifosi ho sempre avuto un buon rapporto basato sulla correttezza e sul rispetto anche nei momenti peggiori. E' questo che mi ha fatto rimanere a Cosenza rifiutando anche la serie A. Il ricordo più bello? Lo spareggio con la Salernitana per la permanenza in serie B quando prima di partire quattro vecchietti vennero a salutarmi mentre salivo sull'autobus dicendomi 'la Calabria è una terra amara, Cosenza è una città amara, non farci perdere questa categoria'". (Gigi Marulla)




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