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Calciomercato > Scienza e tecnologia > Tecnologia, i giovani non rinunciano ai messaggi: in chat anche durante sesso e funerali

Tecnologia, i giovani non rinunciano ai messaggi: in chat anche durante sesso e funerali

Lo studio è stato condotto su 152 studenti universitari dalla Pennsylvania State University di Middletown


Sempre connessi (Getty Images)

17/04/2015 12:08

TECNOLOGIA DIPENDENZA GIOVANI CHAT SMARTPHONE / ROMA - Toglietemi tutto tranne il mio smartphone. Ormai il dispositivo tecnologico è diventato un oggetto al quale la maggioranza della popolazione non riesce proprio a rinunciare, anche nei momenti meno opportuni. I ricercatori della Pennsylvania State University di Middletown (Usa) hanno voluto studiare come gli studenti universitari americani utilizzano lo smartphone, poi i risultati sono stati pubblicati dalla rivista "Social Science Journal".

I RISULTATI - La maggior parte dei ragazzi sottoposti al test non riesce a rinunciare allo smartphone anche in situazioni particolari considerate estreme come ad esempio in chiesa, o mentre si fa una doccia o anche mentre si fa sesso. La ricerca è stata condotta sulle abitudini di 152 studenti universitari, di età media poco sotto i 20 anni, ai quali è stato chiesto di rispondere a un questionario di 70 domande volto ad accertare il loro utilizzo degli sms (short message service), gli veniva anche chiesto se avessero mai mandato o letto messaggi in 33 situazione definite "sbagliate". Dalle risposte è emerso che oltre un terzo aveva ricevuto o mandato più di 100 messaggi al giorno ed aveva ancora dichiarato di controllare il telefono 16 volte all’ora. Il 90% ha affermato di aver inviato a ricevuto messaggi mentre mangiava, l’80% mentre era in bagno, il 70% al cinema e il 75% al lavoro o durante una lezione. Tra i vari dati, alcuni fanno riflettere: ovvero che il 7% dei giovani ammette di aver avuto questi comportamenti durante il sesso, il 20% durante una funzione religiosa ed il 10% durante un funerale. "Le persone mandano messaggi in queste situazioni anche se sanno che non è la cosa giusta da fare – ha spiegato Marissa Harrison, docente che ha guidato l’esperimento, - ad esempio la maggior parte degli intervistati afferma che è sbagliato mandare messaggi mentre si parla con qualcuno, ma poi lo fa lo stesso".

Secondo la professoressa Marissa Harrison, inoltre, l’incapacità di resistere alla tentazione di rispondere agli sms si fonderebbe sui principi della selezione naturale: i suoni e le luci lampeggianti provenienti dai telefonini potrebbero indicare la presenza di nuove opportunità o minacce, che indurrebbero le persone a prestare meno attenzione al contesto in cui si trovano e a prendere in considerazione ogni possibile eventualità. "Siamo tutti programmati per notare i movimenti e i cambiamenti, pertanto i ronzii e i suoni degli sms potrebbero determinare la necessità di capire cosa stia accadendo, proprio come in passato certi rumori segnalavano la presenza dei predatori” ha spiegato la docente.

 S.C.
 




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