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Calciomercato, da Mihajlovic a Rudi Garcia: il punto sui possibili cambi in panchina

Di qui a pochi mesi potremmo assistere a molte rivoluzioni alla guida dei club di Serie A


Sinisa Mihajlovic (Getty Images)
Matteo Torre (@torrelocchetta)

24/02/2015 17:50

CALCIOMERCATO SERIE A CAMBI ALLENATORI GARCIA / ROMA - Siamo alle porte di marzo, il girone di ritorno è cominciato da un pezzo e c'è già chi tira le prime somme. Come sempre in questo periodo dell'anno, al centro dell'attenzione tra le news Serie A balza il futuro delle varie panchine: tra chi rischia l'esonero e chi di salutare la propria squadra al termine della stagione, ecco una panoramica di Calciomercato.it su rischi e certezze per gli allenatori del nostro campionato.

 

Atalanta, Chievo e Cesena: le ultime su Stefano Colantuono, Maran e Sarri

Non è un caso se Colantuono sia il tecnico più longevo in Serie A. Ha alle spalle una società invidiabile, che garantisce fiducia a lungo termine e un progetto basato sui giovani degno di tal nome. Solo un cataclisma come la retrocessione potrebbe mettere in dubbio l'idillio tra l'allenatore romano e la 'Dea'. Ma non è così per tutti? Sta dando la sua impronta ai sardi, in una piazza dove è considerato giusto uno scalino al di sotto delle divinità. Certo, i rossoblù stanno rischiando di scendere di categoria, ma continuando a macinare gioco ci sono buone probabilità che a fine stagione club e allenatore possano tirare un sospiro di sollievo. Fino ad allora ogni discorso sul futuro resterà in ghiaccio. Sta dando battaglia e guadagnando rispetto presso tutte le avversarie. Il Cesena di Di Carlo è una squadra mai doma, capace di rimettere in discussione una retrocessione che sembrava certa fino a qualche settimana fa. La strada sarà lunga ma un pareggio come quello con la Juventus non può non instillare fiducia nell'operato del tecnico. Forse è l'uomo che, più di tutti, avrebbe possibilità di essere confermato anche in caso di Serie B.Ha mischiato le carte rispetto al suo predecessore e ad oggi sta riuscendo a tenere i clivensi a galla, poco al di sopra della zona B. Tutto passerà dalla corsa salvezza. Premio, la conferma. Pena, l'esonero. Tutta Italia si stropiccia gli occhi di fronte al piccolo miracolo che quest'uomo sta compiendo. Una squadra confermata pressoché in blocco rispetto all'anno scorso, capace di sciorinare un calcio piacevolissimo e di assestarsi, ad oggi, in una tranquilla posizione di metà classifica. Solo un grande club potrebbe porre fine all'incanto.

 

Da Genoa a Torino: il punto su Gasperini, Mancini ed Allegri

Del suo futuro si parla a giorni alterni. In tre anni ha preso una Viola calcisticamente confusa e le ha dato ordine, chiarezza, spuma di gran calcio. Il primo anno è stato una meraviglia, con una Champions sfumata; lo scorso è arrivato in finale di Coppa Italia. I numeri certificano la definitiva esplosione del Montella allenatore – ma che sia anche giunto il momento di salutare per una big italiana, se non europea? Ad oggi è probabile. E non dimenticate che Ferrero è un suo grande estimatore...Gasperini è fatto il Genoa come il Genoa è fatto per Gasperini. Il Grifone si gode un campionato alle soglie dell'Europa League e non ha alcuna ragione per privarsi del suo Gasperson. La fiducia di club e piazza in quest'uomo va oltre. Oltre un avvio stentato, oltre un'annata difficile. Mancini è l'uomo dell'Inter, capace col proprio nome di attrarre grandi calciatori nel calciomercato per tornare a palcoscenici di prima grandezza. Impossibile pensare a un addio, in questo momento. Ma se non dovesse centrare neppure l'Europa League? Con un avvio difficile come il suo, il prosieguo non poteva che essere in discesa. Ha fallito l'occasione di sollevare la Supercoppa, primo titolo in bianconero, ma è stato capace di superare l'onda d'urto dell'eredità di Antonio Conte. Ha conquistato una piazza dal palato fino e retto le pressioni di uno dei club più grandi al mondo – e tutto questo dopo la burrascosa separazione dal Milan. Granitico e saldo sulla sua panchina.

 

Da Pioli a Garcia: le ultime sulle panchine di Lazio, Milan e Roma

Un'altra avventura iniziata con qualche naso storto, la sua. Pioli ha fatto parlare il lavoro e, a suon di grandi prestazioni e scommesse vinte (su cui troneggia il capolavoro Felipe Anderson), sta facendo lottare la sua Lazio per la Champions League, autentica ossessione di una piazza che l'ha solo sfiorata a ripetizione negli ultimi anni. Ma dovrà andare almeno in Europa League per certificare la permanenza la prossima stagione. Il caos regna sovrano in una società forse troppo romantica. Prima Seedorf, quindi Inzaghi: l'operazione 'nuovo Guardiola' non sta sortendo gli effetti sperati. Le spese per allestire questa rosa, quantomeno dal punto di vista degli ingaggi, sono di prim'ordine. Un altro anno senza Europa significherebbe un disastro calcistico. Ma la sensazione, oggi, è che Inzaghi sia a una vittoria dalla conferma quanto a una sconfitta dall'esonero. Un enorme punto interrogativo.

Cosa farà Don Rafé? Il popolo napoletano si interroga sul futuro del suo importante allenatore. De Laurentiis vorrebbe rinnovare il matrimonio, Benitez dal canto suo si dimostra fedele ma non disdegna qualche occhiata attorno. Tornare in Champions League certificherebbe un fondamentale risultato sportivo, così come rivincere la Coppa Italia. Gli obiettivi saranno importanti, ma ancor più la volontà di Benitez stesso. Che potrebbe cedere alle malie di Liverpool, Madrid, Parigi... Al netto dell'esuberanza di Zamparini, il suo Palermo è tra le migliori sorprese del campionato, indiscutibilmente. Certo, bisognerà capire cosa ne sarà il prossimo anno, quando mancherà Dybala e probabilmente anche Vazquez. I rosanero sono abituati a ripartire di stagione in stagione perdendo i loro campioni e Iachini, dopo aver fatto così bene in due anni in Sicilia, potrebbe essere corteggiato e stimolato da nuove avventure. Purtroppo parlare della panchina del Parma è argomento di minimo interesse. Ci auguriamo soltanto di vedere ancora a lungo questo club nel mondo del calcio. E Donadoni avrebbe i gradi per sedersi su molte altre panchine importanti. L'idillio è spezzato. Una delle squadre migliori d'Europa fino a qualche mese fa, la Roma si è smarrita assieme al suo tecnico. Il ronzio attorno alla panchina del francese si è fatto rumoroso e, se dovessero andar male i prossimi incontri, l'addio potrebbe essere alle porte. In ogni caso, per come sono messe le cose in questo momento, appare difficile una terza stagione di Garcia in giallorosso. Ma chissà che Sabatini non abbia qualche asso nella manica da giocarsi nel calciomercato...

 

Ferrero ha dichiarato amore eterno per il suo allenatore, mettendo le mani avanti e garantendogli piena libertà in caso volesse andare in un'altra piazza. Mihajlovic è tra le più piacevoli conferme che il nostro calcio abbia da offrire e, come Benitez, la prossima estate avrà tempo e modo di scegliere la propria strada per il futuro. Che sia a Genova o meno. Uno dei matrimoni più saldi del nostro calcio. Di Francesco sta al Sassuolo come il 4-3-3 sta a Di Francesco. Un tutt'uno tra tecnico e società che ha portato a fiorire nella massima serie un piccolo capolavoro di provincia firmato Squinzi. Ma il valzer delle panchine, con Fiorentina e Sampdoria in prima linea per cambiare corso la prossima estate, potrebbe toccare anche il buon Eusebio. Ogni risultato di questo Torino nella storia recente è merito di Ventura. Ha fatto giocare ai granata un calcio spumeggiante sia con che senza Immobile e Cerci, dimostrando l'importanza del gruppo sopra ogni singolo. E' un decano e un padre, un saggio e uno stratega. Sarebbe un gran dispiacere per il calcio italiano vedere la fine di questa storia.

Non era facile sostituire Guidolin, ma lui ci sta riuscendo. E' sempre importante sottolinearlo: l'Udinese vuole salvarsi e scovare talenti, gli anni in Europa sono stati dei piacevolissimi extra. Sta massimizzando le potenzialità dell'organico e fornendo ai Pozzo nuovi pezzi pregiatissimi per l'estate (Allan sopra tutti). Da confermare. La sua panchina è in bilico, ma la storia è dalla sua parte. Mandorlini a Verona ha trascinato una delle piazze più importanti d'Italia, prendendola per mano in Lega Pro e facendone una bella realtà in Serie A alla prima stagione. Ora sta incontrando qualche difficoltà, ma togliere all'Hellas una figura come Mandorlini rischierebbe di scombussolare fin troppo l'ambiente. Se la salvezza verrà centrata, ci sentiamo di poterlo vedere ancora scaligero nel 2015-16. Altrimenti sarà un doloroso arrivederci.




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