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Calciomercato > Italia > Italia, Malagò: "Mondiale, che delusione! Conte? Mettiamo da parte i personalismi"

Italia, Malagò: "Mondiale, che delusione! Conte? Mettiamo da parte i personalismi"

Il presidente del Coni racconta un anno di sport in una lunga intervista


Giovanni Malagò (Calciomercato.it)

22/12/2014 23:23

ITALIA MALAGO' MONDIALE CONTE MORTE ESPOSITO / ROMA - Intervenuto ai microfoni di 'Rai Sport', il presidente del Coni Giovanni Malagò ha ripercorso il 2014 sportivo soffermandosi in modo particolare sul calcio e la Nazionale: "Temo che il Mondiale sia la delusione più grande di quest'anno di sport. E' la forza del calcio, quando si vince si sconquassa l'intero Paese, quando perde la delusione è estremamente accentuata. Soprattutto perché c'è stato non solo un risultato non buono, ma tutta una serie di cose che l'hanno accompagnato - spiega Malagò - Molte cose non sono andate nel verso giusto, non solo sul campo. Conte? Non lo conosco a fondo, ma credo di capire come ragiona. E' un perfezionista, un maniaco del lavoro. Pretende e dà il massimo. Si sapeva benissimo scegliendolo quali erano le premesse di questo rapporto. Poi si può essere d'accordo o no che quando sei dall'altra parte della scrivania ha le sue esigenze. Mi auguro che quelle cose che ho letto sulle dimissioni non accadano. Serve non fare il gioco delle parti e non servono personalismi. Deve vincere l'interesse comune. Lo dico a tutti i presidenti federali: facciamo tutti un passo indietro, poi ne faremo due in avanti, vedremo".

La chiosa, poi, è sul problema della violenza negli stadi: "La morte di Ciro Esposito? Persevarare sarebe diabolico. Spero che questa lezione così dura sia entrata anche nella testa dei più facinorosi. Il rilancio del Paese passa da tantissime cose, ma questo rappresenterebbe un riscatto della cultura sportiva che noi non abbiamo. Abbiamo molta meno cultura sportiva rispetto ai risultati che otteniamo in questo campo. Oggi noi abbiamo fatto capire che la cultura sportiva è la cultura di tutti, è cultura civile. Per prima cosa bisogna dimostrarlo nel calcio e negli stadi".




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