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Calciomercato > Scienza e tecnologia > Tecnologia, novità Google: nonoparticelle 'mediche' e l’app dedicata al fitness

Tecnologia, novità Google: nonoparticelle 'mediche' e l’app dedicata al fitness

‘Fit’ è arrivata nel negozio di applicazioni per smartphone e tablet Android


Fitness (Getty Images)

30/10/2014 19:44

TECNOLOGIA GOOGLE NONOPARTICELLE TUMORE E ‘FIT’ / ROMA - Google non si pone limiti e annuncia due grandi novità, una debutta nel mercato del fitness, l’altra riguarda il progetto di realizzare particelle magnetiche in grado di ispezionare il corpo umano in cerca di cancro e altre malattie.

FIT - Dopo Apple e Samsung (che hanno rispettivamente ‘Salute’ e ‘ S-Health’), anche Big G lancia una sua applicazione dedicata all’attività fisica. ‘Fit’, questo il nome scelto per l’app, era stata annunciata nel giugno scorso, ed ora è sbarcata negli app store per smartphone e tablet Android. La app usa i sensori dei dispositivi mobili per tracciare il movimento degli utenti (può essere una camminata, una corsa oppure un giro in bici), poi i dati vengono inviati in modo automatico su un sito web ad hoc.

Per monitorare la propria attività fisica, basterà portare con sé lo smartphone. Google fit infatti rileva automaticamente se si è a piedi, in bicicletta, o in attività, consente di impostare e monitorare obiettivi di fitness in base ai propri livelli di attività e può essere collegata ad altre applicazioni come Strava, Withings, Runtastic, Runkeeper, e Noom Coach e con tutti i dispositivi indossabili dal sistema operativo Android Wear. Tra questi diversi smartwatch, dallo ZenWatch di Asus al Moto 360 di Motorola, dal G Watch R di Lg allo Smartwatch 3 di Sony. Fit “dialoga” con tutte le altre applicazioni dedicati al fitness e alla salute che gli sviluppatori possono creare attraverso la piattaforma HealthKit. L’obiettivo è la condivisione delle informazioni raccolte dai vari software, ad esempio l’attività fisica svolta, il battito cardiaco e l’alimentazione, in modo da fornire un quadro completo per l’utente, che a sua volta potrebbe condividerlo con il proprio medico.

NONOPARTICELLE - È una delle ultime sfide annunciate dal colosso californiano Google: il laboratorio Google X  che si occupa dei progetti più avveniristici, come le automobili senza guidatore o, rimanendo nel campo medico, le lenti a contatto per monitorare il livello di glucosio nelle lacrime dei diabetici, ha l'intenzione di creare nonoparticelle in grado di scandagliare il corpo umano e farci sapere se rischiamo di ammalarci di cancro o avere un ictus o un infarto. Queste, grandi meno di un millesimo di un globulo rosso e su cui sono al lavoro oltre cento esperti in discipline che vanno dall’astrofisica alla chimica all’ingegneria elettrica, sarebbero in grado di cercare ed attaccarsi a cellule, proteine o altre molecole all’interno del corpo umano, e sarebbero monitorate con un dispositivo indossabile dotato di un magnete per attrarle e contarle.

Intervenendo alla Digital Live Conference del Wsj, il biologo molecolare Andrew Conrad, capo del team Life Sciences del laboratorio di ricerca Google X, ha spiegato che l’obiettivo della nuova frontiera della diagnostica è fornire un sistema di allerta precoce per le malattie in modo da intervenire con un trattamento più efficace, trasformando la medicina da reattiva a proattiva. Le nanoparticelle potrebbero essere somministrate per via orale attraverso l’assunzione di pillole e si attaccano a cellule, proteine o molecole per monitorare costantemente quanto sta avvenendo nel nostro corpo. I dati e le eventuali variazioni verranno raccolte da un dispositivo magnetico indossabile, si pensi per esempio agli smartwatch attualmente in commercio. In questo modo, si augura Google, la presenza e la moltiplicazione di cellule tumorali o di placche di grasso nel sangue potranno essere individuate prima dell’insorgere delle malattie.

S.C.




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