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Calciomercato > Francia > Psg, Ibrahimovic: "Il calcio mi ha salvato. Inghilerra? Sono felice qui. E quel 'no' a Wenger..."

Psg, Ibrahimovic: "Il calcio mi ha salvato. Inghilerra? Sono felice qui. E quel 'no' a Wenger..."

Lunga intervista dell'attaccante svedese che si racconta tra passato, presente e futuro


Zlatan Ibrahimovic (Getty Images)
Lorenzo Polimanti (@oldpoli)

06/10/2014 14:15

PSG IBRAHIMOVIC MOURINHO ARSENAL FUTURO AJAX SERIE A / LONDRA (Inghilterra) - Da Rosengard, quartiere di Malmoe, al top del calcio europeo. Zlatan Ibrahimovic si racconta, in una lunga intervista rilasciata al britannico 'The Guardian', dall'infanzia in Svezia fino ai suoi progetti futuri: "Nessuno credeva che ce la potessi fare. Ora tutti quelli che parlavano male di me si stanno rimangiando le parole. Ma io già sognavo dove sarei arrivato ed ora eccomi qua. Questo è il mio più grande trofeo".

INFANZIA - "Sono la prova vivente che anche se sei diverso e hai poche possibilità di arrivare in alto, alla fine, una piccola speranza c'è sempre. Non avevo una vita stupenda, non ero una persona stupenda, non vivevo in un posto stupendo con gente stupenda. Ma credendo in voi stessi potete fare qualsiasi cosa. Dipende tutto da voi. Ero spaventato dalla droga e dall'alcol che c'erano a Rosengard. Il calcio mi ha tenuto lontano da tutto questo. Ero diverso e il calcio mi ha salvato. Mio padre usò tutto il suo stipendio per portarmi a giocare".

SVEZIA - "Il record di gol divenne importante quando io dissi che l'avrei battuto. Stessa cosa la fascia da capitano: prima di me si diceva 'ok, tu sei il capitano, poi ne arriverà un altro'. Ora sono il capitano che batte i record".

INGHILTERRA - "Mi dicevano sempre che non ero uno dei migliori perché non segnavo alle squadre inglesi. E' sempre stato così, contro le squadre inglesi non segnavo. Questo mi ha caricato ed è arrivata l'Inghilterra. Dicevano lo stesso. Al primo gol fui felice, al secondo divenni pazzo, al terzo ho pensato 'ok, che ne dite ora?'. E poi il quarto, con la rovesciata al volo. 'E' tutto, non so cos'altro posso fare'".

ARSENAL - "Non mi piaceva che mi venisse chiesto di sostenere un provino. So di essere bravo, non devo dimostrarlo. Ero nell'ufficio di Wenger. Poi il giorno dopo firmai con l'Ajax".

CAMPIONATI - "In Olanda si giocava un calcio spettacolo. La Serie A è il campionato più difficile per un attaccante. Perché prima pensano a non prendere gol e poi a farli. In Spagna invece ne fanno uno poi pensano a come segnare il secondo ed il terzo. Al Barcellona ero probabilmente nella squadra più forte della storia. Era calcio di un altro pianeta".

MOURINHO - "E' molto intelligente. Non tratta tutti nello stesso modo. Sa come trattare ognuno per farlo rendere al 100%. E' il più intelligente con cui abbia mai lavorato. Sia per l'approccio che per come motiva ognuno".

FUTURO - "Giocare in Inghilterra? No, sono felice al Psg. Rispetto la Premier che è un grande campionato, ma sono felice e non penso al calciomercato".




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