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Calciomercato > Benessere > Salute, ipoglicemia e longevità: ecco due rimedi ‘naturali’

Salute, ipoglicemia e longevità: ecco due rimedi ‘naturali’

Secondo gli psicologi della University of Western Ontario in Canada pensare al partner aumenta il livello di glucosio nel sangue


Partner (Getty Images)
Santa Colella

09/09/2014 21:59

SALUTE IPOGLICEMIA PARTNER LONGEVITA’ STARE IN PIEDI / ROMA – Arrivano da Ontario e Stoccolma due ‘rimedi’ naturali per contrastare il classico calo di zuccheri, da una parte, e la connessione tra longevità e il tempo trascorso seduti o in piedi. 

CALO DI ZUCCHERI - La soluzione per tirarsi su dai cali di zucchero non è aprire la dispensa o attaccarsi alla macchinetta dell'ufficio alla ricerca di merendine e dolciumi. ‘Basta’ solo pensare al proprio partner. Sì, proprio così, pensare all’amato o all’amata per qualche minuto. A sostenerlo sono gli psicologi della ‘University of Western Ontario’ in Canada, secondo i quali fantasticare sulla persona amata aumenta il livello di glucosio nel sangue. Lo studio è stato pubblicato su ‘Psychophysiology’ e spiega che sono sufficienti solo sei minuti perché il ‘pensiero’ faccia ‘effetto’.  I ricercatori hanno sottoposto all’indagine 183 volontari prima e dopo che meditassero sul proprio partner romantico per sei minuti e hanno scoperto sia che ciò causa un incremento del glucosio e un miglioramento dell'umore per un breve periodo di tempo. Di contro, quando ai partecipanti è stato chiesto di pensare alla propria routine del mattino a ad un amico/a, si è verificato un leggero declino nei livelli di glucosio del sangue e nessun collegamento a un umore positivo. Sarah Stanton, autrice principale dello studio, ha detto che pensare al proprio innamorato ci stressa, ma in un modo positivo. L'esperta ha inoltre spiegato: "Pensare al proprio partner aumenta i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, e ciò può stimolare la produzione e il rilascio di glucosio nel corpo. Inoltre, può aumentare il rilascio di adrenalina che contribuisce pure lei al rilascio del glucosio". E’ opportuno aggiungere che sebbene alti livelli di cortisolo nel sangue per un lungo periodo di tempo possano causare problemi di salute, brevi picchi sono benefici per l'organismo.

LONGEVITA’ E POSTURA – Esiste un legame tra sedentarietà e la salute del Dna. E’ quanto evidenziato da uno studio condotto dal ‘Karolinska University Hospital‘ di Stoccolma. I ricercatori svedesi hanno sottolineato come negli ultimi anni, soprattutto nei Paesi occidentali, sia cresciuta la consapevolezza che la mancanza di attività fisica è strettamente correlata alla mortalità precoce e allo sviluppo di diverse patologie, soprattutto di natura metabolica, ma pochi hanno rimarcato la crescita esponenziale del numero di ore che si trascorre seduti, sia al lavoro che in casa. Nello studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, Mai-Lis Hellenius, uno degli autori della ricerca, ha spiegato: “In molte nazioni, l'esercizio fisico è aumentato ma, allo stesso tempo, sono cresciute le ore che si passano seduti”. Per questo gli scienziati hanno cercato un indice sicuro della relazione della sedentarietà con la mortalità, si tratta dei telomeri. Questi sono l'ultima parte dei cromosomi delle cellule, rappresentano una specie di clessidra per il corpo umano e negli ultimi anni sono diventati protagonisti di numerose ricerche. Paragonati a ‘lacci delle scarpe’, si accorciano sempre di più nel corso degli anni e indicano l'invecchiamento biologico del corpo.

I ricercatori di Stoccolma  hanno analizzato 49 adulti sovrappeso e sedentari con più di 60 anni di età. Il primo passo è stato misurare la lunghezza dei telomeri, poi gli ‘esaminati’sono stati divisi in due gruppi e la metà ha seguito un programma di esercizio fisico della durata di sei mesi. Il conto delle ore che i volontari trascorrevano seduti e di quelle in piedi ha messo a nudo la relazione con lo stato di ‘salute’ dei ‘lacci delle scarpe’, i telomeri. Le persone che passano meno tempo tra poltrona e divano mostrano i prolungamenti dei cromosomi più lunghi, fattore che predice una vita più lunga. “La nostra ipotesi è che una riduzione delle ore passate seduti abbia una maggiore importanza dell'aumento delle ore dedicate all'esercizio”, ha infine concluso Hellenius. Quale quindi il consiglio degli studiosi svedesi? Alzarsi 10 minuti ogni ora.




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