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Calciomercato > > Manchester United, Di Maria: "Fui comprato per 35 palloni. Ho rischiato la vita, il calcio mi ha sal

Manchester United, Di Maria: "Fui comprato per 35 palloni. Ho rischiato la vita, il calcio mi ha salvato"

Il nuovo acquisto dei 'Red Devils' si racconta, dall'infanzia difficile ai grandi palcoscenici europei


Lorenzo Polimanti

27/08/2014 13:42

MANCHESTER UNITED DI MARIA ROSARIO CENTRAL / MANCHESTER (Inghilterra) - Il lavoro duro, nelle miniere, insieme alla famiglia. La fatica a soli dieci anni, un'infanzia fatta di stenti, con i genitori che risparmiavano per comprargli le scarpe da calcio e poi non potevano pagare le calzature anche per le due sorelle. Angel Di Maria la povertà, quella vera, l'ha conosciuta. Lui, l'acquisto più costoso nella storia del calciomercato della Premier League, pagato dal Manchester United circa 80 milioni di euro dopo essere stato anche un obiettivo del calciomercato Juventus. Ed un sorriso gli scappa quando ai microfoni del britannico 'The Independent' racconta la cifra sborsata dal Rosario Central per assicurarselo da ragazzino, quando giocava nel Torito: "Hanno dovuto concludere un affare difficile: sono serviti 35 palloni. Avevo circa quattro anni".

Un predestinato, arrivato al calcio quasi per caso: "Ero un bambino molto vivace. Ad un anno sono caduto in pozzo, ma sono stato fortunato e mi hanno salvato. Mia madre era stanca dei miei continui danni, così quando avevo tre anni mi portò da un medico che le consigliò di farmi giocare a calcio. Lì è iniziata la mia carriera. Porterò sempre con me il ricordo dei miei genitori che faticavano per comprarmi le scarpe e non riuscivano poi a comprarle per le mie sorelle. I miei genitori lavoravano in una miniera di carbone, un'esperienza orribile. Anche io e le mie sorelle iniziammo a lavorarci. Aiutavo con le spedizioni a quindici anni. Sono fortunato a fare il calciatore. Non avrei saputo fare altro. Ero un pessimo studente".

Poi il Benfica: "Mi dispiace per mio padre che avrebbe potuto fare il calciatore, ma ebbe un terribile infortunio al ginocchio quando giocava nelle riserve del River Plate. Ha fatto tanti sacrifici per me. Ricorderò sempre quando a 16 anni arrivò l'offerta del Benfica e lui mi disse 'questo treno passa una sola volta nella vita, perciò devi andare e guardare avanti'. Ora sto vivendo il suo sogno. Mia madre mi portava in bici al campo di allenamento del Rosario Central. Ci volevano 30 minuti, e lei mi ci portava anche con il tempo brutto. Io seduto dietro e mia sorella davanti. Per sette anni, ci credete? Ora mi benedice ed accende una candela prima di ogni partita".

Di Maria, poi, conclude: "La mia velocità? Un dono di natura, sono così. Raramente mi faccio prendere dall'emozione. Ho pianto solo una volta, quando mi sono fatto male con l'Argentina nella semifinale del Mondiale Under 20. Mi piace pensare di aver restituito alla mia famiglia qualche sacrificio che loro hanno fatto per me comprando loro case e regali".  




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