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Roma, De Rossi: "Avrei dovuto lasciare l'Italia a 20 anni. Stipendio alto? Non rubo nulla"

Il centrocampista giallorosso e della Nazionale traccia un bilancio della sua carriera


Daniele De Rossi (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

06/06/2014 11:01

CALCIOMERCATO ROMA INTERVISTA DE ROSSI STIPENDIO CARATTERE / ROMA - Se non fosse al centro delle polemiche degli animalisti per uno spot in cui è ritratto con in mano un cuore di mucca, si parlerebbe di intervista 'a cuore aperto' di Daniele De Rossi, oggi, sulle colonne di 'La Repubblica'. Il centrocampista della Roma e dell'Italia traccia un bilancio della sua carriera.

ADDIO - "A 20 anni me ne sarei dovuto andare via dall'Italia per fare un'esperienza di vita e di calcio all'estero. Avrei giocato più Champions e, forse, più finali. Io solo non ci sono mai stato, sono sempre andato a pranzo da mamma e papà. E' difficile cambiare una cuccia comoda, più facile che te la aggiusti. Roma ti strega, da qui è quasi impossibile partire".

STIPENDIO - "Sono il più pagato della Serie A... Sei milioni e mezzo a stagione. Secondo i tifosi mi dovrei vergognare quando non gioco bene, ti considerano una loro proprietà. Come se mi facesse piacere non essere sempre all'altezza... Non l'ho mai nascosto, quando c'era da rinnovare il contratto: gioco per chi mi dà più soldi. C'è un mercato, c'è un valore, non rubo. Di una cosa sono fiero: quando non giocavo con Zeman non ho fatto polemiche".

CARATTERE - "Mi vergogno del fallo su McBride. Non sono un killer né una carogna, non rosico se qualcuno mi supera e non covo vendette. Da piccolo non ero un attaccabrighe. Non sopporto, però, che qualcuno mi stringa, mi trattenga, mi tocchi. Mi si gonfia la vena. Sono sicuro che non ricapiterà mai più... Quasi mai più!".

INCIDENTI COPPA ITALIA - "Brutta storia, anche se gli ultrà hanno i loro codici. C'è uno ancora in ospedale, che lotta tra la vita e la morte, e tu non lo rispetti? Sarebbe meglio prima verificare la ricostruzione dei fatti, aspettare che il ferito esca dalla rianimazione. Sono preoccupato per quello che potrà succedere nel prossimo Roma-Napoli e anche Roma-Fiorentina".




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