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Calciomercato > Italia > Italia, Prandelli: "Non voglio egoismi. Per Cassano ultima chance"

Italia, Prandelli: "Non voglio egoismi. Per Cassano ultima chance"

Il Commissario tecnico parla dal centro sportivo di Coverciano


Prandelli (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

20/05/2014 14:19

NAZIONALE PRANDELLI CONFERENZA ITALIA CONVOCATI / COVERCIANO - Cesare Prandelli interviene in conferenza stampa. Esordisce Demetrio Albertini: "In bocca al lupo, è la fine di un percorso iniziato due anni fa con le Qualificazioni. Vogliamo fare meglio di quanto ottenuto all'ultimo Europeo e ci siamo concentrati totalmente per questo obiettivo. La sede è a 100 km da Rio, so che ci saranno difficoltà per tutti ma abbiamo privilegiato l'aspetto sportivo perché la struttura vanta un campo di calcio regolare. Limitare i trasporti è importante sia per noi che per voi".

Queste le dichiarazioni del C.t. dell'Italia: "Ho già un'idea dei 23, ma vorrei arrivare al 2 giugno con tanti dubbi, vorrà dire che questi trenta giocatori sono arrivati a Coverciano con una felicità dentro contaggiosa e mi auguro anche da parte vostra questo coinvolgimento. Tutti siamo rappresentanti dell'Italia e dobbiamo essere orgogliosi di quello che andiamo a fare. Questi 23 calciatori devono essere tutte risorse per noi, devono avere la consapevolezza di poter essere utili anche in due minuti. Voglio massima disponibilità e mettiamo da parte l'Io: con questi presupposti possiamo andare avanti". 

SOCIAL NETWORK - "Oggi avremo una riunione tecnica e parlaremo di questi argomenti. Mi piace responsabilzzare le persone, condividere una scelta e poi essere consapevoli che se uno sbaglia si mettono in difficoltà tutti".

CASSANO - "Come il primo giorno di scuola c'è grandissima attenzione e voglia di mettermi in difficoltà. L'ho trovato sereno e ha vinto: si è reso conto di avere l'ultima occasione professionale".

BUFFON E VITA PRIVATA - "Nella vita privata delle persone non entro: Gigi ha dimostrato in questo mesi di avere una grande attenzione nel proteggere la propria privacy. Quando c'è una separazione dispiace, ma la serietà dell'annuncio ti fa capire che è già pronto per questo tipo di evento". 

ROSSI - "Ho spiegato che la convocazione di Rossi ha vari motivi: il primo è che è un talento straordinario, uno dei calciatori più importanti del panorama italiano. Poi la sua volontà, i sacrifici fatti per essere qui sono dimostrazione di grande carattere. Poi ci vuole la condizione fisica: ma anche se non ci fosse, lui ha già vinto. Non voglio mettergli troppa pressione: lui è uno dei trenta e dobbiamo capire se ha una condizione superiore a quella di qualche giorno fa". 

CONVOCAZIONI E PREPARAZIONE - "Non mi sembra che chi è rimasto a casa ha disputato finali di Champions League. Al di là delle battute, che in questo periodo non mi vengono bene, voglio chiedere a Criscito scusa per la mia dichiarazione dei giorni scorsi. In questi tre giorni abbiamo pensato di lavorare sulla forza mentre come resistenza abbiamo una buona base. Quindi non sono preoccupato perché la forza è la prima che si recupera".

"Ho pensato di ringiovanire, che l'esperienza non è così importante rispetto all'entusiamo, alla voglia di diventare protagonisti. Le scelte dei 23 sarà fatta anche in base all'idea di gioco sulla quale lavoreremo. Se non ho scelto Gilardino o Toni è perché abbiamo un'idea diversa, un gioco più manovrato: questa può essere anche un'indicazione sui 23".

CONTRATTO - "Per quanto mi riguarda, quando due mesi fa ho dato la disponibilità l'argomento era chiuso: se non abbiamo ancora firmato è perché stanno preparando in maniera dettagliata il contratto. Si tratta di questioni legali, non ci sono problemi: l'ufficialità della volontà di iniziare una nuova avventura già c'è stata". 

ALBERTINI SU CONTRATTO PRANDELLI E ADDIO FIGC - "Un punto di incontro c'è già stato, manca solo l'aspetto legale: solo questo. Su di me si è detto tantissimo, ma sono qui per ribadire che con Prandelli e Abete c'è piena sintonia. La mia decisione è stata ufficializzata prima per scindere l'aspetto sportivo da quello politico, ma è una scelta personale. Per me il futuro è il mondiale: lo vivo come un calciatore all'ultima esperienza e l'unica possibilità è fare ancora meglio. Si tratta dell'undecisima avventura internazionale ed essendo in pareggio con le medaglie vorrei far pendere la bilancia più dalla parte delle vittorie. L'unico obiettivo è questo".

CASSANO - "Cassano? Noi dobbiamo partire con la consapevolezza che i 23 possono essere una grande risorse per la squadra. Se noi diventiamo i primi tifosi della nostra squadra abbiamo una carica in più, una forza che altre squadre forse non hanno. Dobbiamo avere la forza di sopportare, di non reagire: se partiamo da questi presupposti, allora faremo un grande mondiale. Se ci fossero giocatori che mettono davanti solo l'Io allora potrebbe diventare un problema: non faccio riferimento solo a Cassano".

COMPORTAMENTI - "Parleremo del codice etico, andremo a vedere le immagini. Su Chiellini ho già detto la mia: per me non è gioco violento. Spero di non dover toccare più questo argomento".

RITIRO CON FAMILIARI - "Non sono abituato a mettere divieti. Se c'è da prendere una decisione la prenderò, se c'è incertezza o più idee da mettere insieme, vedremo".

MODULO - "L'idea è quella di poter proporre come abbiamo fatto in Confederations più modi interpretativi del modulo: non ne avremo uno solo rigido, dobbiamo essere duttili, ma anche determinati e precisi. Lavoreremo da questo punto di vista per preparare la squadra a cambiamenti anche durante la partita".

ARRIVARE IN FONDO - "Abbiamo lavorato con l'idea di arrivare in finale: partiamo con la consapevolezza che la nostra organizzazione, di gioco, di lavoro, di prevenzione, di quotidiano, può arrivare in fondo di questo campionato del mondo. Se poi troveremo una squadra più forte, analizzeremo i motivi". 

DEBUTTO - "Conterà molto, semplicemente perché guadagni tre punti fondamentali e per il morale perché guadagni in fiducia. Però nell'ultimo mondiale la Spagna ha perso la prima partita poi è arrivata alla vittoria: certo mi piacerebbe vincere".

ITALIA DIVISA - "Per quanto riguarda il nostro comportamento porto ad esempio la prima partita: quattro anni fa Balotelli è stato espulso, è stato squalificato, l'ho convocato ma nessuno si è scandalizzato. In Italia si è divisi su tutto,  siamo uniti solo contro le istituzioni. Se attuo un comportamento condiviso con i miei giocatori, non pubblicizzo nulla, attuo una scelta".

DESCHAMPS - "Della querela ho letto anche io stamattina: in Italia non sarebbe possibile. Girone facile per la Francia? Quando si parla di gironi facili arrivano sempre le difficoltà".

 




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