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Calciomercato > Champions league > SPECIALE CM.IT - 'This is Champions': sempre il solito 'Mou'. Messi in 'Barca

SPECIALE CM.IT - 'This is Champions': sempre il solito 'Mou'. Messi in 'Barca'

Analisi e approfondimenti della due giorni del piu' importante trofeo continentale


Gioia Chelsea (Getty Images)
Jonathan Terreni

10/04/2014 16:47

VIDEO SPECIALE CHAMPIONS LEAGUE / ROMA - 'This is Champions' è la rubrica del giovedì di Calciomercato.it che analizza la due giorni della più prestigiosa coppa continentale a livello di club. Focus sulle squadre italiane ma non solo: approfondimenti, statistiche e curiosità, il tutto verso la finalissima di Lisbona.

MESSI IN 'BARCA' - Per molti è la fine di un ciclo. Dopo sei anni il Barcellona esce dalle prime quattro d'Europa e lo fa in un derby spagnolo da brividi. La splendida realtà targata Atletico Madrid è qualcosa di più di una casualità. I 'Colchoneros' si sono meritati la qualificazione nei 180 minuti complessivi disputando una partita quadrata e tenace al 'Cam Nou' per poi sigillare con una vittoria storica il passaggio in semifinale ieri sera al 'Calderon'. Nonostante la sfortuna volesse metterci del suo (infortunio Diego Costa e tre pali) la squadra di Simeone, che si è consacrato tra i migliori allenatori del mondo, ha messo fine all'epopea di Messi e compagni, troppo apatici e privi di quel cinismo spumeggiante che sempre gli hanno contraddistinti. La barriera biancorossa è risultata impenetrabile. Adesso, con il mercato bloccato, la situazione si fa complicata per i blaugrana che forse, dopo anni, sembrano essere scesi di nuovo sulla terra. (Leggi il commento della giornalista spagnolo Arancha Rodriguez in esclusiva a Cm.it)

JOSE' L'IMMORTALE - Amato, odiato, predestinato. E' sempre Josè Mourinho uno dei protagonisti del calcio mondiale. E quando sembrava per lui avvicinarsi lo spettro della prima eliminazione in carriera nei quarti di Champions ecco che dal cilindro il portoghese tira fuori la partita perfetta, la partita alla 'Mourinho'. Cuore, aggressività e voglia di vincere. Il segreto dello 'Special One' è sempre stato quello di caricare al massimo il suo gruppo nei momenti delicati. Tutti, dal primo all'ultimo. E così i neo entrati Schuerrle e Ba sono risultati decisivi. Il Psg privo di Ibra, apparso ancora immaturo e poco protetto da un discontinuo Blanc in panchina si è arreso nella bolgia di 'Stamford Bridge'. Josè così va avanti per raggiungere il suo ennesimo sogno (non ossessione!): vincere la coppa dalle grandi orecchie nella sua amata Londra. E lo show continua dopo la partita...

CARROARMATO BAYERN - Già all'Old Trafford' si erano viste due squadre con motori diversi. Il Manchester United di questi tempi è un lontano ricordo degli anni d'oro fergusoniani. Troppo aggrappato alle giocate (poche) di Rooney e sempre in balia del fato. Il Bayern Monaco invece è squadra quadrata, per molti ancora la più forte di tutte. Guardiola, arrivato con mille incognite, ha dimostrato che il 'tiki-taka' non è solo cosa per pochi eletti. Lo spagnolo vuole dimostrare che può vincere anche fuori dal contesto catalano e allora, dopo aver ammazzato la Bundesliga, tenta l'assalto alla Champions per il secondo anno di fila. E pensare che i 'Red Devils' ci hanno anche provato a fare il colpaccio ma il missile di Evra è l'emblema di una giocata arrivata dal cielo. Scherzi a parte qui si fa sul serio signori. Il Bayern non poteva restare fuori dalle primissime.

BRIVIDO REAL - Chissà cosa avrà urlato ai suoi Carlo Ancelotti negli spogliatoi dopo il primo tempo di Borussia Dortmund-Real Madrid, con i tedeschi che pregustavano la clamorosa impresa. E dire che i segnali c'erano tutti, dal rigore fallito di Di Maria alla doppietta di Reus. Il vantaggio di sette giorni prima (3-0) poteva ancora tenere vive le 'merengues' che nella ripresa hanno in parte riorganizzato le idee e non si sono strangolati con le proprie mani. Il clamoroso errore di Mkhitaryan a porta vuota avrà però fatto fermare il cuore di Carletto e di un Cristiano Ronaldo rischiosamente tenuto in panchina. Un brivido per il Real Madrid, a dimostrazione che in Europa non sono ammesse le minime distrazioni.

CALCIATORI PIU' - Jorge Resurrección Merodio, meglio noto come Koke, rappresenta il presente e il futuro del calcio spagnolo. Centrocampista tuttofare capace di agire in ogni zona del campo, Xavi lo ha già incoronato come suo successore e lui a 22 anni si è preso in mano l'Atletico con carisma e qualità sopra le righe. Suo il gol decisivo al 'Calderon'. Mente e braccio di una squadra che gioca un calcio moderno e funzionale. Sembrerebbe scontato citare Demba Ba, autore del gol che ha eliminato il Psg. Lo premiamo perchè la bravura e l'umiltà di un calciatore sta anche in questo: farsi trovare pronto e concentrato anche per pochi minuti in una sfida così importante. Mourinho è riuscito a fargli mordere ogni pallone che svolazzava dalle sue parti e lui, el pieno della fiducia, si è avvinghiato in ogni modo pur di mettere dentro quel traversone sporco sotto rete.

LA 'TOP 11' DEI QUARTI - Courtois (Atletico Madrid); Alaba (Bayern Monaco), Cahill (Chelsea), Godin (Atletico Madrid), Evra (Manchester United); Koke (Atletico Madrid), Muller (Bayern Monaco), Pastore (Psg); Robben (Bayern Monaco), Reus (Borussia Dortmund), Demba Ba (Chelsea) 

LO SAPEVATE CHE? -  L'Atletico Madrid non ha mai preso parte ad una semifinale di Champions League da quando c'è la nuova formula. La sua ultima apparizione fra le quattro migliori del torneo risale alla stagione 1973/1974 della Coppa dei Campioni, quando i 'Colchoneros' eliminarono il Celtic per poi venire sconfitti dal Bayern Monaco nell'unica finale ripetuta nella storia. Il Real Madrid è invece alla 25esima semifinale della sua storia ma non disputa una finale dal 2002. Il Chelsea è approdato in semifinale per la settima volta nelle ultime undici stagioni. Il Bayern Monaco punta a diventare la prima squadra a vincere per due volte di fila la Champions League. E' alla quarta presenza negli ultimi cinque anni. Complessivamente le squadre della Liga vantano 13 successi nella competizione, uno in più rispetto a Italia e Inghilterra. Dovesse vincere il Bayern Monaco, sarebbe l'ottavo successo tedesco, due in più dell'Olanda.




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