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Calciomercato > Sampdoria > Sampdoria, Mihajlovic: "Mancini il mio maestro. Totti? Il rispetto e' importante"

Sampdoria, Mihajlovic: "Mancini il mio maestro. Totti? Il rispetto e' importante"

Il tecnico serbo parla a 360 gradi in un'intervista al 'Corriere dello Sport'


Sinisa Mihajlovic (Getty Images)
Jonathan Terreni

13/02/2014 09:06

SAMPDORIA INTERVISTA MIHAJLOVIC / GENOVA - Senza peli sulla lingua. Il tecnico della Sampdoria, Sinisa Mihajlovic, parla in un'intervista rilasciata al 'Corriere dello Sport', con tutta la sincerità che da sempre lo contraddistingue.

BALOTELLI - "E' un bravo ragazzo ma non è tranquillo. E deve tornare a sorridere; se lo sai prendere dà tutto ma deve ritrovare serenità in partita e in allenamento".

STANKOVIC - "Gli ho proposto di lavorare con me anche nella Serbia ma dipende da lui. Siamo come fratelli; quando vuole basta una chiamata, io lo aspetto".

TOTTI - "Prima eravamo molto amici poi non ci siamo più sentiti. Mi è dispiaciuto non sia venuto alla partita del mio addio al calcio, non mi ha neanche risposto. Il rispetto viene prima di tutto. Mi ha fatto piacere quando mi ha mandato un sms dopo la morte di mio padre e una volta a Trigoria siamo tornati a scherzare ma adesso è tutto chiarito".

CASO LJAJIC - "Un giorno capirà di dover essere decisivo e farà il salto di qualità definitivo. Rifarei la scelta di non convocarlo se non cantasse ancora l'inno. Io sono serbo e amo il mio Paese anche se l'Italia è la mia seconda casa. Chi ha vissuto la guerra cresce dentro e fuori. Volevo ricreare uno spirito perso e qui non transigo. Di lui ho sempre parlato bene perchè se lo merita".

AMICO MANCIO - "Se sono diventato allenatore è merito suo, lo devo a lui che per me è come un fratello e sul campo è il migliore di tutti. Poi ovvio che ci ho messo del mio perchè sono uno che non si arrende mai".

LIFE IS DORIA - "La corsa alla salvezza è ancora lunga. Dobbiamo restare concentrati e mantenere alta la tensione perchè basta un minimo errore per rovinare tutto. Sta a noi fare le cose per bene quando arriva il difficile. Quando sono arrivato era difficile immaginare un cammino del genere. Ho chiesto più coraggio ed ho lavorato molto sulla testa dei ragazzi. Europa? Le basi ci sono ma dipende dalla società".

 




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