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Calciomercato > Juventus > Juventus-Roma, Montella: "Ecco come si battono i bianconeri". E ricorda il gol-scudetto ne

Juventus-Roma, Montella: "Ecco come si battono i bianconeri". E ricorda il gol-scudetto nel 2001...

L'attuale allenatore della Fiorentina ha parlato della sfida al vertice in programma domani a Torino


Vincenzo Montella (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

04/01/2014 10:19

JUVENTUS ROMA INTERVISTA MONTELLA FIORENTINA / ROMA - Vincenzo Montella, allenatore della Fiorentina, ha parlato della sfida tra Juventus e Roma in programma domani a Torino nel corso di un'intervista rilasciata a 'Il Messaggero'.

FIORENTINA-JUVENTUS - "Quel pomeriggio ho avuto la conferma che il calcio è meraviglioso. Quando entrammo in campo all’inizio della ripresa, ero rassegnato. Non si dovrebbe dire, ma non sapevo proprio come riprenderla. Mai avrei creduto di poter vincere quella partita, non ci riusciva niente. E contro una squadra forte. E invece ci scatenammo con quattro reti. Bellissimo".

JUVENTUS-ROMA - "La Juve è prima e vola ma la sfida di Torino è apertissima. La Roma può giocarsela alla pari e mettere in difficoltà i bianconeri con il contropiede, l’arma migliore dei giallorossi. Quando ripartono, lo fanno alla grande. Sono bravi e sempre pericolosi. La Juve ha sempre il controllo della gara. Si prende l’iniziativa, con il possesso palla, e difficilmente rallenta. È una formazione che fisicamente fa la differenza in tutti i settori. Credo che però la Roma attuale sia competitiva proprio sotto questo punto di vista. Ecco perché il risultato non è scritto. Tatticamente sarà una sfida da non perdere".

SCUDETTO - "Il campionato non finisce a Torino. Anche se la Roma dovesse perdere, penso che avrebbe ancora la forza di recuperare: otto punti sarebbero tanti, ma resterebbero comunque molte partite. La Juve, con un distacco del genere, acquisterebbe solo più convinzione. Aspettiamo, però".

6 MAGGIO 2001 - "Io nemmeno dovevo esserci. Non dovevo neanche partire, per colpa di un infortunio muscolare accusato in Nazionale. Saltai il derby, ma feci di tutto per esserci contro la Juve. Lo staff medico era contrario, Capello pure, mancando ancora sei partite. Non voleva correre rischi. Io sì. Sono un tipo ostinato. Non è stata la mia rete più bella, ma la più importante. Rimane storica: con quel pari fu scudetto. Meritato, perché più forti. Entrai per Delvecchio dopo l’intervallo. Segnai in acrobazia, la palla arrivò proprio dove volevo io. Sul mio sinistro. E finì dove volevamo tutti. Io e tantissimi tifosi. Andai a festeggiare con loro".

SPECIALE CM.IT, Juventus-Roma: la super sfida scudetto dalla A alla Z




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