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Calciomercato > Dai campi > Svezia, Ibrahimovic avverte Ronaldo: "Meritiamo noi il Mondiale. Milan? Li' tutto e' gr

Svezia, Ibrahimovic avverte Ronaldo: "Meritiamo noi il Mondiale. Milan? Li' tutto e' grande"

L'attaccante del PSG sul futuro: "Non potrei essere piu' felice che a Parigi"


Zlatan Ibrahimovic (Getty Images)
Marco Di Federico

12/11/2013 08:48

MONDIALI IBRAHIMOVIC SVEZIA MILAN / STOCCOLMA (Svezia) -  Settimana cruciale per Zlatan Ibrahimovic, che inizia la rincorsa al Mondiale 2014 nel doppio spareggio contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Dopo le magie in Ligue 1 e Champions League con la maglia del PSG l'ex rossonero vuole essere decisivo anche per la sua Svezia. "Mi sento bene, molto bene. Ma voglio sempre di più. Ogni volta che gioco l'avversario più difficile per me sono io stesso. Voglio sempre fare meglio di quello che ho fatto prima. Ogni stagione, ogni giorno è così. - le parole di Ibra a 'La Gazzetta dello Sport' - Mi sento bene anche in Nazionale, carico e motivato. Voglio anche battere il record di gol con la Svezia per diventare capocannoniere di tutti i tempi con questa maglia. Sono anche certe piccole cose che mi aiutano a trovare sempre nuove motivazioni, a non fermarmi. Queste qualificazioni mondiali non sono state facili, abbiamo avuto partite dure, ma questo ci ha stimolato. Il Portogallo, con la squadra e le individualità che ha, naturalmente è favorito. Ma noi siamo arrivati secondi in un girone con la Germania, che ritengo la squadra più forte d'Europa, mentre loro sono arrivati secondi in un girone che dovevano vincere. Quindi penso che meritiamo di più noi di andare in Brasile".

MERCATO - "A giugno non sapevo cosa sarebbe successo. Anche perché ogni volta che dico rimango di solito succede il contrario. Ma poi ho incontrato il presidente Nasser Al-Khelaifi e mi ha detto che sono il giocatore più importante per il progetto Psg: 'Sei tu che ci devi portare dove sogniamo di arrivare'. È stata una cosa bella da sentire, una bella conferma. E allora ci siamo messi d'accordo: ho prolungato di un anno e ora non potrei essere più felice che a Parigi".

MILAN - "Venivo dal Milan, che è un grandissimo club, con una lunga tradizione, Milanello, San Siro, i suoi tifosi e tutto il resto. Come parla la gente, come si comporta, perfino come cammina: tutto è grande e a un livello internazionale, al Milan. Perciò passare al PSG che non aveva ancora lo stesso splendore non è stato facile, più che altro a livello mentale. Faccio un esempio: l'anno scorso mi allenavo, poi arrivavo dopo tre giorni e le mie scarpe da gioco non erano state né pulite né sistemate. Ora non voglio dire che vinciamo il campionato perché qualcuno mi pulisce le scarpe, ma da dove venivo c'erano persone che si occupano di questo. Loro fanno il loro lavoro e io il mio. Questo è importante. Ho vinto 20 titoli con le mie squadre e non per caso: io so cosa ci vuole per vincere".




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