• Atalanta
  • Bologna
  • Cagliari
  • Chievo
  • Crotone
  • Empoli
  • Fiorentina
  • Genoa
  • Inter
  • Juventus
  • Lazio
  • Milan
  • Napoli
  • Palermo
  • Pescara
  • Roma
  • Sampdoria
  • Sassuolo
  • Torino
  • Udinese
  • Champions league
  • Coppa Italia
  • Europa league
  • Italia
  • Lega PRO
  • Serie A
  • Serie B

Calciomercato > Milan > Milan, motore diesel: con Allegri, continuano le partenze lente

Milan, motore diesel: con Allegri, continuano le partenze lente

Le prime giornate del campionato non sorridono al tecnico livornese e, di conseguenza, ai rossoneri sotto la sua gestione


Massimiliano Allegri (Getty Images)
Hervé Sacchi

25/08/2013 12:00

MILAN SERIE A PARTENZE VERONA NEOPROMOSSE SCONFITTE PRIMA GIORNATA / MILANO - Il Milan cade alla prima giornata contro una neopromossa. Già questo basta per aprire i discorsi sui demeriti della formazione rossonera, sul mercato e sulla posizione dell'allenatore. La sconfitta del 'Bentegodi' alimenta malumori, anche in vista del turno di Champions League, determinante ai fini di questa stagione appena iniziata e già pregna di ansie e preoccupazioni.
A mettersi di mezzo, ci sono anche le statistiche. Le partenze del Milan sotto la gestione Allegri sono sempre state pessime. Coincidenze? Non si direbbe, visto che proprio il tecnico livornese, anche nelle precedenti esperienze, non è mai stato così avvezzo alla 'partenza veloce'. 

PARTENZE E NEOPROMOSSE - Chi ben comincia è a metà dell'opera. Un ragionamento che non fa una grinza considerando che, con Allegri in panchina, il Milan ha vinto solo una volta in quattro anni alla prima di campionato: l'unico precedente positivo è all'esordio del tecnico livornese sulla panchina rossonera, nel 2009. In quell'occasione, il 'Diavolo' vinse 4-0 contro il Lecce, terminando poi il campionato in testa alla classifica. Nelle stagioni seguenti, ci furono il pareggio 2-2 in rimonta alla Lazio e le sconfitte contro Sampdoria (0-1, a San Siro) e Verona, nella giornata di ieri.
A fare male sono state soprattutto le neopromosse. Sampdoria e Verona hanno inaugurato male le ultime annate, ma anche nell'anno dell'unica partenza positiva, il Milan riuscì ad essere sconfitto dal Cesena neopromosso, alla seconda giornata.

IL RUOLINO NEGATIVO DI ALLEGRI - Siamo solo alla prima e, dunque, non si può ancora trarre un bilancio. Si può, tuttavia, guardare statistiche e almanacchi per evincere che Massimiliano Allegri ha sempre fatto molta fatica nelle prime giornate di campionato. Considerando le prime quattro partite del torneo, su un totale di 12 punti, il massimo ottenuto dall'allenatore toscano è stato di soli 5 punti (nelle stagioni 2010/11 e 2011/12). Nella passata stagione, il bottino iniziale è stato di 3 punti su 12. Peggio ancora all'epoca del biennio cagliaritano, in cui ottenne 1 punto (stagione 2009/10) e, nella stagione antecedente, 0 punti.

LE COLPE - Spesso si è data la colpa alla preparazione. Carichi di lavoro che avrebbero potuto creare qualche 'scompenso' all'inizio del campionato e, poi, consentire di trovare la perfetta condizione dopo il primo mese del torneo. Un discorso, questo, sul quale non vogliamo addentrarci perché non siamo esperti del settore medico-atletico, ma che comunque non sembra dare appiglio alcuno in una stagione che, per forza di cose, doveva permettere alla rosa rossonera di essere vicina al suo top già nel mese di agosto, quello dei preliminari di Champions League. In parte ad Eindhoven e, soprattutto, al Bentegodi si è vista una squadra ancora piuttosto macchinosa e poco scattante, ad eccezione di pochi. Attenzione perché la gara di mercoledì è un vero e proprio crocevia.
Sul piano tattico, invece, pesano i soliti errori. Nel post-partita di Verona-Milan, Allegri ha definito i gol presi da calci piazzati come "l'ultimo dei problemi". Forse sarebbe stato più corretto dire "uno dei tanti". I rossoneri hanno sofferto le ripartenze e la mancanza di una manovra, dovuta anche alla pressione asfissiante sul povero Montolivo. Manca un'alternativa al 4-3-3 ma che, da questo punto di vista, non si può rimproverare all'allenatore, il quale non aveva trequartisti di ruolo a disposizione per passare al 4-3-1-2, ordinato da Berlusconi il giorno della conferma.

LA SETTIMANA - Nonostante la pioggia che ha rinfrescato ieri Milano, i rossoneri iniziano una settimana bollente. La partita importantissima contro il Psv Eindhoven a 'San Siro' dovrà essere vinta per garantirsi un posto tra le migliori 32 d'Europa e, soprattutto, per investire i soldi derivanti in un mercato, fino ad oggi piuttosto scarso. Servirà un difensore (Astori potrebbe tornare, in attesa di capire le intezioni di Cellino a riguardo), visti i problemi che continuano ad accusare Mexes e Zapata. Poi, si tenterà di chiudere l'affare Honda. Giovedì è previsto l'incontro che, nel bene o nel male, ci sarà a Montecarlo. La sensazione è che possa ancora arrivare un regalo: Ljajic è il tormentone, ma l'ostruzione della Fiorentina, nei confronti dei rossoneri, potrebbe avere la meglio alla fine e dirottare il giocatore verso Roma o altri lidi. Solo il serbo può impuntarsi. In caso contrario, l'alternativa sembra essere Eriksen dell'Ajax.




Commenta con Facebook