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Calcio, non solo Cerci: quando i social diventano ingombranti

Il milanista è l'ultimo esempio di chi ha deciso di chiudere i propri profili

CALCIO CERCI SOCIAL NETWORK / ROMA - Siamo nell'era dei social network e il mondo del calcio non poteva fare eccezione: ormai i calciatori sono tra gli utenti più popolari sui vari social e non mancano veri e propri casi che nascono da un tweet o un post di troppo. Basta una virgola sbagliata da parte di un calciatore per finire sotto accusa, tanto che è in crescita il numero di società che hanno un vero e proprio regolamento su come comportarsi sui social network. 

Eppure c'è anche chi va controtendenza: troppe critiche e allora via dalla 'realtà virtuale', questa la decisione di Alessio Cerci dopo i fischi che sono piovuti sul suo capo per la non certo brillante prestazione in Milan-Bologna. Via l'account Facebook e Twitter, reso privato quello Instagram, forse per evitare di leggere qualche commento negativo che di certo sul web non manca mai. 

Ma l'esterno rossonero, di proprietà dell'Atletico Madrid, non è l'unico rappresentante del mondo del calcio ad aver intrapreso questa strada: Walter Zenga dopo la pesante sconfitta di luglio in Europa League alla guida della Sampdoria, aveva risposto alle critiche chiudendo il suo profilo Twitter. E come non ricordare Wanda Nara, moglie di Mauro Icardi, che decise di lasciare i social per concentrarsi "sul momento più importante" della sua vita alla vigilia del matrimonio con il bomber dell'Inter. Certo questa è una vicenda che forse non rientra a tutti gli effetti nel mondo del calcio, ma nell'era dei social network tutto si mescola e il risultato è che le chiacchiere vanno ben oltre il rettangolo di gioco. 

B.D.S.

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