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Calciomercato Roma, ESCLUSIVO Pauluzzi: "Pastore un affare per il Psg"

Calciomercato.it ha intervistato il giornalista dell'Equipe: "Il Napoli di Ancelotti..."

PARIS SAINT GERMAIN PASTORE ROMA NAPOLI / Javier Pastore alla Roma è stato uno dei colpi più interessanti del mercato estivo ma, a parte due gol di tacco di pregevole fattura con Atalanta e Frosinone, 'El Flaco' non ha ancora ingranato in maglia giallorossa, combattendo con infortuni di varia natura e la difficoltà ad essere inquadrato nei meccanismi tattici di Di Francesco. Pastore non ha disputato il derby, ha giocato dodici minuti contro la Spal, saltato la gara di Champions contro il Cska Mosca e non dovrebbe essere convocato per la trasferta di Napoli. Per parlare del rendimento del talento argentino e dei commenti su Paris Saint Germain-Napoli, Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva il giornalista dell'Equipe Valentin Pauluzzi:

Pastore non riesce a trovare continuità alla Roma. Per voi il rendimento del talento argentino rappresenta una sorpresa?

"No, la fragilità fisica di Pastore è risaputa in Francia, il Paris Saint-Germain a 24,7 milioni l'ha venduto bene, considerando che avesse il contratto in scadenza tra un anno. Javier è arrivato nel 2011, rappresenta il primo grande colpo del Psg di Al Khelaifi, furono investiti 40 milioni per prenderlo dal Palermo. Fece benissimo alla prima stagione, a Parigi si diffuse la Pastore Mania, poi prima ha sofferto il carisma di Ibrahimovic e degli altri innesti e successivamente ha iniziato a soffrire per gli infortuni.

Si creò anche un dibattito tra i tifosi del Psg, tra chi lo definiva un sopravvalutato e chi, invece, voleva aspettarlo riconoscendogli di avere qualità superiori alla media".

Sono passate meno di 48 ore da Paris Saint Germain-Napoli. Quali sono stati i principali commenti in Francia su questa sfida?

"L'Equipe ha titolato: "Insperato", penso che sia la fotografia giusta della partita. C'è la consapevolezza di aver avuto fortuna nell'agguantare il pareggio nel finale e naturalmente si sono sviluppati nuovamente i dibattiti che emergono da anni sul Paris Saint-Germain. C'è la sensazione che questa squadra non faccia mai l'invocato salto di qualità e adesso c'è la paura di non qualificarsi agli ottavi di finale, s'avverte il rischio e addirittura tra i tifosi qualcuno suggerisce il terzo posto per concentrarsi sull'Europa League. C'è grande delusione per la prestazione di Neymar e Mbappè che non hanno inciso, si è inceppata la macchina da gol del Psg che in Ligue 1 segna almeno tre gol a partita e, invece, contro il Napoli la squadra di Tuchel è andata a segno con un'autorete e una perla di Di Maria. Sono tornate le considerazioni sul campionato francese considerato poco allenante, la critica è che appena si è affrontata una squadra tatticamente organizzata con la scuola del calcio italiano, la squadra parigina è andato in difficoltà. E' stata una rivincita personale di Ancelotti, è vero che il suo Psg non brillava per qualità di gioco ma non si può tenere un allenatore così importante soltanto per quindici mesi quando si sta costruendo un progetto. I dirigenti non avevano piena consapevolezza del valore di Ancelotti".

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