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Calciomercato > Scienza e tecnologia > Tecnologia, marinare la scuola? Impossibile con l'app Kinvolved

Tecnologia, marinare la scuola? Impossibile con l'app Kinvolved

L'applicazione sta rivoluzionando il rapporto tra studenti, insegnanti e genitori negli Stati Uniti


App ©Getty Images

13/02/2016 22:45

TECNOLOGIA APP KINVOLVED SCUOLE ASSENZE STUDENTI / ROMA - Amata da genitori e professori, odiata dai studenti. È Kinvolved, un'applicazione che si sta diffondendo negli Stati Uniti e che è stata creata allo scopo di combattere la dispersione scolastica dei ragazzi. L'ideatrice è un'ex insegnante americana, Miriam Altman: “Il sistema educativo mi ha coinvolto e mi sono interessata a come l'assenza dalle lezioni influenzi la carriera scolastica degli studenti”.

COME FUNZIONA – L'istituto scolastico sceglie di servirsi dell'app, la installa sugli smartphone degli insegnanti che lo desiderano. Di ogni studente viene creato un profilo personalizzato che il professore può visualizzare e anche condividerlo con la famiglia. L'applicazione raccoglie dati statistici e li organizza per monitorare l'andamento scolastico, le assenze, i ritardi, il numero di minuti persi per ogni lezione. Messaggi di alert vengono inviati dagli insegnanti direttamente a genitori e famiglie: brutte notizie ma anche eventuali miglioramenti. I genitori vengono avvisati sull'esito di interrogazioni, compiti in classe, esami o in caso di progetti e attività extra-scolastiche.

IL PROGETTO - Miriam Altman non è sola in questa avventura. Durante un corso di specializzazione alla Robert F. Wagner Graduate School of Public Service dell'Università di New York, Miriam ha conosciuto Alexandra Meis, la sua socia. Il progetto parte e nel 2013 la startup riceve i primi finanziamenti. Fino ad oggi sono stati mandati più di 500mila messaggi. Il 90% degli insegnanti che usa Kinvolved dichiara che migliora la comunicazione in classe, il 76% dice che anche l'approccio con i genitori è favorito, il 73% che l'applicazione interviene concretamente sul comportamento dello studente, invogliandolo a impegnarsi di più. L'app è disponibile in diverse lingue diverse e coinvolge gli insegnanti di un centinaio di scuole negli Stati Uniti molte a New York, in quartieri come Harlem, nei quali la dispersione scolastica segna percentuali molto alte. C'è una partnership con il consorzio dei licei della zona, che copre le spese di Kinvolved: dai 2.600 ai 10.000 dollari all'anno.

MIRIAM ALTMAN - Come è nata questa idea? "Insegnavo storia in una scuola superiore. Così cercavo di intervenire in una situazione di assenze cronica e genitori ignari. Ai miei tempi sapevo che i miei genitori avrebbero almeno ricevuto una telefonata a casa. Nelle scuole di New York che ho frequentato non accadeva: era frustrante – racconta Miriam Altman - Solo il fatto che qualcuno si interessasse della loro presenza a scuola, bastava per incidere nel loro comportamento, per invogliarli. E combattere trascuratezza e rassegnazione anche da parte degli insegnanti e delle famiglie, molto più coinvolte". Il futuro? "Ci piacerebbe molto espanderci fuori dagli Stati Uniti - ammette la Altman - ma per ora, visto tutte le questioni legali e burocratiche da mettere in atto, pensate specificamente per la realtà scolastica americana, siamo in una fase ancora 'nazionale'".

GLI PSICOLOGI - “I genitori sono connessi con la scuola via smartphone così si avvicinano alle modalità di comunicazione usate quotidianamente dai loro figli, evitando di essere tagliati fuori dalle loro vite innanzitutto per incompetenza tecnologica", dice Patricia Greenfield, professoressa dell'Università di Los Angeles.

S.C.




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