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Coronavirus, ESCLUSIVO Garcia: "Difficile completare la Serie A. Ronaldo crea un precedente"

La giornalista portoghese ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it

CORONAVIRUS ESCLUSIVO GARCIA / Anche l'Olimpiade si è dovuta arrendere al coronavirus. Il Covid-19 non ha risparmiato i Giochi di Tokyo 2020, rinviati dal CIO al prossimo anno. La rassegna olimpica è solo l'ultimo grande evento sportivo colpito dall'emergenza sanitaria, che sta affliggendo l'Europa e il resto del mondo. La pandemia ha avuto intevitabilmente delle ripercussioni anche sul mondo del calcio, con le manifestazioni nazionali e internazionali al momento bloccate, in attesa che lo scenario migliori per essere ricollocate successivamente nel calendario.

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La redazione di Calciomercato.it ha contattato in esclusiva Claudia Garcia, giornalista portoghese e collaboratrice di Eleven Sports Portugal, O Jogo, Tuttosport e Rai Sport, per analizzare il periodo estremamente difficile che stiamo vivendo: "La situazione In Italia è andata un po' fuori controllo, non si è riusciti a comprenderla fin da subito. Le misure però sono state giuste, il Governo italiano ha adottato delle soluzioni molto forti. Secondo me è stato fatto solo un errore: dopo il primo caso nel lodigiano, ad una settimana di distanza, andava chiusa anche tutta la Lombardia. Nei primi giorni c'è stato un po' di panico, poi la gente ha continuato la propria vita come se nulla fosse. In questo caso non andava nascosta la paura: ogni tanto fa bene, realizzi che è un momento delicato e che sarebbe più sicuro per te e per gli altri restare a casa. Anche in Portogallo il contesto non è dei migliori, hanno chiuso tutto un po' in anticipo seguendo l'esempio dell'Italia e degli altri paesi dove il coronavirus è arrivato prima".

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Passando alla sfera prettamente calcistica, è indecifrabile al momento la data del ritorno in campo: "Il calcio italiano ha seguito le direttive del Governo alla fine, secondo me ci sarà un fine stagione. Champions ed Europa League saranno completate, mentre non credo ad esempio che in Italia riescano a giocarsi tutte e dodici le giornate di campionato che mancano al termine della Serie A - ha sottolineato la Garcia - Le coppe europee potrebbero concludersi entro giugno grazie alla proposta avanzata dalla Uefa di giocare una 'Final Four' tra le semifinaliste, con la prossima stagione che inizierebbe con qualche settimana di ritardo e i calciatori che avrebbero a disposizione un periodo più corto per le vacanze. La situazione in Italia è come a Wuhan, dove la quarantena è terminata dopo due mesi. Un po' di normalità potrebbe esserci quindi a maggio, con i giocatori che secondo me non torneranno ad allenarsi prima della fine di aprile. La speranza è che a giugno si riesca a tornare in campo per le competizioni ufficiali.

La decurtazione degli ingaggi? Credo ad esempio che campioni del calibro di Ronaldo e Ibrahimovic, visto quello che guadagnano, non avrebbero difficoltà a tagliarsi parte dello stipendio. Il problema si pone per le categorie minori e per tutte le altre persone che lavorano nel calcio. Bisogna trovare una soluzione che tenga in considerazione anche questi aspetti non secondari".

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Ha fatto discutere negli ultimi giorni la decisione di alcuni protagonisti del mondo del calcio di ritornare in patria: "Non capisco tutte queste polemiche. E' logico, in un momento del genere, esprimere il desiderio di tornare dalla propria famiglia. Se rispetti tutte le direttive sanitarie, hai l'autorizzazione del tuo club e non ci sono allenamenti, non lo trovo fuori luogo lasciare Torino o Milano per raggiungere i propri cari - ha spiegato la giornalista portoghese - Capisco che gli italiani siano rimasti sconvolti per tutta la gente che è partita verso il sud, però le situazioni vanno valutate caso per caso e questo vale anche per i calciatori. La moglie di Thiago Silva ha detto che sono tornati in Brasile perché lì hanno la piscina per i bambini, condizioni climatiche migliori e una casa ancora più grande: non ci trovo nulla di scioccante, è normale cercare una situazione più confortevole per te e la tua famiglia se ne hai la possibilità. Non capisco tutti quelli che chiedono di restare in Italia o nel paese dove lavorano per solidarietà. Per me è un discorso che non vale soltanto per il mondo del calcio, ma per tutte le persone in generale. E' comprensibile tutto ciò, anche in riferimento al ritorno in Argentina di Higuain per la mamma malata e per ricongiungersi ai famigliari. La Juventus avrebbe preferito che tutta la squadra restasse a Torino, però dopo la prima partenza di Cristiano Ronaldo è logico che la società facesse partire anche gli altri appurata la negatività al tampone".

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Claudia Garcia, ai microfoni di CM.IT, conclude soffermandosi proprio sulla situazione di CR7: "E' normale che Cristiano sia tornato a Funchal, a casa sua, facendo tutto in sicurezza con il suo aereo privato e rispettando tutte le norme. La mamma stava ancora in ospedale e ha deciso di portare tutti con lui per metterli al sicuro in un luogo dove il contesto è un po' meno complesso rispetto all'Italia. Non sappiamo se Ronaldo ha deciso secondo la propria volontà o se ha avuto subito il via libera dalla Juventus, però questo ha creato un precedente e un effetto a catena dove adesso anche gli altri possono lasciare Torino per tornare nei rispettivi paesi d'origine. Alla fine comunque finirà tutto bene: chi è andato all'estero continuerà l'isolamento e rientrato in Italia resterà per altre due settimane in quarantena prima di tornare ad allenarsi".

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