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Juventus, ESCLUSIVO Cabrini: "Juve non è CR7. Bonucci? Ecco perché è l'acquisto ideale"

L'ex difensore bianconero ha raccontato il suo punto di vista sul ritorno di Bonucci e non solo

JUVENTUS CABRINI / Antonio Cabrini, ex difensore della Juventus e ct della Nazionale femminile italiana fino al 2017, ha risposto ad alcune domande in esclusiva per Calciomercato.it sulla Juventus, sulla Serie A e sul suo futuro. Tanti i temi affrontati, dal ritorno di Bonucci in bianconero all’arrivo di Mancini sulla panchina azzurra. Ecco le sue dichiarazioni:

Da ex difensore bianconero come vede l’affare Bonucci-Caldara?

"Direi che il rientro di Bonucci è importante perché è un giocatore che conosce benissimo l’ambiente e la squadra. Si tratta di un leader nel reparto difensivo, quindi utile per la squadra bianconera,soprattutto quest’anno. Per gli obiettivi a cui punterà la Juventus è un uomo ideale. Ha ancora 31 anni e non sussiste il problema dell’età, rispetto alla cessione di Caldara. La società, poi, ha così tanti giovani interessanti in giro per l’Italia da non rimanere scoperta".

Un commento sull’acquisto di Ronaldo…

"Ronaldo, innanzitutto, porterà sicuramente un numero maggiore di spettatori allo stadio, non soltanto quelli bianconeri.

Per la Juventus, il suo arrivo è un valore aggiunto senza alcun dubbio ma la Juventus non è Cristiano, bisogna metterlo nelle condizioni di esprimersi al massimo. Sarà, quindi, interessante vedere cosa la Juventus potrà dare a Cristiano Ronaldo".

 A quali obiettivi deve puntare la Juventus in questa stagione?

"Senza alcun dubbio la Champions è l’obiettivo primario".

Cosa si aspetta da questa Serie A?

"Sarà un campionato sicuramente più interessante rispetto a quelli passati. La Juventus rimarrà la squadra da battere ma l’Inter ha fatto una grande campagna acquisti. Si aspettano, quindi, altre squadre che possano dare fastidio a queste due che, per il momento, sono quelle con qualcosa in più e sono meglio attrezzate. La altre squadre non sono al loro stesso livello anche se ovviamente può succedere di tutto. Un conto, però, è dare fastidio, un altro è essere alla pari".

Mancini sulla panchina dell’Italia, che ne pensa?

"Mancini è sicuramente un buon allenatore, ma la federazione deve lavorare per lui non il contrario. Deve avere la possibilità di mettere in atto e in pratica quelle idee che possono portare la squadra ad alti livelli, altrimenti non si arriverà da nessuna parte".

Progetti per il futuro?

"Dopo l’esperienza con la nazionale femminile, sto valutando opportunità di tornare ad allenare, ma in campo maschile".

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