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Parma, Manenti: "Non ero a conoscenza di tutti i debiti"

Il presidente dei gialloblu ha parlato della difficile situazione del club

PARMA MANENTI INTERVISTA / PARMA - Intervenuto sulle frequenze di 'Radio Sportiva' il presidente del Parma Giampietro Manenti ha fatto il punto sulla difficile situazione del club gialloblu.

INCONTRO CON IL SINDACO - "Non mi aspetto niente di particolare, gli illustrerò la situazione.
Ad oggi la situazione è che porteremo un programma per salvare il Parma".

"NON ERO A CONOSCENZA DI TUTTO" - "Libri in tribunale? Ognuno dice la sua, se qualcuno mi dà una mano a rendere la situazione meno tesa, è meglio.
Non ero a conoscenza proprio di tutto: mano a mano che abbiamo fatto i controlli ci siamo accorti di alcune cose.
La situazione debitoria in testa, e tutto quello che c'è intorno.
Io voglio andare avanti".

INDAGINE PENALE - "Non ho paura, io sono stato qui per controllare.
Chi me l'ha fatto fare? La passione, credere in un progetto.
Le cifre sono considerevoli, sempre.
Ma quando qualcuno ha le idee chiare è più facile.
I soldi ci sono? Certo, altrimenti non avremmo fatto questa cosa".

MANCATI PAGAMENTI - "C'è stato l'intervento della Procura, dobbiamo spiegare alcune cose e le spiegheremo.
La schiarita? Da lunedì in poi.
La squadra aspetterà? Vediamo di chiarire alcune cose".

PARMA A GENOVA - "Assolutamente sì.
Le condizioni di sicurezza c'erano anche per la gara con l'Udinese.
Il Tardini domenica era pronto, con il terreno rifatto". 

LUCARELLI E LA SQUDRA - "Li sento, sono in fibrillazione.
Se ci sono solo polemiche anche loro si demotivano.
Nessuno ha detto che il campo è nuovo e che lì si poteva giocare.
Chi deve dare una mano? Tutto il sistema.
Stiamo aspettando che ci venga approvato ciò che portiamo, dopo andremo avanti.
Cosa portiamo? Portiamo il fatto che il Parma sia solvibile.
Non ero a conoscenza di tutto quando ho preso il Parma? Sì, da dentro uno comincia a guardare meglio".

CONTATTI CON GHIRARDI E TACI - "Se ho avuto contatti con Ghirardi? No.
Con Taci? Neppure.
La due diligence? Sì, servono 15-20 giorni, quasi un mese.
A volte i tempi non ci sono.
Le panchine in vendita? Vivo male la situazione.
A chi dice che sono un prestanome? Non rispondo.
Le altre squadre che ci aiutano? Mi farebbe piacere, significherebbe che esiste ancora il calcio italiano.
I miei tentativi di entrare nel calcio? A Vercelli mai, a Brescia ormai tutti sanno com'è andata, non c'era volontà di vendere". 

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