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Calciomercato > Roma > Roma, Perotti: "La Juventus, l'Europa League, Spalletti e i desideri per il 2017"

Roma, Perotti: "La Juventus, l'Europa League, Spalletti e i desideri per il 2017"

Il 28enne attaccante argentino si racconta in una lunga intervista alla vigilia del Santo Natale


Diego Perotti ©Getty Images
Federico Scarponi

24/12/2016 14:40

ROMA PEROTTI - Alla vigilia del Santo Natale, l'attaccante della Roma, Diego Perotti, ha concesso un'intervista ai microfoni di 'Premium Sport', nella quale ha toccato diversi argomenti: dalla sconfitta con la Juventus in campionato, alla prossima sfida europea contro il Villarreal, fino ai suoi trascorsi nel Siviglia.
 
JUVENTUS - “Questa differenza di 7 punti è grande però manca ancora tantissimo. Volevamo vincere, almeno pareggiare e non l’abbiamo fatto. Abbiamo però giocato una grande partita contro una squadra fortissima: dobbiamo farlo meglio e avremo tempo per riprenderci. Dove deve migliorare? Non lasciare più punti per strada, come i pareggi contro Cagliari e Empoli. Oggi sarebbero dei punti importanti, sono quelle partite che si devono vincere. Questa è una cosa fondamentale per vincere lo Scudetto” .
 
EUROPA LEAGUE: SI ENTRA NEL VIVO -  “L’Europa League è bellissima, l’ho giocata con il Siviglia e per me è importante. Affronteremo un avversario tosto e non sarà facile ma per vincere a competizione dovremo affrontare le più forti. Il ritorno lo giocheremo in casa e questo sarà importante”.
 
PASSATO AL SIVIGLIA - “Ho iniziato in argentina in serie B nel Deportivo Morón, poi dopo un anno sono andato nella Primavera del Siviglia, a 19 anni. Ho fatto un anno e mezzo con la Primavera, mi allenavo con la Prima Squadra ma all’inizio non avevo il passaporto comunitario e non potevo giocare, poi Chevanton è diventato comunitario e ho occupato lo slot di extracomunitario. Sono stato lì 7 anni, ho passato dei bei momenti e dei momenti negativi per colpa degli infortuni che ho avuto però per me Siviglia è stata un’esperienza molto importante perché sono cresciuto lì. Ero un ragazzo, ho imparato a vivere da solo e sono diventato uomo in Andalusia”.
 
IL 'GRIFONE' E LA RINASCITA - “Il Genoa mi ha rilanciato e mi ha aiutato ad arrivare alla Roma. Senza il Genoa non sarei qui e forse non starei neanche più giocando a calcio. Prima del Genoa i mesi in prestito al Boca la mia carriera era quasi finita per colpa degli infortuni. Non so perché mi capitavano questi problemi, ho sempre fatto una carriera da professionista, non bevo e non fumo e non so cosa mi succedeva. Mi allenavo e mi infortunavo. Ero arrivato al punto che aspettavo solo che un dottore mi dicesse che non avrei potuto più giocare, stavo impazzendo. Invece tutti mi dicevano che stavo bene e quello era molto peggio perché stavo bene ma non riuscivo ad allenarmi. Mi avevano detto di tornare a casa mia in Argentina per stare meglio, ero con la mia famiglia, i miei amici ma anche lì era uguale a Siviglia. Mi allenavo da solo, è stato brutto e se non fosse stato per il Genoa non lo so se starei giocando ancora. Non era un problema di testa, con Gasperini mi sono allenato come mai n vita mia, sia a livello fisico che mentale: se sentivo un dolore non mi fermavo e ho superato questi limiti. Ho rischiato un po’ di più, ho resettato il mio corpo e ho ricominciato. Ho visto tutti i dottori del mondo, ho fatto tutte le visite ma ancora oggi non ho una risposta sul perché sono guarito”.

LA ROMA, SPALLETTI E I DESIDERI PER IL 2017 - "Ho visitato Roma ma non abito vicino al centro e poi sono una persona abbastanza tranquilla che esce poco. Ma quando ho il giorno libero vado in giro con mia moglie, sicuramente non l’ho ancora vista tutta come merita una città con la storia di Roma ma spero di avere ancora molto altro tempo per farlo. Mister Spalletti ha detto che non mi piace giocare a destra? Un po’ di ragione ce l’ha. Non è che non mi piace ma sento che non posso dare lo stesso che do quando parto da sinistra. Ho meno possibilità di fare la giocata, a destra mi perdo un po’ e anche per aiutare la squadra a destra faccio più fatica, a sinistra i movimenti sono più spontanei. Ma io voglio giocare e se devo farlo a destra lo faccio senza problemi, però se mi chiedi dove preferisco farlo ti dico sinistra. Desideri per il 2017? Soprattutto quello di avere la salute come adesso, di passare una stagione senza infortuni per me e per i miei compagni. Poi sicuramente vincere qualcosa con la Roma perché penso che vincere qua sia indimenticabile. Io sono argentino  e sono abituato alla passione della gente ma dopo il derby vedere tutti quei tifosi contenti è stato bellissimo. Vincere qui sarebbe un’esperienza unica per la mia vita. Voglio vincere qui perché in carriera ho vinto solo una 'Copa del Rey' con il Siviglia e poi perché questi tifosi e questa città se lo meritano. Abbiamo una buona squadra e penso che possiamo farcela. Non è più tempo di parlare, dobbiamo dimostrare il nostro valore in campo”.




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