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Calciomercato > Roma > Roma, Perotti: "Riquelme il mio idolo, ma ora Totti..."

Roma, Perotti: "Riquelme il mio idolo, ma ora Totti..."

L'attaccante giallorosso parla di molte curiosità sulla sua carriera da calciatore


Diego Perotti © Getty Images
Mario D'Amiano

07/09/2016 18:33

ROMA PEROTTI TOTTI RIQUELME / ROMA - Diego Perotti a tutto campo tra presente, passato e futuro. L'attaccante giallorosso si è concesso ai microfoni del club e ha parlato del suo amore per il calcio e tante altre curiosità sulle news Roma. Arrivato nella sessione di calciomercato dello scorso gennaio, Perotti è diventato sin da subito una pedina importante. Le sue gesta in campo cercano di imitare quelle del suo idolo di infanzia: "Quando ho cominciato a giocare Juan Roman Riquelme era il calciatore che mi piaceva di più e dal quale cercavo di imparare - esordisce Perotti - Facevo il tifo per lui quando ero piccolo, giocava al Boca e da lì in poi avrebbe vinto tutto. E' sempre stato il migliore per me”.

GLI INIZI - "Giocavo nella stessa posizione del mio idolo Riquelme: volevo essere come lui. Il mio debutto è arrivato a 18 anni con il Deportivo Moron, in Serie C. Ero molto nervoso, abbiamo pareggiato 1-1 fuori casa contro il Cambaceres. È stato un momento unico dopo tutto quello che avevo passato. Non ero riuscito ad arrivare a esordire con il Boca in Serie A ma ero comunque contento”.

AVVERSARIO PIU' OSTICO - "Manuel Pablo del Deportivo La Coruna. Ogni volta che ho giocato contro di lui, anche se era nella parte finale della sua carriera, mi sono sempre trovato in difficoltà. Potevo anche dribblarlo ma lui mi tornava di nuovo addosso”.

COMPAGNO PIU' FORTE - "Ne potrei dire tanti. Nella mia carriera ho avuto la fortuna di poter giocare con Riquelme, di allenarmi con lui, anche se ci ho giocato poco insieme per via di un infortunio. Ora è un piacere essere al fianco di Francesco Totti, il giocatore più importante della storia della Roma. Dei tempi del Siviglia direi Frederic Kanouté e Luis Fabiano, due attaccanti che trasformavano in gol ogni palla che io mettevo dentro”.

STADIO PIU' BELLO - "Il 'Santiago Bernabeu': per me è il massimo. Quando entri in campo e guardi in su, sembra che non finisca mai: è pazzesco. Ci ho giocato sia con il Siviglia sia con la Roma. Anche entrare all’Old Trafford è stato bello, ma il Bernabeu è un’altra cosa”.

'PRIVILEGI' DA CALCIATORE - "Potere entrare ogni domenica allo stadio. Gioco a calcio da dieci anni e ogni volta che sto per scendere in campo sento quella sensazione di nervosismo e ansia che però è piacevole. Se penso al giorno in cui mi ritirerò, la mia paura è quella di non poter più provare tutto questo. Quindi cero di approfittare di ogni momento. Ho lottato tanto per diventare un calciatore, è una professione che amo, abbiamo anche la fortuna di poter passare tanto tempo con la famiglia”.

ALTRI SPORT - "Ho giocato a basket e ho fatto nuoto - prosegue Perotti - Mi piaceva più il basket però, l’ho praticato per otto anni. A calcio gioco da quando avevo quattro anni. A dieci ho dovuto lasciare il basket perché ho iniziato ad allenarmi con il Boca tutti i giorni. Uscivo da scuola all’una e mezza, pranzavo in macchina mentre mia madre mi portava all’allenamento che durava fino oltre alle sette di sera e non potevo fare altro”.




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