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Calciomercato > Palermo > Palermo, ESCLUSIVO Andres Brugman: Gaston si ispira a Cambiasso e Mascherano

Palermo, ESCLUSIVO Andres Brugman: Gaston si ispira a Cambiasso e Mascherano

Il padre del centrocampista rosanero ai microfoni di Calciomercato.it


Gaston Brugman(Getty Images)
ESCLUSIVO
Giorgio Elia

24/11/2015 12:46

CALCIOMERCATO PALERMO ESCLUSIVO ANDRES BRUGMAN / PALERMO - Il pareggio del Palermo sul campo della Lazio è stato frutto anche dell'ottima prestazione del difensore Goldaniga e del centrocampista Brugman, due calciatori rilanciati da Ballardini dopo lo scarso impiego nella gestione Iachini. Ai microfoni di Calciomercato.it, tra vicende di campo e non solo ha parlato Andres Brugman, padre del numero sedici rosanero che partecipa anche alla gestione dei suoi interessi.

Andres che bambino era Gaston?

"Dovete sapere che Gaston già a otto mesi di vita camminava e a un anno esatto correva e calciava la palla. Era il primo figlio quindi molto coccolato da tutti e lo incoraggiavamo negli sport per via della sua grande coordinazione. Oltre al calcio ha praticato anche il basket, facendo parte di una rappresentativa uruguaiana per un torneo in Argentina, ma anche il tennis. Per il resto è stato sempre un ragazzo molto responsabile anche a scuola, sempre applicato in tutto quello che faceva".

Quando le ha detto che voleva fare il calciatore?

"Ma per lui è stata una scelta quasi naturale. Quando aveva cinque anni giocava nelle giovanili dell'Estundiantes con i ragazzi più grandi di lui di un anno e una stagione è stato capocannoniere del campionato. In quell'occasione ritirò un premio per la sua categoria in compagnia del difensore dell'Atletico Madrid Godin che invece a quel tempo era il capitano dell'ultima formazione giovanile di questa squadra di Rosario la nostra città".

Poi la chiamata dell'Empoli...

"Gaston venne prima chiamato dal Penarol. Il primo anno andava tre volte a settimana a Montevideo per allenarsi tornando la sera. Il secondo si trasferì nella capitale con uno dei suoi cugini. Nel corso di un torneo con la selezione minore della Nazionale uguruaiana venne notato dal diesse dell'Empoli Carli. Per Gaston non fu traumatico il distacco dall'Uruguay proprio grazie al club toscano che diede la possibilità al ragazzo di trasfersi in Italia con tutta la famiglia".

Per che squadra tifava Gaston?

"Senza dubbio è un tifoso del Penarol. Poi seguiva un pò tutte le squadre dove militavano i calciatori che gli piacevano o anche i connazionali. Lui osservava tanto Cambiasso all'Inter ma anche il modo di giocare di Mascherano. In Italia poi ha seguito molto il Palermo di Cavani. Lo entusiasmava vederlo in coppia con Miccoli".

Come nasce la chiamata del Palermo?

"Lui era seguito dal Bologna ma soprattutto dal Sassuolo. Al Pescara era compagno del figlio di Di Francesco allenatore dei neroverdi, che lo vedeva spesso giocare e aveva tanta stima di lui. Poi però si è mosso il Palermo con il contatto tra il direttore sportivo rosanero e il presidente del Pescara e si è sviluppata la trattativa. Molto importante per noi è stato anche il lavoro di Gabriele Tubaldo, collaboratore di Mino Raiola che ha sempre seguito Gaston. Per noi l'occasione rosanero era troppo importante, considerata anche la storia di questo club nel lancio dei giovani".

Per Gaston però le cose al Palermo non sono andate subito bene...

"Mettersi in discussione quando si arriva in un gruppo nuovo è normale. Ma la cosa che forse ha dato più fastidio a Gaston è stata quella di non avere mai avuto la possiiblità di far vedere quello che poteva fare e il tipo di contributo che poteva offrire alla squadra. Si diceva sempre che doveva recuperare dal problema al ginocchio quando ormai era superato o che era troppo esile. Poi ha scritto quella frase sui social ("Fragile? Dove non arrivo con la forza arrivo con la mente", ndr) proprio per far capire che nonostante non abbia un fisico statuario, sa come stare in campo anche nella fase di non possesso nel chiudere le linee di passaggio e saper braccare l'avversario al momento giusto. E' mancata un pò la fiducia, adesso le cose con il nuovo allenatore sembrano esser diverse".

Al punto da giocare titolare alla prima di Ballardini sul campo della Lazio...

"E' stata una vera sorpresa, tra l'altro nel suo vecchio ruolo quello di trequartista. Questo però non rappresenta un problema per lui, perché è sempre stato abituato a seguire le richieste dell'allenatore. Ha la capacità di giocare da regista, mezzala o sulla trequarti, senza risentire del cambio di posizione. E' un'eredità lasciata dal lavoro fatto a Empoli, vera e propria scuola dal calcio come testimoniato anche da giocatori importani come Pucciarelli, Saponara e Tonelli".

E adesso l'obiettivo è convincere il Palermo a riscattarne il catellino...

"Nell'immediato la cosa più importante è lavorare per trovare continuità. Il lavoro quotidiano e la fiducia che allenatore, compagni di squadra e anche la piazza possono trasmettere, sono molto importanti per poter far bene. E' chiaro che quello del riscatto è un traguardo importante, da inserire negli obiettivi a lunga scadenza. Adesso però conta l'applicazione e lavorare al meglio per portare in alto il Palermo"




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